HOME Articoli

Lo sai che? Abolito il divieto di cumulo “pensione – redditi da lavoro”

Lo sai che? Pubblicato il 1 ottobre 2013

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 1 ottobre 2013

Sono un pensionato e vorrei avviare un rapporto di lavoro dipendente o, in alternativa, di lavoro autonomo con partita Iva: questo potrebbe comportare la perdita o la diminuzione della mia pensione?

 

La pensione è pienamente compatibile con un’attività di lavoro, sia esso dipendente o autonomo. Non c’è più, infatti, il divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro. Ciò vale sia per le pensioni di vecchiaia che rientrano nel calcolo retributivo, sia per quelle con il calcolo contributivo.

L’incompatibilità è stata infatti abrogata a partire dal 1° gennaio 2009, e ora i pensionati possono percepire, oltre alla pensione, anche un secondo reddito derivante da lavoro autonomo o dipendente.

Di conseguenza, si può lavorare, pur essendo pensionati, senza perciò subire trattenute sulla pensione.

In ogni caso, è necessario verificare, in base al tipo di attività svolta, se c’è l’obbligo di iscriversi a una gestione previdenziale obbligatoria e di pagare i relativi contributi.

Certamente, l’effetto che deriva dal cumulo dei due redditi (quello da pensione e quello da lavoro dipendente o autonomo) si dovranno pagare più tasse.

Eccezioni

Rimane il divieto di cumulo solo per:

– gli assegni di invalidità;

– le pensioni ai superstiti;

– i trattamenti dei lavoratori socialmente utili liquidati provvisoriamente;

– gli assegni straordinari per il sostegno del reddito;

– i lavoratori che trasformano il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.

Assegno di invalidità

Per gli invalidi che continuano a lavorare, la pensione viene ridotta:

– del 25% se il reddito supera di quattro volte il trattamento minimo annuo Inps

– del 50% se va oltre le cinque volte.

Se l’assegno ridotto resta comunque superiore al minimo Inps (€ 480,53 nel 2012) può subire un secondo taglio. Infatti solo nel caso in cui ci siano meno di 40 anni di contributi scatta la seconda trattenuta:

– nel caso di reddito da lavoro dipendente: la trattenuta è del 50% della quota eccedente il minimo Inps (€ 458,20 nel 2009);

– nel caso di reddito da lavoro autonomo, invece, è del 30% della quota eccedente il minimo e comunque non può essere superiore al 30% del reddito prodotto.

In caso di trasformazione dell’assegno in pensione di vecchiaia si applica la relativa disciplina del cumulo.

Pensioni ai superstiti

Le pensioni ai superstiti non subiscono alcuna riduzione se il titolare ha un reddito inferiore a tre volte il trattamento minimo annuo Inps. Vengono ridotte, invece, del 25% se il reddito è superiore. La riduzione sale al 40% se il reddito è superiore a quattro volte il trattamento minimo Inps e al 50% se il reddito è superiore a cinque volte il trattamento minimo Inps.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Salve.
    Siccome a partire dal 1 novembre 2017 matura la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi), mi e stato chiesto di continuare facendo una nuova assunzione oppure un contratto chiedo; come sarebbe meglio fare? la pensione viene ridotta ?
    Vi ringrazio anticipatamente per la risposta
    Saluti

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI