Coronavirus: dove non possono viaggiare gli italiani

7 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: dove non possono viaggiare gli italiani

Tutti i divieti e le misure restrittive per i nostri connazionali nei Paesi dei cinque continenti.

Per motivi di sicurezza sanitaria o perché non li vogliono. Gli italiani che avevano programmato un viaggio in questo periodo faranno bene a posticipare le vacanze (o l’impegno di lavoro) a data diversa. L’emergenza coronavirus ha condizionato e continua a condizionare pesantemente il turismo verso l’Italia ma anche quello degli italiani all’interno della penisola e all’estero.

Ci sono dei luoghi verso i quali non possono viaggiare gli italiani. O dove non conviene recarsi a breve termine. La situazione viene monitorata dalla Farnesina attraverso il portale viaggiaresicuri.it e dal Touring Club Italiano. Oltre ai Comuni della zona rossa in Lombardia ed in Veneto, «sigillati» per decreto, ecco quali sono ad oggi le altre destinazioni in cui ci sono delle zone critiche o vietate e che, comunque, prevedono delle restrizioni.

Europa

In Austria, i passeggeri in arrivo su voli provenienti dalla Lombardia devono sottoporsi a controlli sanitari all’arrivo (misurazione della temperatura dei passeggeri all’interno dell’aereo). Nel caso in cui venga rilevato un passeggero con febbre, quest’ultimo dovrà sostenere un’intervista con un medico per circa 15-20 minuti. Sulla base dei risultati del colloquio, il passeggero potrà eventualmente essere condotto in ospedale per effettuare dei test che necessiteranno di un lasso di tempo tra le due e le quattro ore. Controlli sanitari anche al confine via terra e voli sospesi da tutto il Paese verso gli aeroporti di Milano e Bologna.

In Germania, chi negli ultimi 14 giorni ha viaggiato nelle aree considerate a rischio (Lombardia, Emilia Romagna, il Comune di Vo’ Euganeo e la Provincia Autonoma di Bolzano) è invitato a rimanere precauzionalmente presso il proprio domicilio e ad evitare i contatti non necessari con altre persone.

In Gran Bretagna, chi abbia visitato l’Italia nei 14 giorni precedenti l’arrivo nell’isola, nel caso in cui si sviluppino sintomi simil-influenzali, è pregato di rimanere in casa.

In Croazia, le persone provenienti dalle quattro regioni italiane considerate a rischio (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) saranno sottoposte a controlli sanitari. Chi presenta sintomi influenzali sarà portato in ospedale, chi ne è privo per 14 giorni è sottoposto ad obbligo di verifica quotidiana del proprio stato di salute da parte delle autorità sanitarie locali e dovranno comunicare i propri spostamenti.

In Montenegro, ogni viaggiatore, nelle successive due settimane dall’arrivo, dovrà segnalare due volte al giorno ad un apposito numero telefonico aggiornamenti circa il proprio stato di salute.

In Malta, chi proviene da Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna è invitato a contattare le autorità sanitarie e a sottoporsi ad una quarantena volontaria di 14 giorni. Quarantena obbligatoria per chi presenti sintomi sospetti.

In Romania, chi proviene da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna deve osservare un regime di isolamento volontario domiciliare/alberghiero per un periodo di 14 giorni a partire dall’arrivo.

In Bulgaria, i turisti italiani sono invitati ad osservare una quarantena al proprio domicilio nel Paese.

In Cipro, coloro che hanno soggiornato nei 14 giorni precedenti al viaggio nelle regioni italiane del Nord Italia, e più specificatamente nelle aree situate a Nord di Pisa, Firenze e Rimini sono invitati a rimanere al chiuso, evitare spostamenti e monitorare il proprio stato di salute e contattare il numero di emergenza 1420 in caso di sintomi di infezione respiratoria nei 14 giorni successivi all’arrivo nel Paese. In caso di sintomi già rilevabili in aeroporto e/o di contatti dichiarati con portatori di virus, i turisti potrebbero essere trasferiti in apposita struttura medica esterna per ulteriori accertamenti.

