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Conto in rosso: quanto verranno a costare gli interessi?

1 Maggio 2020 | Autore:
Conto in rosso: quanto verranno a costare gli interessi?

Quando si può sconfinare e con quali conseguenze? Cosa può fare la banca? Quando c’è rischio di anatocismo?

Tenere a bada i soldi non sempre è facile: quando capita un imprevisto (una spesa sanitaria, un guasto importante alla macchina), il conto corrente si prosciuga di colpo e qualche volta capita che fa la fine dell’inverno più rigido: va notevolmente sottozero. Sai che potrai recuperare non appena entrano gli stipendi, sarà questione di qualche giorno, alla peggio poche settimane. Ma che succede nel frattempo? Quanto ti verranno a costare gli interessi del conto in rosso?

Dipende da quello che hai sottoscritto con la banca al momento dell’inizio del rapporto, ma anche da quanto «sfori». Se si tratta di qualche decina di euro e sei un cliente che non ha mai dato dei problemi all’istituto di credito, male che vada riceverai una telefonata dall’impiegato per avvisarti che non hai più disponibilità, anzi che sei andato «sotto» e che conviene versare qualcosa per tornare in attivo ed evitare dei problemi. Altra possibilità è che tu abbia concordato sul contratto di poter arrivare ad un certo livello di sforamento e che, per quei casi, gli interessi del conto in rosso siano stati fissati ad un livello veramente basso.

Vediamo, allora, quali sono le diverse possibilità, che succede con gli interessi del conto in rosso e come devi comportarti sia per evitare di pagarli sia per impedire che la banca se ne approfitti.

Conto in rosso: quando succede?

Ci sono varie circostanze che possono far scattare gli interessi del conto in rosso perché i soldi depositati non sono bastati a coprire le spese. Una di queste, come dicevamo poco fa, è che ti possa «scappare la mano», cioè che tu ti abbia fatto degli acquisti o dei pagamenti per un valore superiore a quella che era la tua disponibilità in banca. Magari non per superficialità da parte tua, ma perché ti sei visto costretto ad affrontare degli imprevisti e, tra quelli e l’ordinaria amministrazione (bollette, abbonamenti, prelievi per andare al supermercato, carta di credito, ecc.) hai inevitabilmente sforato.

Se sei cliente della banca da tempo e l’istituto sa che non è tua abitudine andare «sotto» con il conto, molto probabilmente chiuderà un occhio e ti farà un colpo di telefono per chiederti di sistemare il debito acquisito. Il tutto si potrà risolvere senza traumi e, se la cifra mancante è bassa (magati non arrivi nemmeno a 100 euro), anche senza interessi.

Poi, ci sono i correntisti più lungimiranti, che sanno dell’esistenza di questo rischio e che chiedono ed ottengono (anche all’apertura del conto) un fido. In pratica, un accordo con la banca che consente di andare in rosso fino ad una certa cifra e di beneficiare di quell’importo come se si trattasse di un prestito (in realtà lo è) quando ha bisogno di soldi per coprire le spese del mese.

In questo caso, parlare di «conto in rosso» non sarebbe del tutto corretto, poiché il contratto firmato con l’istituto prevede questa possibilità. A meno che si sfori ancora di più. Ad esempio, se il fido permette di andare sotto di 3.000 euro e si sprofonda di 5.000 euro. Quei 2.000 euro in più potrebbero comportare degli interessi in più e, in certi casi, l’addio al fido. Da quel momento in poi si dovrà rigare dritto.

Ci sarebbe una terza possibilità che si colloca tra il conto molto movimentato ed il conto dormiente, cioè quello su cui non si sposta mai un centesimo. Si tratta dell’eventualità in cui il correntista ha una disponibilità piuttosto bassa e non alimenta il proprio conto, cioè non fa alcun versamento o non fa confluire in banca lo stipendio. Non passerà molto tempo prima che tra tasse e spese di gestione, si vada in rosso.

In casi diversi da questi, la banca di norma blocca ogni operazione se la richiesta di un pagamento è superiore alla disponibilità che c’è sul conto corrente.

Conto in rosso: quali conseguenze?

Dicevamo prima che se sei cliente abituale della tua banca e ti conoscono da tempo, qualche piccolo e sporadico sforamento che ti manda il conto in rosso ti può essere perdonato, purché tu provveda appena possibile a sistemare il debito. Può anche darsi, però, che la banca ti conosca appena o che decida di applicare la stessa regola per tutti, vecchi o nuovi clienti che siano. Tanto vale, quindi, sapere che cosa può comportare il conto in rosso.

