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Il piano “bazooka” del centrodestra contro il coronavirus

6 Marzo 2020
Il piano “bazooka” del centrodestra contro il coronavirus

I tre leader dei partiti d’opposizione presentano un progetto congiunto da 30 miliardi per contrastare l’emergenza economica e precisano: nessun governissimo.

Oggi, in una conferenza stampa al Senato, il centrodestra ha presentato il piano economico per contrastare l’emergenza coronavirus.

Presenti i tre leader della coalizione – Matteo Salvini per la Lega, Giorgia Meloni per i Fratelli d’Italia e Antonio Tajani per Forza Italia (assente giustificato Silvio Berlusconi che si trova “in condizioni di sicurezza anti-contagio” ma che – ha assicurato Tajani, ha partecipato alla riunione in collegamento telefonico) – l’annuncio è stato dato all’unisono, per sottolineare che “il centrodestra parla con una voce sola”, come ha ribadito Giorgia Meloni durante l’intervento.

Il piano del centrodestra è stato definito dagli stessi esponenti un “bazooka finanziario” perché prevede di mettere in campo un quantitativo di risorse impressionante: 30 miliardi di euro per fronteggiare “quattro emergenze” che sono “sanità, lavoro, imprese e famiglie”.

Il documento unitario sarà ora presentato al Governo, “per aiutare i cittadini e il Paese in questo momento delicato, non certo per dare un sostegno politico al Conte bis”, hanno precisato i tre leader. Ma se Conte non sarà disposto a riceverlo e a recepirne le osservazioni, le opposizioni – annuncia Salvini – chiederanno un colloquio direttamente con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Le richieste sono il ”varo immediato di un ‘pacchetto’ di misure di entità pari all’avanzo primario del 2019 e cioè circa 30 miliardi di euro, l’equivalente a 1,7 punti di Pil”. Questa, si legge nel testo, “è l’entità dello scostamento di bilancio che il centrodestra chiede di votare già la prossima settimana in Parlamento, data la natura eccezionale dell’emergenza Covid-19”.

Si tratta di misure molto più consistenti di quelle messe in campo dalla maggioranza di Governo, che proprio ieri ha stanziato 7,5 miliardi di euro per l’emergenza economica, pari a circa lo 0,2% del Pil ed ha già richiesto l’approvazione dell’Unione europea per lo sforamento del deficit. Dall’opposizione, invece giunge un monito anche all’Europa: “faccia la sua parte” e ”guardi al futuro sostenendo la crescita”, chiedono Salvini, Meloni e Tajani.

Nella stessa occasione, i tre leader dei partiti di opposizione dicono no all’ipotesi di un governo di unità nazionale che era stata ventilata nei giorni scorsi. ”Non c’è mai stata, per quanto mi riguarda, l’ipotesi un esecutivo di unità nazionale, ci sono delle proposte concrete, punto”, taglia corto Salvini anche per smentire definitivamente le voci di un governissimo con l’appoggio di Renzi.

Si inserisce però Tajani a precisare: ”Noi offriamo collaborazione istituzionale per aiutare gli italiani non per sostenere il governo, ecco le nostre proposte concrete per l’emergenza Coronavirus”. Sulla stessa linea Meloni: ”Siamo qui per dire che abbiamo delle proposte, abbiamo sempre dimostrato di non essere interessati alle poltrone”.

Come a dire: nessun appoggio all’attuale governo, ma una controproposta con cui l’opposizione fornisce il suo contributo alla gestione dell’emergenza economica. Resta da vedere se e come la maggioranza valuterà queste proposte e se le recepirà – come sembra improbabile – o le rispedirà al mittente; in tal caso, però, la crisi si acuirebbe e si renderebbe necessario un intervento diretto del Capo dello Stato, al quale il centrodestra ha già annunciato di volersi appellare.

La prossima settimana è previsto il voto del Parlamento sullo scostamento del deficit (basato sul programma del Governo di 7,5 miliardi) e se nel frattempo le proposte del centrodestra non saranno prese in considerazione si prevede una battaglia dura; ma il voto delle Camere è indispensabile per rendere reali ed effettivamente disponibili questi stanziamenti, attraverso i decreti che stabiliranno come le risorse verranno impiegate. Intanto già all’interno della maggioranza si registrano le prime spaccature: “sette miliardi e mezzo sono pochi”, ha dichiarato poco fa la senatrice Barbara Lezzi, parlamentare del Movimento 5 Stelle.


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