In Estonia, si invita chi ha viaggiato nelle regioni Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, di lavorare e studiare da casa, se possibile, nelle due settimane successive al rientro.

In Bielorussia, chiunque provenga dall’Italia è obbligato a fare il test per verificare l’eventuale infezione da coronavirus.

In Ucraina, potrebbe essere consigliato, come misura precauzionale ed esclusivamente volontaria, un autoisolamento di 14 giorni.

In Georgia, quarantena obbligatoria di 14 giorni per chi proviene dall’Italia.

In Turchia, rimane sospeso il traffico aereo dall’Italia. Le compagnie con voli dall’estero verso la Turchia non possono accettare sui propri voli passeggeri che abbiano viaggiato negli ultimi 14 giorni in Italia. I passeggeri in arrivo in Turchia che abbiano viaggiato negli ultimi 14 giorni in Italia possono essere respinti alla frontiera.

In Russia, autoisolamento obbligatorio di 14 giorni per tutti i viaggiatori in arrivo dall’Italia. Chi presenta anche solo leggeri sintomi influenzali o da raffreddore/tosse, o con poche linee di febbre rimane trattenuto in osservazione presso l’aeroporto stesso. Successivamente, vengono effettuati altri accertamenti presso le strutture pubbliche specializzate in malattie infettive, dove è previsto un periodo di osservazione di qualche giorno ed eventualmente una quarantena di 14 giorni. La Farnesina raccomanda di evitare di recarsi nella Federazione Russa con sintomi anche molto lievi di raffreddore, tosse, febbre o influenza.

Africa

In Tunisia, possibilità anche per i casi asintomatici di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva per 14 giorni. Per i casi sospetti è previsto l’isolamento sanitario e il trasferimento in strutture ospedaliere dedicate.

A Capo Verde, sospesi i voli charter diretti con l’Italia.

In Mauritania, Eritrea, Congo, Mozambico, Zambia e Ciad, quarantena obbligatoria di 14 giorni per chi proviene dall’Italia.

In Benin, obbligo di quarantena.

In Nigeria, chi arriva con sintomi sospetti deve fare il test per il coronavirus e, se positivo, può essere messo in quarantena.

In Gibuti, i cittadini stranieri con sospetto contagio possono essere messi in quarantena.

In Gabon, possibili misure restrittive (dalla quarantena obbligatoria in strutture sanitarie locali al respingimento in frontiera) nei confronti degli italiani.

In Malawi, misure sanitarie di tutela inclusa la quarantena di 14 giorni nei confronti dei viaggiatori in arrivo da Paesi a rischio, compresa l’Italia.

In Kenya, i viaggiatori provenienti dall’Italia, in caso di rilevazione di sintomi compatibili, possono subire accertamenti sanitari e misure di quarantena o essere immediatamente rimpatriati in Italia, con possibilità di una estensione di tali misure anche a chi abbia viaggiato con lo stesso mezzo. Le autorità locali consigliano di munirsi di certificato medico, con traduzione in inglese, che attesti l’assenza di contagio da coronavirus.

In Tanzania, chiunque mostri sintomi sospetti viene sottoposto al test per il coronavirus e, se positivo, può essere messo in quarantena. Sospesi i voli diretti Italia del Nord-Zanzibar.

In Uganda, i passeggeri provenienti dall’Italia, in assenza di sintomi, saranno soggetti ad un auto-isolamento obbligatorio per 14 giorni, con monitoraggio giornaliero da parte delle autorità sanitarie locali. In presenza di sintomi compatibili con coronavirus, ricovero obbligatorio fino a 14 giorni presso i centri di isolamento identificati.

In Angola, divieto d’ingresso per chi proviene dall’Italia.

