Fuga dal Nord: ecco che succede a chi arriva al Sud

8 Marzo 2020
Fuga dal Nord: ecco che succede a chi arriva al Sud

Le ordinanze emanate oggi da tutte le Regioni meridionali prevedono severi controlli sui viaggiatori in arrivo e restrizioni per la permanenza. 

Ieri sera appena si è diffusa la notizia della bozza del nuovo Decreto sul divieto di entrata e di uscita dalla Lombardia e altre 11 Province la stazione ferroviaria di Milano è stata presa d’assalto, e ci sono state anche lunghe code di macchine in partenza in direzione delle autostrade.

Moltissime persone, nel timore di rimanere bloccate (il decreto entra in vigore oggi, 8 marzo) hanno reagito emotivamente ed hanno intrapreso una vera e propria fuga dal Nord per dirigersi verso i luoghi di origine, nel Centro-Sud d’Italia, prima che ciò venisse impedito.

Nella notte il Decreto è stato firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ed effettivamente contiene una serie di restrizioni che limitano fortemente la mobilità da e verso queste ampie aree del Nord, che comprendono l’intera Lombardia e 11 province del Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche.

È stata così creata, per fronteggiare l’emergenza coronavirus ed evitarne la diffusione nel resto d’Italia, una nuova grande “zona rossa” che riguarda 16 milioni di persone, le quali da oggi fino al prossimo 3 aprile dovranno – come ha spiegato il premier – “motivare gli spostamenti” anche all’interno dei territori: ci si potrà muovere  solo per “indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza”.

Ma cosa succede a chi nel frattempo è partito dal Nord e si è messo in viaggio e in queste ore arriva al Sud? Le Regioni dell’Italia meridionale si sono già attrezzate per ricevere questa ondata di arrivi e, nell’evidente tentativo di frenare le possibilità di contagio, hanno emanato le proprie ordinanze.

Sono molto severe: tutte queste Regioni hanno ritenuto opportuno controllare e filtrare le provenienze dal Settentrione, prevedendo la “schedatura” delle persone in arrivo e imponendo misure che vanno dall’isolamento fiduciario alla quarantena obbligatoria.

Vediamo quindi cosa aspetta chi sta tornando al Sud, esaminando i provvedimenti adottati, Regione per Regione, secondo le informazioni aggiornate che ci giungono in redazione dalla nostra agenzia stampa Adnkronos.

Campania

Obbligo di isolamento domiciliare per chi rientra in Campania dalla zona rossa. E’ quanto prevede l’ordinanza firmata dal governatore della Campania Vincenzo De Luca. L’isolamento domiciliare dovrà essere mantenuto per 14 giorni con divieto di contatti sociali.

Ai concessionari di servizio di trasporto aereo, ferroviario e autostradale è fatto obbligo, si legge nell’ordinanza, “di acquisire e mettere a disposizione delle forze dell’ordine e dell’unità di crisi regionale i nominativi dei viaggiatori relativamente alle tratte provenienti da Milano o dalle province indicate nel decreto del presidente del Consiglio con destinazione aeroporti e le stazioni ferroviarie, anche dell’Alta Velocità del territorio regionale”.

La città di Salerno ha attivato un immediato servizio di presidio all’arrivo di bus e treni provenienti dalla zona rossa. “Tutti i passeggeri sono sottoposti ad identificazione, controlli sanitari e quarantena obbligatoria”, comunica il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli.

Basilicata 

Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha emanato l’ordinanza che prevede misure urgenti per arginare il diffondersi del Covid-19 sul territorio. Chi torna in Basilicata dalle zone rosse, cioè dalla Regione Lombardia e dalle Province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia, è ”obbligato a mettersi in quarantena, osservando l’isolamento fiduciario, e a comunicare la propria presenza al medico di medicina generale, se si è minori al pediatra di base, o al numero verde istituito dalla Regione Basilicata 800996688”.

Agli stessi è richiesto pure ”di evitare contatti sociali, di osservare il divieto di spostamenti e viaggi e di rimanere raggiungibili per le attività di sorveglianza. Se compaiono sintomi, si deve avvertire immediatamente il medico di base, il pediatra o l’operatore di sanità pubblica territorialmente”. L’ordinanza è immediatamente esecutiva ed è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale e sul sito istituzionale della Regione Basilicata.

