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Come combattere il recupero crediti

3 Maggio 2020 | Autore:
Come combattere il recupero crediti

In tempi di crisi, il recupero dei crediti può essere causa di ansia e di stress. Vediamo come fare per fronteggiare tale situazione.

La crisi economica ha portato molte famiglie a sovraindebitarsi. Gli italiani hanno fatto un uso eccessivo dei finanziamenti sia per acquistare beni di prima necessità sia per comprare oggetti non indispensabili. La formula della rateizzazione, infatti, non ha consentito a molte persone di avere l’esatta percezione delle conseguenze economiche del fenomeno.

Forse è già capitato anche a te. Quando ottieni un prestito da un istituto di credito, devi essere sicuro di avere la solidità economica che ti permette di far fronte all’impegno assunto. Diversamente, il creditore azionerà tutte le procedure a sua disposizione per rientrare in possesso della somma ceduta, maggiorata degli interessi e delle sanzioni.

Nella maggior parte dei casi, l’attività di recupero dei propri crediti non viene realizzata direttamente dal finanziatore, ma è affidata a società specializzate che, delle volte, pongono in essere pratiche illegittime per costringerti a pagare.

Sono le famosissime aziende di recupero crediti.

Ma come combattere il recupero crediti? Ci sono delle soluzioni a disposizione?

In tale articolo proveremo a indicarti i modi per difenderti dagli atteggiamenti persecutori di tali agenzie.

Quando si aziona il recupero crediti?

Perchè si possa parlare di attività di recupero crediti, è necessario che si realizzino determinate situazioni. Non è, infatti, il mancato pagamento di un’unica rata a renderti bersaglio delle agenzie, ma devi trovarti in una vera e propria situazione di insolvenza.

In altri termini, se non stai adempiendo a un obbligo contrattuale, il primo passo che il creditore deve compiere è quello di inoltrarti un sollecito bonario. La regola generale è quella della lettera scritta inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno: in tale atto ti viene ricordata la tua condizione di debitore moroso.

Se la tua posizione di inadempimento permane, allora riceverai un secondo atto.

In tale ipotesi si tratta di un documento avente una specifica valenza giuridica: è la cosiddetta lettera di diffida e messa in mora. Con tale missiva, scritta personalmente dal creditore o trasmessa da un avvocato di fiducia, vieni ammonito sulle conseguenze legali cui vai incontro. Di solito, ti viene concesso un termine di 15 giorni per regolarizzare la tua posizione; trascorso inutilmente tale periodo, ci si attiverà per ottenere la cifra prestata o dovuta in maniera coattiva.

Il creditore potrà, dunque, decidere di adire le vie legali rivolgendosi a un tribunale oppure di cedere il suo credito a un’agenzia specializzata nel recupero.

In questa ultima ipotesi inizia letteralmente la tua persecuzione.

Le società di recupero crediti utilizzano, infatti, delle tecniche di persuasione molto forti: ti tempestano di telefonate, ti intimoriscono presentandoti tutte le sanzioni cui vai incontro e così via. In alcuni casi, tali atteggiamenti hanno scatenato fenomeni di forte ansia e stress in capo al debitore, che è stato catapultato in una condizione di profonda depressione.

Se è evidente che i debiti devono essere onorati, è altrettanto chiaro che non si può consentire ai professionisti del settore di distruggere la vita di una persona.

Per tal motivo, alcune strategie di difesa esistono e noi te le illustriamo.

Ricorri alla formula del “saldo e stralcio”

La formula del saldo e stralcio è una procedura stragiudiziale che consente di chiudere il finanziamento in un’unica soluzione, soddisfacendo il diritto del creditore.

Il  vantaggio tipico di tale tipologia di operazione è il seguente: attraverso un unico versamento porti a compimento tutto il rapporto contrattuale e ti liberi da ogni pressione esterna. Inoltre, la somma originariamente dovuta è fortemente ridotta: il saldo e straccio presuppone, infatti, un accordo tra le parti. Da un lato il creditore accetta una cifra inferiore a quella iniziale, ma certa e definitiva; dall’altra, il debitore viene fuori dalla sua condizione di insolvenza.

Non sempre, però, è presente la disponibilità economica necessaria per adottare una tale soluzione. Ecco che allora è opportuno fare ricorso ad accorgimenti diversi.

Verifica che le pretese dell’agenzia siano legittime

Non tutte le richieste delle società di recupero crediti sono legittime. Il nostro sistema giuridico ti riconosce, infatti, una serie di accorgimenti che ti consentono di proteggerti, anche in tribunale.

Per capire come procedere, dobbiamo anzitutto distinguere due ipotesi diverse:

  • la situazione di inadempimento non esiste;
  • la condotta posta in essere dall’agenzia è contraria alla legge.

Le azioni di tutela sono diverse a seconda che si faccia riferimento alla prima o alla seconda circostanza.

Nel primo caso, il diritto vantato è del tutto inesistente. E questo può verificarsi perchè hai sempre regolarmente pagato il tuo debito oppure perchè hai sanato la tua situazione di insolvenza attraverso un adempimento tardivo.

In entrambe le ipotesi nulla può essere preteso e nessuna azione può essere avanzata nei tuoi confronti.

Se invece la somma richiesta è soltanto inesatta, puoi far presente l’irregolarità e chiedere una rettifica della tua posizione.

Nella seconda ipotesi, il debito esiste e non è stato pagato, ma l’agenzia – pur di ottenere la somma dovuta – ricorre a mezzi vietati dalla legge. Anche in tale ipotesi puoi trovare protezione nel nostro ordinamento quando il recupero crediti pone in essere una di queste condotte:

  1. i collaboratori della società ti raggiungono a casa o fanno degli appostamenti nei paraggi della tua residenza;
  2. vengono utilizzate frasi minacciose o comunque idonee a intimorire una persona;
  3. sei persuaso a pagare attraverso il ricorso a immagini o loghi ingannevoli (es. ministero delle finanze)
  4. viene violata la tua riservatezza.

In tutte queste ipotesi è intervenuta la magistratura che ha condannato le condotte poste in essere e ha sanzionato le agenzie che le hanno attuate. Ci sono, quindi, delle concrete occasioni di tutela che ti sono riconosciute.

Con specifico riferimento all’aspetto della privacy, devi tenere in considerazione un elemento di non poco rilievo: le sanzioni cui gli operatori vanno incontro se divulgano le informazioni che ti riguardano sono molto pesanti.

Vediamo nel dettaglio cosa non può essere fatto.

Tutela la tua privacy

In tema di riservatezza dei dati personali è stato recentemente adottato un Regolamento europeo che introduce delle regole molto severe in capo a chi ha a disposizione informazioni su altri soggetti. Tale complesso di norme si affianca alle leggi già presenti in Italia sin dal 1996.

Gli obblighi di rispetto della privacy gravano anche sulle agenzie di recupero crediti, le quali non possono mai:

  • diffondere le notizie relative alla tua posizione economica e debitoria;
  • conservare i tuoi dati oltre il tempo strettamente necessario per chiudere la pratica;
  • comunicarti informazioni su persone diverse, anche se a titolo di esempio;
  • consegnare a soggetti terzi le comunicazioni che ti riguardano o fare in modo che altri ne prendano visione.

In tutte queste ipotesi, oltre a rivolgerti a una precisa figura istituzionale (il Garante), puoi ricorrere alla tutela giudiziale per ottenere il risarcimento dei danni subiti.



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