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Come cointestare casa alla moglie

4 Maggio 2020 | Autore:
Come cointestare casa alla moglie

Il regime patrimoniale dei coniugi è del tutto particolare: a seconda dei casi si applicano le norme sulla comunione o sulla separazione dei beni. E questo avviene anche per gli immobili.

Acquistare la casa rappresenta un sogno per molte giovani coppie: ancora oggi è vivo il desiderio di investire sul ‘mattone’.

Se sei in procinto di fare un passo così importante devi sapere che l’immobile che compri può essere intestato a un solo coniuge oppure ad entrambi. E se ti stai chiedendo qual è la scelta più conveniente da fare, la risposta è la seguente: non esiste una formula magica; la soluzione ottimale è quella che soddisfa meglio le tue esigenze.

Ciò che possiamo sicuramente dirti è che, in alcuni casi, l’intestazione della casa ad uno soltanto dei due coniugi è la scelta migliore sotto molteplici punti di vista. Tale circostanza tiene, infatti, conto della capacità economica dell’acquirente e snellice le procedure per l’accesso al credito in banca. Pensa, ad esempio, alla documentazione che devi presentare al notaio oppure alla richiesta di un mutuo con unico intestatario. In queste ipotesi, la burocrazia è dimezzata. Viceversa, quando la casa ha una doppia intestazione, i documenti da consegnare sono doppi (tuoi e di tua moglie).

Se, però, sei orientato verso una soluzione diversa, proviamo a capire insieme come cointestare casa alla moglie, cercando di individuare i vantaggi che ne possono derivare.

Di seguito trovi dei consigli utili che possono risolvere qualche dubbio.

I vantaggi della cointestazione dell’appartamento

Come accennato, di solito l’acquisto dell’appartamento da parte di uno soltanto degli sposi corrisponde alla soluzione più semplice.

Questa ipotesi si verifica soprattutto quando è stato scelto il regime della separazione dei beni: in tale ipotesi, infatti, si gode di un regime semplificato a livello fiscale. Separare le intestazioni consente, peraltro, di evitare il rischio di pagare tasse comunali elevate. Facciamo l’esempio dell’imposta di registro, una tassa pari al 9% del valore dell’immobile. Nel caso in cui tu sei già proprietario di una casa e intesti un diverso appartamento a tua moglie, lei usufruisce di un regime ridotto corrispondente all’aliquota del 2% se si tratta di prima abitazione.

Il problema può sorgere, per converso, in caso di separazione e di divorzio. Come sai, per gli ex coniugi ogni occasione è buona per litigare. Uno dei conflitti più accesi sorge proprio quando bisogna divedersi la proprietà dell’appartamento.

Come cointestare una casa alla propria moglie

La cointestazione di un immobile equivale alla cessione di una parte di proprietà a beneficio di un soggetto diverso. In altri termini, si consegna a un’altra persona (nel nostro caso la moglie) una porzione (di solito pari al 50%) del valore della casa.

Prima di procedere in tal senso, ti consigliamo di fare un’attenta valutazione, soprattutto se l’appartamento è già tuo. Infatti,  con la cointestazione tu non sei più l’unico proprietario dell’immobile, ma sei affiancato da tua moglie che acquisisce pari diritti e pari doveri. In altri termini, fai attenzione: dovrai condividere con un’altra persona un bene che adesso ti appartiene in maniera esclusiva.

La cointestazione può essere realizzata soltanto dal proprietario di casa, mentre analoga facoltà non è riconosciuta a un eventuale usufruttuario. Peraltro, non esistono limiti temporali per procedere con tale operazione: il diritto di proprietà è imprescrittibile e può essere esercitato in qualsiasi momento. Ciò vuol dire che non devi avere fretta nell’assumere una decisione. La casa è tua e, salvo ipotesi eccezionali, lo sarà per sempre. Hai tutto il tempo a tua disposizione per decidere se cointestare o meno un appartamento.

Ma, se nella teoria i concetti che abbiamo espresso sono abbastanza chiari, la situazione si complica quando, dal punto di vista pratico, devi procedere materialmente con tale operazione.

