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Pensione di reversibilità dell’ex: necessario l’assegno di divorzio per ottenerla

4 ottobre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 ottobre 2013



Il divorziato può aver diritto alla pensione di reversibilità dell’ex solo se, al momento della morte di questi, godeva già di un assegno di divorzio.

Non basta essere stati sposati per avere diritto alla pensione di reversibilità dell’ex coniuge defunto.

Infatti, solo il soggetto cui il giudice abbia riconosciuto un assegno divorzile [1] avrà diritto a ottenere la reversibilità.

Ciò significa che:

1) non saranno sufficienti le sole condizioni per aver diritto all’assegno divorzile, ossia:

-non disporre di mezzi adeguati o

– essere impossibilitato per ragioni obbiettive a procurarseli [2];

2) non basterà nemmeno che l’ex coniuge deceduto, quando era in vita, abbia versato in maniera volontaria dei costanti contributi economici per sostenere il menage della famiglia.

Quello che rileva per la legge è che il divorziato, al momento della morte dell’ex, già godesse di un assegno di divorzio.

Nel caso in cui, poi, l’ex coniuge deceduto avesse contratto nuove nozze, la pensione di reversibilità dovrà essere ripartita con il coniuge superstite secondo una proporzione che tenga conto della durata del primo matrimonio [3].

È quanto ha ricordato la Cassazione [4] pronunciandosi su un caso riguardante la richiesta di una donna alla pensione di reversibilità dell’ex marito, ricevuta integralmente dalla seconda moglie di questo. La Suprema Corte aveva già pronunciato il principio in un recente precedente (vedi articolo nel box qui sotto “Precedenti favorevoli”)

Chi, alla morte dell’ex, intenda ricevere la pensione di reversibilità di quest’ultimo o anche ad una quota di essa (nel caso in cui debba essere spartita con l’eventuale coniuge di seconde nozze), dovrà già godere, al momento della morte dell’ex coniuge, di un assegno divorzile, riconosciuto dal giudice con la sentenza di divorzio.

note

 

[1] Art. 5 co.6 L. 898/70.

[2] Art. 9 co.2 L. 898/70.

[3] Art. 9 co.3 L.898/70

[4] Cass. sent. n. 9660/13.

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