In Botswana, i casi sospetti vengono messi in isolamento in una clinica e sottoposti ad ulteriori test. Tali test vengono inviati in Sudafrica ed il paziente rimane in isolamento fino all’arrivo del referto (3-4 giorni circa).

In Sudafrica, in caso di sintomi influenzali, i viaggiatori italiani potrebbero essere sottoposti a una quarantena di quattordici giorni.

Nelle Mauritius, divieto di accesso per i viaggiatori provenienti da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Il divieto può essere esteso anche ad altre categorie di passeggeri, inclusi cittadini italiani provenienti da altre regioni oltre a quelle già menzionate.

Nelle Seychelles, vietato a tutte le compagnie aeree di imbarcare passeggeri che siano stati in Italia, Cina, Sud Corea e Iran negli ultimi 14 giorni.

In Madagascar, si consiglia ai viaggiatori provenienti dall’Italia di annullare o posticipare il viaggio. Divieto per tutte le compagnie aeree di imbarcare passeggeri o equipaggi che provengano da o che abbiano soggiornato in Italia.

Asia

In Israele, divieto di ingresso per tutti i cittadini non israeliani provenienti dall’Italia, ad eccezione di quelli residenti.

Nei Territori Palestinesi, quarantena di 14 giorni per chi proviene dall’Italia.

In Libano, sospesi gli spostamenti per via terrestre, marittima e aerea di tutte le persone provenienti dall’Italia.

In Giordania, vietato l’ingresso di tutti i viaggiatori provenienti dall’Italia, salvo i cittadini giordani. Easyjet e Royal Jordanian hanno sospeso i voli, Ryanair li sospenderà dall’11 marzo.

In Arabia Saudita, divieto di ingresso per i passeggeri con visto turistico da Paesi con casi confermati di coronavirus, inclusa l’Italia.

Nel Bahrein, l’Italia sarebbe inserita nell’elenco dei Paesi per i quali è previsto il divieto di ingresso per i viaggiatori sprovvisti di permesso di residenza.

In Qatar, divieto di ingresso per chi proviene dall’Italia. Nessuna restrizione per i passeggeri in transito.

In Oman. divieto di ingresso per i cittadini italiani, eccetto per chi è in transito nell’aeroporto di Mascate.

In Iraq, ingresso vietato ai viaggiatori italiani.

In Kuwait, sospeso tutto il traffico aereo da/per l’Italia.

In Kazakistan, divieto d’ingresso e sospeso il rilascio dei visti dall’8 marzo.

In Uzbekistan, sospeso il traffico aereo con l’Italia. Tutti i passeggeri provenienti dall’Italia che giungano comunque in Uzbekistan saranno sottoposti a quarantena obbligatoria di 14 giorni.

In Kirghizistan, i viaggiatori provenienti dall’Italia sono sottoposti ad un regime di quarantena precauzionale di quattordici giorni. Tale misura non viene applicata ai cittadini italiani che si rechino in Kyrgyzstan da Kazakistan e Russia, senza essere passati dall’Italia.

In Tagikistan, divieto di ingresso per i viaggiatori italiani.

In Turkmenistan, sospensione del rilascio del visto di ingresso ai viaggiatori italiani e divieto di ingresso.

In Cina, quarantena di 14 giorni per i viaggiatori provenienti dall’Italia.

A Hong Kong, i passeggeri che nei 14 giorni precedenti il loro arrivo abbiano visitato Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna saranno sottoposti a quarantena obbligatoria di 14 giorni.

In Macao, i viaggiatori non residenti, a prescindere dalla loro nazionalità, dovranno comprovare, tramite certificazione ufficiale rilasciata dall’ufficio immigrazione del luogo di residenza, di non aver visitato l’Italia nei 14 giorni precedenti il loro arrivo.

In Mongolia, divieto di ingresso per tutti i viaggiatori provenienti dall’Italia o che vi abbiano soggiornato nei 14 precedenti l’arrivo nel Paese.

