Diritto e Fisco | Articoli

Nomina amministratore di sostegno

9 Maggio 2020
Nomina amministratore di sostegno

Cosa fare se, a causa di una malattia fisica o psichica, non si è in grado di provvedere a se stessi?

A tutti capita, prima o poi, di avere a che fare con un genitore anziano che non è più in grado di gestire con lucidità i propri interessi. Il rischio di rimanere vittima di raggiri è sempre all’ordine del giorno e le persone anziane o incapaci sono più indifese di altre. Si pensi, invece, ad un fratello, dipendente dal gioco d’azzardo, che rischia di sperperare tutto il patrimonio. In casi come questi, la legge prevede la facoltà di nominare un amministratore di sostegno, ossia una persona che presta la sua assistenza nei confronti del beneficiario per aiutarlo nel compimento di determinati atti. Sei interessato a questo argomento? Allora ti consiglio di proseguire nella lettura del seguente articolo.

Chi è l’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno è il soggetto che assiste una persona, generalmente disabile o anziana, che non è in grado di gestire i propri interessi. In pratica, si tratta di una figura che affianca il beneficiario nella gestione delle attività quotidiane senza interferire con le sue scelte o limitare la sua capacità di agire.

Attenzione però: la nomina dell’amministratore di sostegno non è sempre necessaria. Ti faccio un esempio: tua madre ha 80 anni ed è in buona salute, tuttavia soffre di un lieve deficit uditivo. In questo caso, la donna, seppur molto anziana, è in grado di gestire autonomamente le proprie finanze perché perfettamente capace di intendere e di volere.

In buona sostanza, l’amministratore di sostegno serve solo se la persona, a causa di un impedimento fisico o psichico, non può provvedere a se stessa.

Chi può beneficiare dell’amministratore di sostegno?

In genere, le persone che necessitano di un amministratore di sostegno sono:

  • gli anziani;
  • i disabili;
  • coloro che soffrono di una grave dipendenza da alcol, droghe o gioco d’azzardo;
  • i detenuti;
  • i malati in fase terminale o in coma, incapaci di provvedere ai propri interessi.

Chi può richiedere l’amministratore di sostegno?

La domanda può essere presentata:

  • dallo stesso beneficiario, quando capisce di non essere più in grado di gestire i propri interessi;
  • dal coniuge o dal convivente;
  • dai parenti entro il quarto grado o dagli affini entro il secondo grado: ad esempio, dal padre, dalla madre, dal figlio, dai fratelli, ecc.;
  • dal tutore o dal curatore del beneficiario;
  • dal pubblico ministero;
  • dai responsabili dei servizi sanitari e sociali che assistono la persona.

Nomina amministratore di sostegno

Se hai un genitore anziano e intendi richiedere un amministratore di sostegno, devi presentare un ricorso al tribunale. Nella domanda devi indicare tutte le informazioni relative al beneficiario, in particolare quelle relative allo stato di salute psicofisica (ad esempio, specificare se soffre di Alzheimer).

Esaminata la domanda, il giudice tutelare può convocare il ricorrente e ascoltare sia il beneficiario sia i familiari, nonché il pubblico ministero. Entro 60 giorni dalla data di presentazione del ricorso, il giudice emette il decreto motivato con cui nomina un amministratore di sostegno.

Nel decreto, il giudice deve indicare:

  • le generalità del beneficiario e dell’amministratore incaricato;
  • la durata dell’incarico (che può essere sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato);
  • l’oggetto dell’incarico e gli atti che l’amministratore di sostegno può compiere nell’interesse del beneficiario;
  • gli atti che il beneficiario può compiere con l’assistenza dell’amministratore di sostegno;
  • il limite di spesa per l’amministratore;
  • il termine entro cui l’amministratore deve riferire al giudice l’attività svolta e le condizioni del beneficiario.

Il giudice può nominare l’amministratore indicato dal beneficiario stesso oppure un’altra persona, scegliendola tra i seguenti soggetti:

  • il coniuge;
  • il padre;
  • la madre;
  • il figlio;
  • il fratello o la sorella;
  • un parente entro il quarto grado;
  • il soggetto designato con testamento, con atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Qualora ricorrano gravi motivi, o per ragioni di opportunità, il giudice può nominare anche una persona diversa (ad esempio, un avvocato).

È chiaro, quindi, che nella scelta dell’amministratore di sostegno occorre preferire i familiari del beneficiario o, comunque, soggetti a lui vicini che siano in grado di assisterlo. La persona nominata come amministratore di sostegno deve accettare l’incarico, salva la possibilità di ottenere dispensa (ad esempio, il genitore di tre figli minori, i militari in servizio, coloro che hanno un’età pari o superiore a 65 anni, ecc.). Il decreto va poi comunicato all’ufficiale dello Stato civile per le annotazioni a margine dell’atto di nascita.

Amministratore di sostegno: quali sono gli effetti?

Con la nomina di un amministratore di sostegno, il beneficiario smette completamente di occuparsi dei suoi interessi? No. Chi viene assistito dall’amministratore continua, infatti, a svolgere personalmente tutti gli atti relativi alla propria vita quotidiana (ad esempio, recarsi all’ufficio postale per riscuotere la propria pensione oppure al supermercato per fare la spesa, ecc.). Invece, se il soggetto intende acquistare una casa, cancellare un’ipoteca, accettare o rinunciare all’eredità e così via, occorre il consenso dell’amministratore di sostegno e l’autorizzazione del giudice tutelare. In ogni caso, l’incarico cessa con la morte del beneficiario.

L’amministratore di sostegno ha diritto al compenso?

Una volta nominato, l’amministratore di sostegno svolge il suo incarico gratuitamente, quindi non ha diritto ad un compenso. Il giudice tutelare, tuttavia, può prevedere a favore dell’incaricato, previa presentazione di un’apposita istanza, un’equa indennità in base al patrimonio di cui dispone il beneficiario e alla difficoltà dell’incarico.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube