Coronavirus: confische di alberghi e nuove assunzioni

7 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: confische di alberghi e nuove assunzioni

Misure straordinarie per assistere malati e persone in quarantena. Possibile requisizione di alberghi. Disponibili 20mila posti tra medici e infermieri.

In una situazione di emergenza vale tutto. Anche la confisca di tutto ciò che può servire per evitare l’ulteriore diffusione del coronavirus e per assistere chi deve essere curato o protetto. Il Consiglio dei ministri che si è concluso nella notte ha dato facoltà alla Protezione civile di «requisire in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché beni mobili di qualsiasi genere» per garantire le forniture e implementare il numero di posti letto specializzati.

Fino al 31 luglio o, comunque, fino alla fine dell’emergenza, la Protezione civile potrà anche confiscare temporaneamente beni immobili (quindi, anche alberghi o altre strutture ricettive) che siano adatti ad ospitare le persone costrette a restare in quarantena.

Nel decreto approvato la notte scorsa, il Governo ha anche deciso di potenziare i reparti di terapia intensiva, di pneumologia e di malattie infettive con l’attivo di altri 5mila impianti di ventilazione assistita. Sarà sempre la Protezione civile l’incaricata dell’acquisto dei macchinari, se necessario attraverso la deroga alle procedure ordinarie per gli appalti in modo da accorciare i tempi.

Regioni e Province autonome potranno costituire unità speciali per garantire l’erogazione di prestazioni sanitarie a domicilio a persone con disabilità. In particolare, si dovrà, per quanto possibile, preservare dal contagio quelle persone che presentino condizioni di fragilità tali da renderle soggetti particolarmente a rischio nella frequentazione dei centri diurni per disabili. Durante il periodo di chiusura delle scuole, sarà fornita inoltre da parte degli Enti locali l’assistenza individuale a domicilio agli alunni con disabilità, finalizzata al sostegno nella fruizione delle attività didattiche a distanza.

Saranno assunte 20mila persone nel settore sanitario, di cui 5mila medici specialisti, 10mila infermieri e 5mila operatori sanitari. Ma sarà possibile reclutare altri addetti attraverso incarichi autonomi all’accesso diretto basato sullo scorrimento delle graduatorie, l’aumento delle ore di specialistica ambulatoriale o l’assunzione di medici in pensione per almeno sei mesi. In corsia finiranno solo medici laureati, anche se non specializzati, da impegnare in base alle loro competenze.



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