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Coronavirus: ergastolo per chi diffonde l’epidemia

8 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: ergastolo per chi diffonde l’epidemia

Reato di epidemia: cos’è e in cosa consiste? La diffusione volontaria del contagio da Coronavirus è reato? Cosa rischia chi non rispetta la quarantena?

Il Coronavirus (o, con terminologia più corretta, il SARS-CoV-2) ha obbligato tutti gli Italiani a ripensare alle proprie abitudini di vita: meno contatti personali, meno frequentazioni, uscite solo per motivi validi di lavoro o per emergenze. Lo Stato chiude le scuole e isola le città che rappresentano i focolai dell’epidemia. Devi sapere che il codice penale italiano, sebbene risalente al 1930, aveva in qualche modo già previsto tutto ciò, predisponendo pene severissime per tutti coloro favoriscono il propagarsi della malattia. Se sfogli il codice penale scoprirai che la legge prevede l’ergastolo per chi diffonde un’epidemia.

Hai capito bene: chi con la propria condotta agevola la diffusione del Coronavirus potrebbe andare incontro alla massima pena. Su questo reato, però, bisogna intendersi. Quando la diffusione del Covid-19 è punita con l’ergastolo? Chi viola il divieto di allontanamento dalle zone rosse rischia davvero il carcere a vita? Vediamo cosa dice la legge.

Epidemia: quando è reato?

Il codice penale [1] afferma che chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ergastolo.

Letta così, la norma sembrerebbe punire con il massimo della pena anche colui che, consapevole di avere il Coronavirus, se ne vada in giro per locali rischiando di contagiare seriamente le altre persone. È proprio così? Per rispondere a questa domanda dobbiamo comprendere quando la diffusione di un’epidemia costituisce reato.

Quando la diffusione di un’epidemia è reato?

Per comprendere se chi diffonde il Coronavirus rischia l’ergastolo dobbiamo spiegare per bene la condotta punita dal codice penale.

Innanzitutto, per epidemia si intende una malattia infettiva e contagiosa, straordinariamente aggressiva, in grado di colpire l’uomo, caratterizzata da un’elevata capacità di diffusione (in pratica, tutte le caratteristiche del Coronavirus).

Per germi patogeni si intendono, indifferentemente, virus o batteri, cioè quei microrganismi responsabili dell’insorgenza di una patologia.

Affinché la diffusione di germi patogeni possa costituire reato occorre che l’epidemia sia volontariamente provocata: in altre parole, occorre che vi sia la precisa volontà di diffondere virus e/o batteri per favorirne l’insorgenza.

Solamente al ricorrere di questi presupposti la legge punisce con l’ergastolo chi ha provocato un’epidemia. È appena il caso di precisare, peraltro, che affinché scatti il reato non occorre che vi siano vittime: in altre parole, rischia l’ergastolo anche colui che ha diffuso un’epidemia che non ha fatto morti.

Covid-19: la diffusione del virus è reato?

Siamo pronti ora a dare una risposta al seguente quesito: c’è l’ergastolo per chi favorisce il propagarsi dell’epidemia di Coronavirus? In teoria sì, se c’è la precisa volontà di contagiare le altre persone e di aiutare il diffondersi della patologia. Facciamo alcuni esempi che ci aiutano a capire questa particolare situazione.

Tizio è consapevole di aver contratto il Coronavirus. Anziché rispettare la quarantena, di proposito, si reca presso le famiglie che abitano nelle vicinanze e con le quali ha da tempo cattivi rapporti per via di questioni di determinazione dei confini, sperando di contagiarle.

Caio ha il Coronavirus e, poiché ha sintomi lievi, gli è stata prescritta la quarantena domiciliare. Anziché rispettare questo obbligo, si reca in pronto soccorso e, tacendo sulle proprie reali condizioni, si fa prestare aiuto dai medici fingendo un attacco di cuore, al solo scopo di diffondere l’epidemia anche in ospedale.

Sempronio è stato messo in quarantena perché ha avuto dei contatti con persone affette da Coronavirus. Poiché è giovane e sente la mancanza dei genitori, viene meno all’obbligo di rimanere a casa e si reca dal padre e dalla madre per rivederli.