In linea di massima, si possono distinguere due diversi momenti da prendere in considerazione: la cointestazione avviene all’atto dell’acquisto di casa oppure viene realizzata in una fase successiva.

Andiamo con ordine e cerchiamo di chiarirci le idee.

Nel primo caso, diventate (cointestatari ancor prima di divenire proprietari dell’immobile – da eliminare) contemporaneamente proprietari dell’immobile. E tale situazione viene cristallizzata dal notaio all’interno del rogito di compravendita.

Nel secondo caso (la cessione di una quota è successiva all’acquisto) è necessario redigere due atti pubblici: con un primo documento tu diventi proprietario della casa e, con un secondo rogito, tua moglie diventa cointestataria. In questa ultima ipotesi, il trasferimento di una porzione di proprietà può avvenire a titolo gratuito (donazione) o a titolo oneroso (vendita a fronte del pagamento di un prezzo). In parole povere: nel primo caso, regali una porzione di casa a tua moglie, mentre nella seconda ipotesi gliela vendi.

Gli atti in questione, come accennato, prevedono la figura del notaio, al quale devi rivolgerti per ottenere il trasferimento di una parte di proprietà immobiliare (in ossequio alle disposizioni di legge vigenti in materia – da eliminare) da te a tua moglie.

Quando ti costa cointestare una casa?

Le spese cui puoi andare incontro possono essere piuttosto importanti, ma per comprenderne l’ammontare devi prendere come punto di riferimento il valore dell’immobile.

Due sono, soprattutto, le voci di costo di maggior rilievo: da un lato, le spese notarili e, dall’altro, le imposte applicabili all’atto. Queste ultime variano a seconda che si voglia realizzare una donazione oppure una compravendita.

Vediamo il perchè.

Se hai deciso di donare una parte della casa a tua moglie, allora l’operazione è soggetta alla tassa di registro del 4% del valore catastale dell’immobile . Viceversa, se hai optato per la vendita, dobbiamo distinguere l’ipotesi in cui si tratti di una prima casa (imposta di registro pari al 2%) o di un secondo appartamento (imposta di registro pari al 9%).

A questi tributi che – di regola – devono essere pagati da tua moglie, si devono aggiungere l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale, entrambe del valore di 50 euro l’una.

Ricordati poi un aspetto importante: la cointestazione non può mai essere realizzata in frode ai creditori. Tale pratica, infatti, di sovente è usata da chi è particolarmente esposto a livello economico e vuole evitare procedure pignoratizie: così facendo sottrae almeno una quota di proprietà all’esecuzione forzata.

In caso di separazione a chi spetta la casa?

Se ti trovi in una situazione di conflitto insanabile e decidi di separarti da tua moglie ci sono delle cose che devi sapere per cercare di affrontare il disagio e arginare le problematiche economiche.

Abbiamo parlato di regime patrimoniale: separazione (ogni bene acquistato dopo il matrimonio è nella proprietà del coniuge che lo compie) e comunione dei beni (ogni utilità comprata anche solo da uno dei due coniuge rientra nella proprietà di entrambi).

Cosa accade, quindi, al bene cointestato? In linea di massima la situazione è la stessa in entrambe le ipotesi

Se il tuo regime è quello della comunione puoi trovare un accordo con tua moglie e decidere di mettere in vendita l’immobile; successivamente, dividerete equamente il ricavato. Viceversa, uno dei due può scegliere di cedere la propria quota all’altro rinunciando a vantare ogni diritto. Tuttavia, nel caso in cui non si raggiunge una soluzione condivisa, l’unica scelta possibile è quella di rivolgersi a un avvocato e di chiedere aiuto a un giudice.

In regime di separazione, invece, l’immobile cointestato diventa spesso oggetto di trattative fra i coniugi che stanno mettendo fine alla loro unione. Per cui se sei l’unico proprietario puoi barattare la casa con tua moglie anziché versarle l’assegno divorzile, ma se non lo sei ti trovi nella stessa situazione di chi ha scelto la comunione dei beni.



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