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Risarcimento danni caduta dall’autobus

8 Marzo 2020
Risarcimento danni caduta dall’autobus

Passeggero autobus: come fa a chiedere il risarcimento in caso di frenata brusca e di lesione avvenuta su un pulmino di linea del trasporto pubblico locale?

Se dovessi cadere all’interno dell’autobus, a causa di una improvvisa frenata o di una manovra brusca determinata dalla guida spericolata del conducente, chi ti risarcisce? Si sa: quando c’è molta gente in piedi, si corre il rischio di finire addosso a un’altra persona, ma non ci si fa mai male. Viceversa, se il passeggero dovesse scegliere di stare in piedi, nonostante vi siano dei posti a sedere e, proprio per questo, dovesse cadere a seguito di uno stop improvviso del mezzo, potrebbe chiedere i danni alla compagnia di trasporto?

Il risarcimento danni per caduta in autobus è stato al centro di numerosi giudizi, finiti anche in Cassazione. La giurisprudenza ha così avuto modo di tracciare una sorta di vademecum per dirimere le controversie di questo tipo. 

Il primo problema che si pone, e che va valutato caso per caso, è quello di individuare la responsabilità per l’incidente: se un passeggero non si tiene all’apposito supporto verticale di sicurezza, o è distratto dalla lettura di un libro, o se ancora si addormenta e, proprio in ragione di ciò, alla prima frenata va a sbattere la testa contro uno spigolo, di chi è la colpa? Ed ancora, se l’utente cade nelle manovre di salita o discesa dal veicolo, perché le porte gli vengono chiuse addosso o perché il mezzo si mette in marcia all’improvviso, chi gli risarcisce i danni? 

In questo articolo ci occuperemo di tutto ciò: cercheremo cioè di stabilire le regole relative al risarcimento danni per caduta in autobus. Ma procediamo con ordine.

Responsabilità della compagnia di trasporto

L’articolo 1681 cod. civ. contiene una norma generale inerente alla responsabilità del vettore. Quest’ultimo – stabilisce la legge –  risponde dei sinistri che colpiscono l’utente durante il viaggio e della perdita o dell’avaria delle cose che il viaggiatore porta con sè, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno. Nessuna clausola contrattuale può limitare o escludere tale responsabilità.

Si ha, quindi, una responsabilità del vettore di tipo “oggettivo”, che prescinde da qualsiasi sua colpa o volontà. Egli è esonerato dal risarcimento solo se dimostra di aver adottato tutte le misure rivolte ad escludere l’evento lesivo. Nulla toglie che si possa accertare comunque un concorso di colpa.

Caduta del passeggero per frenata improvvisa

L’ipotesi tipica di responsabilità del vettore è quella per la frenata improvvisa. In questi casi, è dovuto il risarcimento da parte della compagnia di trasporto. Tuttavia, la Cassazione ha detto che questa responsabilità, comunque presunta, non esclude la possibilità di verificare se il viaggiatore abbia, per via della propria condotta imprudente, agevolato il danno, ad esempio non tenendosi alle maniglie di sicurezza. Come chiarito dai giudici supremi, infatti, il danneggiato è tenuto, durante il trasporto, alla osservanza delle comuni norme di prudenza e diligenza. 

Nel caso in cui il passeggero di un autobus subisca un danno a causa della caduta provocata da una brusca frenata del mezzo necessaria per evitare lo scontro con un altro veicolo sussiste la responsabilità del vettore.

Il vettore evita la responsabilità solo se dimostra di aver approntato i mezzi idonei a salvaguardare l’incolumità del passeggero; pertanto, ciò non può escludere un affidamento anche su un minimo di prudenza e di senso di responsabilità da parte di quest’ultimo [1]. In tal caso, si applicherà un concorso di colpa. 

Caduta del passeggero per colpa delle porte

Se l’autista di un autobus apre o chiude le porte proprio durante le manovre di ingresso o di uscita di un passeggero, così causandone la caduta, è responsabile personalmente, così come è responsabile anche la compagnia di trasporto. Tale responsabilità però può essere esclusa solo se il danno è stato determinato dall’imprudenza del passeggero. È tale, ad esempio, l’ipotesi in cui quest’ultimo non scivoli a causa della pioggia e delle superfici bagnate. 

Passeggero scivola 

Secondo la Cassazione, non spetta il risarcimento al passeggero che, nell’atto di scendere da un autobus fermo al capolinea, inciampa cadendo a terra. La ragione è chiara: il fatto che l’infortunio avvenga ad autobus fermo dimostra che la causa sia esclusivamente addebitabile al viaggiatore e alla sua imprudenza e che nessuna responsabilità possa avere la ditta di trasporto, a meno che non si tratti di un gradino rotto o di altro ostacolo non visibile.

