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Lettera eredi divisione ereditaria

7 Maggio 2020
Lettera eredi divisione ereditaria

Come procedere allo scioglimento della comunione dei beni del defunto.

Immagina che un tuo familiare sia deceduto da qualche mese e non abbia lasciato un testamento. Superata la fase del dolore, tu e i tuoi fratelli dovete gestire l’eredità. Tra i beni del defunto, c’è la casa di famiglia. Dato che hai bisogno di soldi, hai pensato che la cosa migliore è metterla in vendita. Ogni volta che cerchi di affrontare l’argomento con i tuoi fratelli si finisce sempre per litigare, in quanto uno di loro abita ancora nell’appartamento. Hai deciso, quindi, di far valutare il bene in questione e di inviare una lettera agli altri eredi per la divisione ereditaria. Ma cosa accade se non riuscite a trovare un accordo? Bisogna ricorrere alle vie legali? Lo vediamo in questo articolo.

Cos’è la divisione ereditaria?

Supponiamo che l’eredità sia stata accettata da più eredi. In tal caso, sui beni oggetto della successione si forma ciò che nel linguaggio giuridico si chiama comunione ereditaria. Cosa vuol dire in termini pratici? Te lo spiego subito con un esempio.

Tizio è proprietario di una casa. Alla sua morte, i figli Caio, Mevio e Sempronio diventano eredi e, quindi, proprietari dell’immobile per le rispettive quote. In parole povere, ciascuno può godere della casa al pari degli altri. Se Caio vuole vendere l’immobile o concederlo in locazione a terzi deve prima consultare i suoi fratelli.

Cosa succede se gli eredi non vanno d’accordo? Ad esempio, Tizio vuole vendere, ma Sempronio vuole continuare ad abitare nell’appartamento. Bisognerà procedere alla divisione ereditaria, in tal caso ricorrendo ad un giudice, per far cessare la comunione. Di norma si procede alla divisione dell’immobile, cioè si creano due appartamenti. Se ciò non è possibile, allora il bene viene venduto a un terzo oppure assegnato a uno dei coeredi in cambio di una corrispondente somma di danaro.

In buona sostanza, ogni erede ottiene la proprietà esclusiva su una parte dei beni ereditari.

Divisione ereditaria: tipologie

A seconda dei rapporti che ci sono tra i coeredi, la divisione ereditaria può essere:

  • consensuale: in presenza di accordo, viene redatto un contratto scritto con cui si scioglie la comunione e si assegna a ciascun erede il bene corrispondente alla rispettiva quota ereditaria. Ad esempio, Tizio riceve in eredità una macchina del valore di 10.000 euro, mentre la sorella Caia riceve una barca del valore di 20.000 euro. Quest’ultima dovrà dare al fratello Tizio la differenza, cioè 5.000 euro in denaro a titolo di conguaglio;
  • testamentaria: quando è lo stesso testatore a dettare per iscritto le regole per la divisione e a provvedere alla formazione delle porzioni di eredità da attribuire ai coeredi;
  • giudiziale: se gli eredi non trovano un accordo e non c’è un testamento, l’unica via percorribile è quella di rivolgersi al giudice. 

Lettera eredi divisione ereditaria

Come ti ho già anticipato, se il defunto non ha lasciato un testamento non rimane che procedere alla divisione ereditaria in uno dei modi seguenti:

  • divisione amichevole (o consensuale): i coeredi raggiungono un accordo sulla divisone, che viene quindi effettuata mediante la stipulazione di un contratto nel quale sono assegnati i beni a ciascun coerede;
  • divisione giudiziale: in mancanza di accordo, ciascun coerede può rivolgersi in qualsiasi momento al tribunale del luogo in cui si è aperta la successione. Si presenta, quindi, un atto di citazione per chiedere al giudice di provvedere allo scioglimento della comunione e alla divisione del patrimonio ereditario. Prima di adire il tribunale, però, è necessario esperire un tentativo di mediazione per cercare di risolvere la questione bonariamente.

In ogni caso, in mancanza di accordo, chi è intenzionato a sciogliere la comunione deve inviare agli altri coeredi una formale lettera con cui domanda la divisione del bene oppure la vendita.

Facciamo un esempio pratico che ti aiuti a capire.

Tuo padre è morto e ha lasciato la casa di sua proprietà del valore di 100.000 euro a te e a tua sorella. In tal caso, le possibilità sono due: o si vende l’appartamento ad un terzo ed il ricavato viene poi ripartito in parti uguali tra voi due; oppure si procede all’assegnazione dell’immobile a uno dei due con l’obbligo di corrispondere il conguaglio all’altro. Quindi, se tua sorella ha intenzione di rimanere nell’abitazione dovrà pagarti la somma di 50.000 euro.

In conclusione, se ricevi una richiesta di divisione dai tuoi fratelli, ma non disponi delle risorse economiche necessarie per acquistare le loro quote e divenire unico proprietario dell’immobile, potresti cedere loro la tua quota di proprietà dietro conguaglio in denaro. L’alternativa è accordarsi per la vendita del bene a terzi, con ripartizione del prezzo in parti uguali.

Cos’è la collazione?

Per completezza è necessario che ti spieghi brevemente la collazione. Devi sapere che prima di procedere alla divisione, è necessario ricomporre il patrimonio ereditario del defunto (beni mobili, immobili, crediti, ecc.). Questo vuol dire, in pratica, che occorre redigere un inventario di tutti i beni interessati, compresi quelli donati dal defunto, quando era ancora in vita, ai figli, ai discendenti o al coniuge.

Le quote ereditarie in assenza di testamento

Se il defunto è morto senza lasciare un testamento, sappi che è la legge a regolare la successione con le quote ereditarie nel modo seguente:

  • in presenza del coniuge e di un solo figlio, ognuno riceve metà del patrimonio ereditario;
  • in presenza del coniuge e più figli (ad esempio due), il primo riceve un terzo del patrimonio mentre i figli dovranno dividersi i due terzi in parti uguali;
  • se non ci sono figli ed è presente il coniuge e gli ascendenti e/o i collaterali (ad esempio, fratelli e sorelle), il primo riceve due terzi del patrimonio e gli altri dovranno dividersi il restante terzo in parti uguali;
  • in presenza del solo coniuge, questi riceve tutto il patrimonio del defunto;
  • in presenza di uno o più figli, questi ricevono tutto il patrimonio da dividere in parti uguali;
  • in presenza dei soli ascendenti e/o collaterali (ad esempio, fratelli e sorelle del defunto), questi ricevono tutto il patrimonio da dividere in parti uguali;
  • se ci sono solo i parenti fino al sesto grado, questi riceveranno il patrimonio;
  • se non c’è nessun parente, il patrimonio andrà tutto allo Stato.


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