In Nepal, a tutti gli italiani sarà richiesto un certificato medico che attesti che non sono contagiati da Covid-19. Dal 10 marzo sarà temporaneamente sospesa l’emissione di ‘visa-on-arrival’ (visti all’arrivo alla frontiera) per i cittadini italiani.

In India, sospeso il rilascio del visto elettronico (e-Visa) per i cittadini italiani. Revocata la validità dei visti e e-Visa emessi a coloro i quali hanno viaggiato in Italia prima del 1 febbraio 2020. Sospesa l’erogazione dei servizi consolari, inclusi i visti, da parte del Consolato di Milano. La sola Ambasciata indiana a Roma resta aperta al pubblico per la presentazione delle domande di visto. I passeggeri in arrivo dall’Italia o che abbiano visitato l’Italia a partire dal 10 febbraio potrebbero essere sottoposti a quarantena di 14 giorni al loro arrivo. I passeggeri in arrivo dall’Italia, o che hanno visitato l’Italia di recente, devono produrre una certificazione medica attestante la negatività al coronavirus.

Nello Sri Lanka, quarantena di 14 giorni per i viaggiatori provenienti dall’Italia.

Nelle Maldive, divieto di ingresso per i viaggiatori provenienti o in transito dall’Italia.

In Bangladesh, in presenza di sintomi compatibili con Covid-19 all’arrivo, i viaggiatori saranno indirizzati presso le strutture ospedaliere designate. In assenza di sintomi, è comunque prevista una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni.

In Thailandia, per tutti gli italiani in ingresso auto-quarantena obbligatoria presso il proprio domicilio (o albergo), per un periodo di 14 giorni.

In Singapore, divieto di ingresso e di transito per tutti i viaggiatori che siano stati in Nord Italia nei 14 giorni precedenti l’arrivo. Tutti i viaggiatori che dovessero presentare sintomi compatibili con l’infezione da coronavirus potranno essere sottoposti ad esami clinici e trattenuti presso le strutture aeroportuali in attesa del risultato (circa 6 ore).

In Malaysia, divieto d’ingresso per tutti i visitatori che siano stati presenti o abbiano visitato nei 14 giorni precedenti all’arrivo in Malesia la Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna. Lo stato federale di Sarawak ha disposto il divieto di ingresso per tutti i viaggiatori di qualsiasi nazionalità che, nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Sarawak siano stati in Italia.

In Vietnam, quarantena obbligatoria per tutti coloro che arrivano dall’Italia.

In Indonesia, dalla mezzanotte dell’8 marzo, divieto di ingresso e transito per tutti coloro che, nei 14 giorni precedenti il viaggio, abbiano visitato Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Piemonte. Per tutti i viaggiatori provenienti dalle restanti regioni italiane, dalla stessa data vige l’obbligo di presentare un certificato medico in lingua inglese che attesti lo stato di buona salute e l’assenza di sintomi influenzali nei 14 giorni precedenti il viaggio.

Oceania

In Nuova Zelanda, i viaggiatori in arrivo dal Nord Italia, identificato come il territorio a Nord di una immaginaria linea Pisa-Firenze-San Marino, devono registrarsi obbligatoriamente presso la linea telefonica verde (healthline) del Ministero della Salute (0800 358 5453 oppure +64 9 358 5453 per SIM straniere) e auto-isolarsi, riducendo al minimo le occasioni di contatto con altri, dopo il loro arrivo in Nuova Zelanda per un periodo di 14 giorni. L’obbligo di auto-isolamento vige per chi ha lasciato la zona indicata nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Nuova Zelanda.

In Samoa, i viaggiatori provenienti o in transito dall’Italia saranno ammessi nel Paese solo se hanno trascorso 14 giorni di quarantena in un Paese in cui non siano avvenuti casi di coronavirus e posseggano certificazione medica (non più vecchia di 3 giorni) che escluda il contagio.