Nel momento in cui copri una spesa con dei soldi che non hai, significa che il tuo istituto ti ha fatto un credito e, ovviamente, diventi un debitore. A questo punto, ti può essere chiesto di ripianare subito quel debito. Se si tratta di una cifra molto contenuta, non ti sarà difficile farlo.

Se, invece, il debito è consistente, la banca ti sollecita di farlo rientrare immediatamente inviandoti una raccomandata a/r. Se non ascolti la sollecitazione del tuo creditore o, per quanto tu volessi farlo, non ce la fai a restituire quel denaro, le conseguenze possono essere:

  • l’impossibilità di emettere degli assegni;
  • la revoca dei pagamenti con moneta elettronica (Bancomat o carta di credito);
  • la revoca di qualsiasi fido o prestito in essere (quando la situazione diventa particolarmente grave);
  • la segnalazione alla Centrale Rischi, alla Crif e tutte le società che stilano quella sorta di «liste nere» in cui finiscono i cattivi pagatori (quando la difficoltà economica a ripianare il debito è palese).

Naturalmente, la banca non fa queste cose dall’oggi al domani. Prima ti invierà una diffida formale per iscritto, obbligatoria in caso di revoca del fido e della segnalazione alla Centrale Rischi o alle società delle «liste nere».

Altra conseguenza di non pagare il debito accumulato del conto in rosso può essere quella del pignoramento, come previsto dai codici civile e di procedura civile. La banca può mettere le mani su un eventuale altro conto che hai con un istituto diverso o sul quinto della tua pensione o del tuo stipendio. Fino ad arrivare alla tua casa, previa messa in ipoteca.

Conto in rosso: quanto costa?

Fin qui, le conseguenze di avere un conto in rosso e di non pagare il debito accumulato. Ma quanto costa avere la possibilità di sforare con le spese e di dover attingere a quella sorta di «serbatoio di emergenza»?

A meno che tu non abbia concordato diversamente con la banca, se mandi il tuo conto corrente sottozero dovrai pagare delle commissioni di scoperto, note anche come «di istruttoria veloce», previste dalla legge [1]. Questo provvedimento ha eliminato le ormai vecchie commissioni di massimo scoperto ed introdotto la possibilità di applicare il tasso di interesse debitore sulla cifra sconfinata.

È prevista anche la commissione di istruttoria veloce, ovvero quella che compensa le attività interne della banca quando il conto va in rosso (ricerca del cliente, accesso alle banche dati, ecc.).

Attenzione, però: questa commissione non è dovuta se il correntista va sotto di un importo pari o inferiore a 500 euro e per un massimo di sette giorni una volta ogni trimestre. Non si applica nemmeno se il conto diventa «rosso» per pagare alla banca le sue competenze.

La soluzione del fido, cioè dell’accordo con la banca di cui abbiamo parlato prima per poter sconfinare fino ad una certa cifra, comporta il pagamento di un tasso di interesse. A tutti gli effetti, quindi, si tratta di un prestito che va restituito entro la data stipulata nel contratto.

Se vuoi risparmiare, però, non ti conviene avere un fido permanente, poiché ti troveresti a pagare parecchi interessi. Piuttosto, sottoscrivilo per i mesi in cui sai di avere delle scadenze particolarmente pesanti, come pagamenti di bollette o di polizze, e delle entrate più ridotte.

Conviene, comunque, controllare i conti fatti dalla banca in caso di scoperto. C’è una pratica vietata, cioè l’anatocismo, che consiste nel calcolare gli interessi non solo sul capitale ma anche sugli interessi da esso prodotti. Insomma – non per fare un gioco di parole – degli interessi sugli interessi e non solo sul capitale. Un guadagno non indifferente per la banca, un danno illegittimo per te.

L’anatocismo è consentito solo quando riguarda gli interessi moratori e non più di una volta all’anno, se autorizzato dal contratto e se previsto anche per gli interessi attivi (quindi a tuo favore).

Conto in rosso: bisogna metterci i soldi prima di chiuderlo?

Il correntista ha tutto il diritto di chiudere un conto in rosso in modo da evitare mali minori. Lo ha stabilito più volte la giurisprudenza. Essendo un diritto del cliente, la banca non può dire di no, anzi: dovrà rispettare la disposizione del cliente entro un massimo tassativo di 15 giorni.

Il fatto di chiudere il conto, però, che si chiuda anche il tuo debito con la banca: i soldi di cui hai beneficiando pur non avendoli nella tua disponibilità vanno restituiti, altrimenti l’istituto potrà agire nei tuoi confronti nel modo in cui abbiamo già spiegato.


note

[1] Legge n. 214/2011 del 22.12.2011.


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