Le prove che deve fornire il passeggero

Al passeggero che cade o si fa male durante il trasporto nell’autobus di linea non spetta dimostrare la guida imprudente del conducente o il mancato rispetto da parte di questi delle regole del codice della strada, ma solo li fatto che il danno si sia verificato in conseguenza e in concomitanza del viaggio, a prescindere quindi dall’eventuale colpa del vettore. A quest’ultimo, invece, compete provare di aver approntato tutte le misure per evitare infortuni durante la “corsa”.

Risarcimento danni caduta autobus: ultime sentenze

L’autista di un autobus che aprendo le porte cagiona la caduta del passeggero che inciampa a causa della pioggia non risponde del reato di lesioni colpose. (Nel caso di specie, la persona offesa chiariva che non era caduta perché l’autobus era in movimento ed aveva ripreso subito la corsa mentre scendeva ma perché era scivolata per la pioggia).

Tribunale S.Maria Capua V. sez. III, 04/09/2017, n.3144

La presunzione di responsabilità posta a carico del vettore ex art. 1681 c.c. per i sinistri che colpiscono il viaggiatore durante il trasporto non opera in contrasto con la disciplina dell’art. 1227 c.c., non precludendo perciò l’accertamento del concorso di colpa del danneggiato.

Cassazione civile sez. III, 03/10/2013, n.22603

In tema di trasporto di persone, la presunzione di responsabilità di cui all’art. 1681 c.c. a carico del vettore per i danni al viaggiatore opera quando sia provato il nesso causale tra il sinistro occorso al viaggiatore medesimo e l’attività del vettore in esecuzione del trasporto, restando viceversa detta presunzione esclusa quando sia accertata la mancanza di una colpa in capo al vettore, come nel caso in cui il sinistro venga attribuito al fatto di un terzo viaggiatore. In ogni caso, gli obblighi del vettore vanno individuati tenuto conto anche del suo ragionevole affidamento sulla prudenza e sul senso di responsabilità da parte della vittima e dei terzi.

(Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda risarcitoria avanzata nei confronti di una società di trasporti pubblici, da un viaggiatore infortunatosi mentre stava salendo su un autobus, a causa della condotta scorretta, né evitabile né controllabile, di un altro passeggero, il quale, scendendo improvvisamente dallo stesso mezzo dalla porta posteriore, esclusivamente riservata alla salita, lo aveva spinto determinandone la caduta e le conseguenti lesioni).

Cassazione civile sez. III, 25/02/2009, n.4482

Non deve essere riconosciuto alcun risarcimento al viaggiatore che, nell’atto di scendere da un autobus fermo al capolinea, inciampa cadendo a terra. Infatti, anche se è provato il nesso causale tra l’infortunio e l’esecuzione del trasporto, il vettore può liberarsi dalla responsabilità presunta dimostrando la mancanza di una sua colpa, come quando l’incidente avviene per fatto esclusivo del viaggiatore (nella specie, la compagnia di trasporto aveva raggiunto la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno: il fatto che l’infortunio fosse avvenuto ad autobus fermo contraddiceva l’affermazione per cui la caduta fosse da imputarsi ad un improvviso sobbalzo del mezzo).

Cassazione civile sez. III, 23/02/2009, n.4343

Qualora sia occorso incidente stradale per ritenuta inosservanza da parte del conducente di autobus di linea delle ordinarie regole di prudenza in materia di circolazione stradale, in occasione del quale sia stata provocata la caduta di soggetto trasportato, deve essere disposto il mutamento dal rito ordinario a quello speciale del lavoro.

Tribunale Torino sez. IV, 09/05/2007

In caso di domanda di risarcimento del danno conseguente alle lesioni verificate a causa di una caduta avvenuta nel corso di un trasporto da parte di un autobus di linea, la prova dell’esistenza di un nesso causale tra il sinistro occorso al passeggero e l’attività del vettore nell’esecuzione del trasporto non deve riguardare l’anormalità del comportamento del vettore ma, più genericamente, l’oggettivo verificarsi dell’evento dannoso quale conseguenza ed in concomitanza del viaggio.

Tribunale Roma, 21/09/2004

Nel caso in cui il passeggero di un autobus subisca un danno a causa della caduta provocata da una brusca frenata del mezzo necessaria per evitare lo scontro con un altro veicolo, sussiste ex art. 1681 c.c. la responsabilità del vettore. Quest’ultimo, per superare la presunzione di colpa, non può limitarsi a fornire la prova che l’autobus procedeva a velocità moderata poiché ciò non equivale alla prova che il conducente del mezzo aveva posto in essere tutte le cautele per evitare il danno.

Corte appello Milano, 09/11/1999



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1 Commento

  1. Avete tralasciato l’obbligo delle cinture di sicurezza obbligatorie dal marzo 2006. Molti passeggeri (tutti da quanto visto, sono autista di autobus extraurbani) non le utilizzano come da regolamento e da C. d. S.
    So che una signora seduta in 3 fila a causa di un frontale contro un albero per non aver allacciato la cintura non ha avuto tutto il risarcimento richiesto per sua negligenza.

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