Nei primi due casi appena esemplificati colui che ha diffuso il Coronavirus potrebbe davvero rispondere del reato di epidemia e, dunque, rischiare l’ergastolo: e, infatti, in entrambe le circostanze v’è la precisa volontà di favorire il contagio da Covid-19 e, dunque, il propagarsi della malattia a un numero indeterminato di persone.

Nel terzo esempio, invece, non ricorrerà il reato di epidemia in quanto la violazione della quarantena non è stata perpetrata per diffondere il virus ma semplicemente per rivedere la propria famiglia. Questa condotta, tuttavia, potrebbe comunque costituire il reato (molto meno grave) di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, punibile con l’arresto fino a tre mesi [2].

Per quali virus può scattare il reato di epidemia?

Abbiamo spiegato che l’ergastolo per la diffusione dell’epidemia di Coronavirus scatta solamente nel caso in cui una persona abbia volontariamente favorito il propagarsi dei contagi da Covid-19, pur essendo pienamente consapevole della gravità della propria condotta e, soprattutto, della possibilità di uccidere delle persone.

La giurisprudenza ha affrontato il reato di epidemia anche in relazione al virus dell’Hiv: nello specifico, la Corte di Cassazione [3] si è trovata davanti al caso di un uomo che, pur sapendo di avere l’Aids, aveva avuto molteplici rapporti sessuali con una trentina di donne al solo fine di infettare anche loro.

L’uomo in questione è stato ritenuto colpevole del reato di lesioni personali gravissime ma non di quello di epidemia: secondo i giudici, infatti, il numero di persone contagiate da colui che, consapevolmente e volontariamente, aveva diffuso il virus dell’Hiv era sì alto (circa trenta), ma non così tanto da potersi parlare di epidemia, tenuto altresì conto che la volontaria propagazione della patologia era avvenuta in un arco ampio di tempo (circa nove anni).

Dunque, da quanto appena detto, possiamo concludere affermando che, per rispondere del reato di epidemia da Coronavirus occorre non soltanto la condotta colpevole, ma anche che la diffusione del contagio possa essere elevata e veloce, nel senso che il virus sia in grado di propagarsi con una certa facilità da persona a persona.


note

[1] Art. 438 cod. pen.

[2] Art. 650 c.p.

[3] Cass., sent. n. 48017 del 26 novembre 2019.

Autore immagine: Canva.com


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4 Commenti

  1. Sto aspettando che chi di dovere ci faccia conoscere la vera verità di come, nell’anno di grazia 2020, si sia potuta innescare una tale situazione di pericolo mondiale tenuto conto che ci vantiamo di andare sulla Luna, su Marte o anche più lontano nell’Universo e poi qua, sulla Terra, ci troviamo con le spalle al muro come se fossimo ripiombati nel più buio Medio Evo… Chissà se, prima del IV Millennio, potrà mai arrivare una risposta convincente… Ma lo dubito fortemente…

  2. si ergastolo, dopo 2 anni pena da 30 anni ridotta a 14, e poi dopo ridotta a 6 anni in cassazione. In italglia non si va in carcere per reati come quello d’omicidio ma invece si va per reati contro lo stato, li sicuro ti fai tutti gli anni

  3. Per chi ha dichiarato in tv che il popolo non deve sapere niente qual è la sanzione? Per chi ha dichiarato che trattavasi di un’influenza un po’ più seria qual è la sanzione? Per chi,pur avendo appreso della gravità della situazione in Cina,non ha ritenuto di applicare provvedimenti drastici,semplici e tradizionali come la quarantena e la chiusura di ogni accesso in italia via terra e via mare qual è la sanzione,considerando gli effetti gravissimi di tale omissione,qual è la sanzione,rilevandosi presumibilmente colpa o dolo ? Solo per la cronaca nella rivista “Archeo” 9/2016 è riportata una dichiarazione di David Rockfeller durante una conferenza di lavoro all’ONU il 14/9/1994 ” Siamo sull’orlo di una trasformazione globale.Tutto ciò che ci serve è la più grande crisi e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale “.Per questo signore,fondatore del gruppo Bilderberg,alle cui riunioni hanno partecipato,tra gli altri Cucchiani(B.S.Paolo) Schaeuble,Lagarde,Monti,Gruber,Draghi,Prodi,Letta, “La sovranità nazionale di una elite mondiale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile a forme di autodeterminazione nazionali praticate nei secoli scorsi..”

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