Coronavirus: ecco come saranno selezionati i pazienti

11 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: ecco come saranno selezionati i pazienti

Covid19: le raccomandazioni di etica clinica rivolte ad anestesisti e rianimatori.

C’è chi inizialmente riteneva che si trattasse di una semplice influenza, chi minimizzava sostenendo che alcune misure restrittive e precauzionali fossero allarmistiche ed esagerate. Il 27 febbraio, Nicola Zingaretti postava sui social una foto in cui invitava la popolazione a non perdere le proprie abitudini e brindava in allegra compagnia. Oggi, lo stesso segretario del Pd è risultato positivo al Covid19.

La situazione è più grave di quanto si è fatto credere finora.

A confermarlo, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) durante una conferenza stampa a Ginevra. E’ pandemia globale. L’Italia è il secondo Paese dopo la Cina per numero di contagi.

Per le prossime settimane, le previsioni sull’epidemia da Coronavirus stimano un aumento dei casi di insufficienza respiratoria acuta (con necessità di ricovero in Terapia Intensiva) di un’entità tale da determinare un enorme squilibrio tra le reali necessità cliniche della popolazione e l’effettiva disponibilità di risorse intensive.

I medici delle terapie intensive lombarde, in prima linea contro i contagi da nuovo coronavirus, denunciano “una situazione al limite”, una “pressione oltre ogni misura” che riduce “a livelli prossimi allo zero” altre attività sanitarie, mettendo “in pericolo la sopravvivenza non solo dei malati di Covid, ma anche di quella parte di popolazione che in condizioni normali si rivolge al sistema sanitario per le cure di eventi acuti o cronici di qualsivoglia natura”. E’ il grido di dolore lanciato dal Coordinamento delle terapie intensive della Lombardia, in un documento inviato oggi al governatore Attilio Fontana, al quale viene chiesto di portarlo all’attenzione del Governo e al commissario per l’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli.

“L’epidemia di Covid-19 esordita il 20 febbraio nell’area di Codogno è ormai estesa a tutta la Regione Lombardia con possibilità di diffondersi a tutto il territorio nazionale”, avvertono gli specialisti che chiedono “l’immediata adozione di drastiche misure finalizzate a ridurre i contatti sociali e utili al contenimento dell’epidemia. In assenza di tempestive e adeguate disposizioni da parte delle autorità – ammoniscono – saremo costretti ad affrontare un evento che potremo solo qualificare come una disastrosa calamità sanitaria”.

Il sistema sanitario della Lombardia “sta dimostrando di essere reattivo, forte e solido, ma è messo oggi in un momento di grande tensione”. Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, in una diretta su Facebook. Il momento “in cui si arriverà a un’incapacità dei sistemi di dare una risposta si avvicina drammaticamente”.

Gallera ha spiegato che “a oggi abbiamo destinato alle terapie intensive per i pazienti Covid 481 posti e continuiamo a convertirne e trovarne di nuovi, ma rischiamo di arrivare a un punto in cui non saremo nelle possibilità di dare la giusta risposta in termini di qualità di cura a chi ne ha bisogno”.

Il Coronavirus in Italia

Lo scenario è assimilabile all’ambito della “medicina delle catastrofi” in cui potrebbero essere necessari criteri di accesso alle cure intensive (e di dimissione) di appropriatezza clinica, di proporzionalità delle cure, di appropriata allocazione di risorse sanitarie limitate.

I medici e gli infermieri saranno impegnati a prendere decisioni difficili. La Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti) spiega che l’eventuale applicazione di criteri di razionamento “è giustificabile solo una volta compiuti tutti gli sforzi possibili per aumentare la disponibilità di risorse erogabili (nella fattispecie, letti di Terapia Intensiva) e dopo che è stata valutata ogni possibilità di trasferimento dei pazienti verso centri con maggiore disponibilità di risorse”.

Coronavirus: la scelta dei pazienti

A seguire, saranno illustrati i punti cruciali delle raccomandazioni di etica clinica (elaborate dalla Siaarti) per l’ammissione a trattamenti intensivi e per la loro sospensione, in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili.

I criteri straordinari di ammissione e di dimissione

Sono flessibili e possono essere adattati localmente alla disponibilità di risorse, alla concreta possibilità di trasferire pazienti, al numero di accessi in atto o previsto. I criteri riguardano tutti i pazienti intensivi, non solo i pazienti infetti con infezione da Covid-19.

L’allocazione

Si tratta di una scelta complessa e molto delicata, anche per il fatto che un eccessivo aumento straordinario dei letti intensivi non garantirebbe cure adeguate ai singoli pazienti e distoglierebbe risorse, attenzione ed energie ai restanti pazienti ricoverati nelle Terapie Intensive. È da considerare anche l’aumento prevedibile della mortalità per condizioni cliniche non legate all’epidemia in corso, dovuta alla riduzione dell’attività chirurgica ed ambulatoriale elettiva e alla scarsità di risorse intensive.

Limite di età all’ingresso in terapia intensiva

Può rendersi necessario porre un limite di età all’ingresso in TI. Non si tratta di compiere scelte meramente di valore, ma di riservare risorse che potrebbero essere scarsissime a chi ha in primis più probabilità di sopravvivenza e secondariamente a chi può avere più anni di vita salvata, in un’ottica di massimizzazione dei benefici per il maggior numero di persone.

In uno scenario di saturazione totale delle risorse intensive, decidere di mantenere un criterio di “first come, first served” equivarrebbe comunque a scegliere di non curare gli eventuali pazienti successivi che rimarrebbero esclusi dalla Terapia Intensiva.

La Siaarti precisa che “gli eventi emergenziali stanno costringendo gli anestesisti-rianimatori a focalizzare l’attenzione sull’appropriatezza dei trattamenti verso chi ne può trarre maggiore beneficio, laddove le risorse non sono sufficienti per tutti pazienti”.

Approfondimenti

Per maggiori informazioni sul Coronavirus, leggi i miei articoli:



2 Commenti

  1. Ma sono impazziti? Qui tutti abbiamo il diritto alla salute ed il Governo deve fare qualcosa per assicurarlo!!! Paghiamo tante tasse e guarda come siamo messi… Perché non tagliano i loro stipendi piuttosto che i fondi destinati alla sanità? Perché tra le tante iniziative che stanno attuando i cittadini su raccolta fondi, loro non ci mettono nulla? Ma a che punto siamo arrivati!

  2. Qui, va a finire che i più ricchi saranno quelli che potranno comprarsi le cure. Che, poi, tutti hanno diritto di essere curati. Stiamo arrivando allo sciacallaggio. Non c’è più nulla da fare. Dobbiamo solo pregare che questa brutta situazione passi presto… Quindi, IOSTOACASA!

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