Nelle Isole Salomone, vietato l’ingresso ai viaggiatori che provengano (o che abbiano anche solo transitato) dall’ Italia nei 14 giorni precedenti l’arrivo.

Nelle Isole Marshall, divieto di ingresso (per via area o via mare) a tutte le persone provenienti dall’Italia o che vi siano state dopo il 31 dicembre 2019.

Nelle Figi, divieto di accesso per tutti i cittadini stranieri che nei 14 giorni precedenti l’arrivo siano stati o abbiano transitato in Italia.

A Nauru, vietato l’ingresso a coloro che provengono (anche solo per transito aeroportuale) dall’Italia o che vi siano stati nei 21 giorni precedenti l’arrivo.

Nella Polinesia Francese, chi arriva da Lombardia ed Emilia Romagna deve presentare un certificato medico, rilasciato non più di 5 giorni prima dell’arrivo, che attesti che non presentano segni di infezione virale prima della partenza, indipendentemente dal porto d’imbarco.

America

Negli Stati Uniti, i passeggeri provenienti dall’Italia saranno sottoposti a screening sanitari sia negli aeroporti di partenza che all’arrivo negli Usa. Durante i controlli in partenza (controllo termico, valutazione medica, questionario con la storia di viaggio), in caso di sintomi o di casi sospetti, potrà essere negato l’imbarco. All’arrivo, per i passeggeri sintomatici sarà disposto l’isolamento, mentre per gli asintomatici provenienti dall’Italia le autorità sanitarie richiedono una quarantena domiciliare volontaria di 14 giorni.

A El Salvador, divieto di entrata a chiunque provenga dall’Italia.

In Nicaragua, se i cittadini provenienti dall’Italia dovessero presentare sintomi compatibili, gli stessi verrebbero trattati e posti in isolamento in attesa dei risultati del test.

In Panama, per tutti i viaggiatori provenienti dall’Italia quarantena domiciliare di 14 giorni.

In Turks and Caicos, divieto di ingresso per chi abbia visitato l’Italia nei 14-20 giorni precedenti l’arrivo.

Nelle Bahamas, divieto di ingresso per chi abbia visitato l’Italia negli ultimi 20 giorni.

Ad Anguilla, quarantena di 14 giorni in presenza di sintomi all’arrivo.

A Grenada, per i viaggiatori italiani che provengano dal Nord e Centro Italia e per chiunque abbia viaggiato in Italia nelle zone particolarmente colpite dal Covid-19, all’arrivo sull’isola sarà disposta la quarantena obbligatoria.

A St. Vincent and Grenadines, quarantena obbligatoria di 14 giorni per chi proviene dall’Italia.

A Saint Lucia, chi sia stato (anche solo in transito) in Italia nei 14 giorni precedenti l’arrivo sarà sottoposto ad un regime di quarantena di 14 giorni.

Nelle Barbados, quarantena di 14 giorni obbligatoria per chi proviene da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Ad Aruba, quarantena in caso di sintomi compatibili.

In Giamaica, i viaggiatori di qualunque nazionalità che hanno soggiornato in Italia negli ultimi 14 giorni e che non sono residenti in Giamaica non potranno sbarcare nel Paese. Sono stati cancellati i voli charter in arrivo e in partenza da/per la Giamaica.

Nella Repubblica Domenicana, sospesi i voli diretti da Milano.

In Trinidad e Tobago, vietato l’ingresso per coloro che abbiano soggiornato in Italia nei 14 giorni precedenti la data di ingresso.

In Colombia, obbligo di compilare un questionario di controllo per ogni viaggiatore in entrata o uscita dal Paese. Solo in presenza di sintomi, quali febbre o tosse, i viaggiatori sono sottoposti a un sommario controllo sanitario in frontiera e, a discrezione del personale medico, potrebbero essere trasferiti in un centro ospedaliero per accertamenti.

In Cile, controlli in aeroporto e consiglio di quarantena su base volontaria per chi proviene dall’Italia.



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