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Elettrodomestici vecchi: impossibile ora disfarsene. Aboliti i centri Raee

30 Settembre 2013
Elettrodomestici vecchi: impossibile ora disfarsene. Aboliti i centri Raee

Gli installatori e i centri di assistenza tecnica, non potendo più tenere nei propri depositi i rottami delle apparecchiature ritirate dagli acquirenti di nuovi prodotti, probabilmente non eseguiranno più il servizio del ritiro a domicilio.

Con molta probabilità, saremo costretti a vedere nuovamente riaffiorare, ai margini delle strade, le vecchie discariche abusive. Potrebbe essere infatti questa la conseguenza di una recente e allarmante legge appena approvata dai due rami del Parlamento [1].

La nuova normativa ha infatti rivisto la disciplina dei cosiddetti Raee (“Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche”) che garantiva, a chiunque acquistasse un elettrodomestico, un computer o qualsiasi altro macchinario simile, di pretendere, dall’installatore o dal rivenditore, di ritarare e portare via con sé (gratuitamente) anche il vecchio “ferro vecchio” presente a casa (leggi l’articolo: “Disfarsi gratis e legalmente della vecchia tv, frigorifero, lavatrice e di tutti gli apparecchi obsoleti”). Per questo servizio, paghiamo tutti un balzello, appunto detto “contributo Raee”.

Ebbene, questo sistema – a garanzia che nessuno si sbarazzasse “per vie traverse” degli elettrodomestici non più in uso – sembra purtroppo essere destinato a tramontare.

Infatti, per effetto di una abrogazione normativa appena intervenuta [1], i centri di assistenza tecnica non potranno più effettuare il raggruppamento dei Raee presso la propria unità locale, ma dovranno attrezzarsi per trasferire gli apparecchi dismessi direttamente dal domicilio del cliente al centro di raccolta (che non sempre è dietro l’angolo). Con la preoccupante conseguenza che, molto probabilmente, l’installatore di turno, all’atto della legittima richiesta del cliente, opporrà un secco “no, non abbiamo gli strumenti” per ritirare gli elettrodomestici divenuti rifiuti.

Detto in parole ancora più semplici, la modifica del decreto ministeriale impedisce oggi al commerciante di depositare i rifiuti dei clienti presso il proprio punto vendita o il magazzino esterno.

Ovviamente – ma di questo non c’era bisogno di precisazioni – noi continueremo a pagare la relativa tassa. Senza, tuttavia, usufruire più del servizio.


note

[1] Cosiddetta legge europea 2013, L. n. 92/2013


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