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Tim: maxi multa per ostacoli alla fibra

6 Marzo 2020
Tim: maxi multa per ostacoli alla fibra

L’Autorità Antitrust ha irrogato una sanzione di 116 milioni di euro per pratiche anticoncorrenziali nello sviluppo della banda ultra larga.

L’Antitrust ha irrogato a Tim una maxi multa da 116 milioni di euro per aver ostacolato lo sviluppo della fibra. Lo rende noto l’Autorità in una nota diffusa dall’agenzia stampa Adnkronos; la sanzione dovrà essere pagata entro il 1° ottobre 2020.

L’Autorità ha accertato – si legge nel comunicato – che Tim “ha posto in essere una strategia anticoncorrenziale preordinata a ostacolare lo sviluppo in senso concorrenziale degli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga”.

La competizione nel settore delle telecomunicazioni, sottolinea l’Antitrust, “si manifesta oggi in termini di qualità dei servizi, investimenti e innovazione”, più che in termini di prezzi e tariffe.

Per questo l’Autorità ha ritenuto di dover sanzionare le condotte di Tim volte a ritardare, nelle aree dove ce ne sarebbe stato più bisogno, lo sviluppo della fibra nella sua forma più innovativa, ovvero l’Ftth (Fiber To The Home). Trattasi delle così dette aree ‘bianche’, dove, in assenza di sussidi, il mercato non giustificherebbe l’infrastrutturazione innovativa.

In particolare le condotte di Tim, sottolinea l’Antitrust, “sono risultate indirizzate a preservare il suo potere di mercato nella fornitura dei servizi di accesso alla rete fissa e dei servizi di telecomunicazioni alla clientela finale”.

Tim, rileva l’Autorità, “ha posto ostacoli all’ingresso di altri concorrenti, impedendo sia una trasformazione del mercato secondo condizioni di concorrenza infrastrutturale, sia il regolare confronto competitivo nel mercato dei servizi al dettaglio rivolti alla clientela finale”.

L’Autorità ha accertato che Tim “ha ostacolato lo svolgimento delle gare, indette nell’ambito della Strategia nazionale banda ultra-larga del Governo, per il sostegno agli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga nelle aree più svantaggiate del territorio nazionale (cosiddette aree bianche)”.

La società si è difesa con un comunicato nel quale espone di “prendere atto della decisione assunta oggi dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per comportamenti risalenti ad anni fa” e anticipa che “presenterà ricorso alla giustizia amministrativa”.

L’operatore dichiara anche “stupore nel ricevere una sanzione per aver ipotizzato di investire risorse private nell’ammodernamento del
Paese per il conseguimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale, pur adeguando puntualmente la propria offerta alle prescrizioni
regolamentari” ed afferma che “purtroppo, gli unici danneggiati in questa vicenda sono gli abitanti delle Aree Bianche che ancora non sono collegati alla rete in fibra”.


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