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Stop a messe e pellegrinaggi? Il rimedio è la telepreghiera

7 Marzo 2020
Stop a messe e pellegrinaggi? Il rimedio è la telepreghiera

La soluzione alle celebrazioni religiose sospese: pregare a distanza, con una webcam nei luoghi di culto e grazie a “sorella rete” che mantiene il contatto. 

Messe celebrate senza fedeli, stop ai viaggi dei pellegrini nei più amati luoghi di culto, corsi di catechismo sospesi, celebrazioni di sacramenti rinviate; ora anche il Papa rinuncia al contatto con i fedeli e decide di celebrare l’Angelus domenicale in streaming.

L’emergenza coronavirus sta cambiando improvvisamente le più radicate abitudini religiose degli italiani; le parrocchie e le piazze si svuotano e si modificano anche le preferenze del turismo religioso, interrompendo l’afflusso nelle chiese e santuari che sono da sempre le mete preferite per chi visita il nostro Paese.

Ma un rimedio efficace per mantenere saldi i rapporti con Dio e nella comunità di appartenenza c’è e lo hanno trovato proprio i religiosi: assomiglia molto alle soluzioni virtuali di videoconferenze e di lavoro a distanza introdotte in questi giorni da molte aziende, ma l’essenziale è che ci sia il contatto con Dio, fondamentale per chi crede.

Chi desidera cercarlo non ha necessità – specialmente in questi tempi – di recarsi in un luogo fisico, esponendosi al rischio di contagio, ma può raggiungerlo ugualmente attraverso la telepreghiera: adesso questa possibilità è ammessa e incentivata dal clero.

Sono i frati di Assisi i primi a sperimentare e benedire la telepreghiera nell’epoca del coronavirus, nel convento francescano che ha sempre avuto un enorme afflusso di fedeli ma adesso deve fare i conti con le misure di emergenza e il timore dei pellegrini a recarvisi.

Così proprio in questo periodo il santuario francescano, per come ci informa in un reportage l’agenzia stampa Adnkronos, sta registrando un boom di preghiere anti-contagio sulla tomba di San Francesco.

“Basiliche e parrocchie, grandi santuari e piccole cappelle si ritrovano ad affrontare un nuovo ruolo, una nuova emergenza imprevista per lo Stato come per noi uomini di chiesa o meglio uomini di Dio”, dice il padre francescano Enzo Fortunato.

“Una nuova fragilità ci interpella, essere presenti a distanza di sicurezza“, prosegue il frate. Ma come si fa? Si può anche telepregare? chiede l’intervistatore.

“Alla domanda rispondo, sì, si può anche ‘telepregare“, afferma il padre Fortunato. “Sul come pregare, ha già risposto Gesù nel Vangelo, non c’è bisogno di andare al tempio” – e qui il religioso riporta le parole evangeliche:”tu invece quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

Padre Fortunato spiega che “Ognuno di noi è solo con Dio, lo siamo in ogni momento. Alla preghiera corale si può supplire anche con momenti di raccoglimento individuali, un esempio è la webcam sulla tomba di San Francesco, che sta raccogliendo migliaia e migliaia di preghiere, dalle zone rosse, a quelle dove regna la paura e l’angoscia per una situazione inaspettata e drammatica”.

Ma la telepreghiera è anche utile per evitare gli assembramenti e i sovraffollamenti che costituirebbero un grosso rischio di diffusione del Covid-19: “Non ripetiamo l’errore del cardinal Borromeo nei Promessi Sposi, che per scongiurare la peste organizzò una processione che si rivelò fatale per il contagio. La preghiera che ci sta raggiungendo attraverso sorella rete manifesta una Italia solidale, unita e pronta a leggere un senso e un significato profondo, non quello del castigo di Dio, ma quello di fare emergere nuove possibilità”.

Così le voci dei fedeli arrivano dalla rete e si propagano tra i fratelli; ecco qualche esempio di telepreghiere che giungono sulla tomba del Poverello di Assisi: “E’ un periodo brutto per tutti, specialmente per gli ammalati. Che il Signore Gesù e San Francesco ci aiutino. Siamo in Quaresima e non possiamo andare in chiesa”; “Una preghiera a San Francesco perché si possa fermare questa epidemia”.


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