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Divorzio breve in Romania: è davvero possibile?

30 Settembre 2013


Divorzio breve in Romania: è davvero possibile?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Settembre 2013



In sei mesi è possibile sbarazzarsi del matrimonio fallito, senza bisogno di una preventiva separazione o del consenso dell’altro coniuge: tutto questo è legale?

Divorziare facilmente e senza aspettare i biblici tempi della legge italiana è possibile: basta avere un biglietto (di treno o aereo) per la Romania. Non è infatti una novità che le diversità tra le leggi dei vari Stati europei venga utilizzata per aggirare i limiti delle legislazioni nazionali.

Ed ecco, quindi, che spunta la possibilità del divorzio in Romania. Si tratta di un divorzio breve, anzi lampo, che (secondo le promesse delle società che offrono tale servizio) si conclude in circa 6 mesi (nello stesso tempo, in Italia, non si fa in tempo neanche a separarsi).

In Italia

Secondo la legge italiana, il divorzio può esse richiesto solo dopo che siano decorsi tre anni dalla data della separazione giudiziale (termine che decorre dalla prima udienza presidenziale) o consensuale. Ciò a condizione che, in tale periodo, la coppia non ritorni a convivere anche solo per un brevissimo arco di tempo.

Dunque, è prima necessario separarsi (e sostenere i relativi costi legali) e solo dopo il decorso di tre anni è possibile divorziare. Il divorzio non avviene d’ufficio, automaticamente, ma, al contrario, è necessario ritornare in tribunale e iniziare un nuovo procedimento. Tale procedimento di divorzio è identico (nelle forme e nei tempi) a quello di separazione e, pertanto, anch’esso può essere consensuale (se c’è l’accordo delle parti) o giudiziale (se tale accordo non si trova).

In Romania

Secondo la legge rumena, invece, ci si può divorziare senza prima bisogno di separarsi. Possono utilizzare tale procedura solo i coniugi residenti in Romania da almeno tre mesi.

Come aggirare l’ostacolo

Per gli italiani impazienti di sbarazzarsi del matrimonio fallito è possibile aggirare l’ostacolo, stipulando un (simulato) contratto d’affitto in Romania per ottenere un (pretestuoso) certificato di residenza.

Per ottenere questo servizio non è necessario il consenso di entrambi i coniugi, ma può attivarlo anche solo uno dei due, in barba alla volontà dell’altro. Si legge, infatti, sul sito di una società che propone questo servizio: “Notasi che nel caso di procedura “Giudiziale” attivata da un coniuge interessato,  l’altro coniuge è obbligato a convenire al Tribunale Romeno, per cui il primo coniuge ha la possibilità di operare con Forza ed ottenere il Massimo, spiazzando il secondo coniuge, sorpreso e non preparato a dovere andare in Romania, trovare rapidamente un Avvocato in Italia ed un altro in Romania, organizzarsi, ecc..”.

Citando le parole degli avvocati Giorgia Crea e Giovanni Chiricosta sul proprio blog, “l’esempio sopra costituisce, più che un abuso, una perversione del processo, e una ulteriore occasione di decadimento dell’immagine della classe forense”.


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3 Commenti

  1. Col treno non arriverài mai in Romania! hahaha! Pulman o aereo ragazzi.. E se proprio due non vogliono più stare insieme legati da da un pezzo di carta perchè allungare i tempi cosi tanto da farti impazzire? Se vogliono ritornare insieme .lo possono fare anche dopo il divorzio……quale è il problema?

  2. x GIULIA…..e vero quello che dici,nn so xche si deve aspettare cosi tanto,ed …chi a interese?anche dopo il divorzio si possono mettere insieme.brava GIULIA.

  3. sto per avere la separazione giudiziale ,vorrei concludere nel più breve tempo con il divorzio mia moglie è impenetrabile non accetta nessun tipo di dialogo.gode del patrocinio gratuito quindi mi dice”tanto io non spendo nulla”e va avanti come per gioco.Io non ne posso più;chi mi può aiutare? grazie Gianni Firenze

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