Puglia

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, ha firmato l’ordinanza “per obbligare alla quarantena chi arriva in Puglia dalla Lombardia e dalle 11 province del nord”.

In piena notte il governatore scrive su Facebook: “Vi parlo come se foste i miei figli, i miei fratelli, i miei nipoti: Fermatevi e tornate indietro. Scendete alla prima stazione ferroviaria, non prendete gli aerei per Bari e per Brindisi, tornate indietro con le auto, lasciate l’autobus alla prossima fermata. Non portate nella vostra Puglia l’epidemia lombarda, veneta ed emiliana scappando per prevenire l’entrata in vigore del decreto legge del Governo”.

“Avete preso una decisione sbagliata – sottolinea Emiliano. Non ho purtroppo il potere di bloccarvi, ma posso ordinarvi di comunicare il vostro arrivo ai medici di famiglia e di rimanere a casa in isolamento fiduciario per 14 giorni. Se volete evitare queste conseguenze, se siete in Lombardia o nelle altre province indicate, non tornate adesso in Puglia e se siete già in viaggio tornate indietro. So cosa state provando. Ma dovete essere lucidi” conclude il governatore.

Nell’ordinanza emanata stanotte dalla Regione Puglia si legge che tutte le persone che hanno fatto ingresso in Puglia con decorrenza dalla data del 7/03/2020, provenienti dalla Regione Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria, hanno l’obbligo “di comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta o all’operatore di sanità pubblica del servizio di sanità pubblica territorialmente competente”.

Ci sono anche gli obblighi “di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni; di osservare il divieto di spostamenti e viaggi; di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza; in caso di comparsa di sintomi, di avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta o l’operatore di sanità pubblica territorialmente competente per ogni conseguente determinazione”.

”La mancata osservanza degli obblighi di cui alla presente ordinanza, comporterà le conseguenze sanzionatorie come per legge, articolo 650 codice penale, se il fatto non costituisce più grave reato”.

Calabria

La governatrice della Regione Calabria Jole Santelli annuncia di aver “firmato l’ordinanza che introduce misure straordinarie a seguito dell’evoluzione che ha avuto l’emergenza Coronavirus nelle regioni settentrionali. Un’evoluzione che ha spinto tante persone residenti al Nord a far ritorno in Calabria”.

Il documento prevede “per chiunque arrivi in Calabria o vi abbia fatto ingresso negli ultimi quattordici giorni dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, la misura della quarantena obbligatoria con sorveglianza attiva. E’ necessario comunicare questa misura al proprio medico di Medicina Generale o Pediatra di Libera Scelta oppure telefonando al numero verde regionale 800-767676 o al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale territorialmente competente, che adotterà le misure necessarie”.

I Dipartimenti di Prevenzione – aggiunge – “dovranno fornire giornalmente al Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie e al Prefetto territorialmente competente, le informazioni relative ai soggetti posti in quarantena o isolamento domiciliare con sorveglianza attiva, secondo il format appositamente definito”.

Le società di autolinee e Trenitalia “sono tenute a comunicare l’elenco dei passeggeri provenienti dalle zone indicate dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ai Dipartimenti di Prevenzione territorialmente competenti, anche tramite i sindaci. I Prefetti delle Province regionali, invece, dispongano verifiche presso le stazioni ferroviarie, aeroportuali, le stazioni delle autolinee interregionali”.

“I sindaci – prosegue Santelli -, in qualità di autorità locale di protezione civile, dovranno valutare l’apertura del Centro Operativo Comunale con l’attivazione di attività di “Assistenza alla popolazione” e “Volontariato”, dedicate alle categorie fragili e ai cittadini sottoposti a quarantena o isolamento domiciliare”.

Sul “sito istituzionale della Regione Calabria – conclude – sarà a breve pubblicata una scheda censimento per il monitoraggio dei rischi da Covid-19. Dovrà essere compilata da chiunque arrivi in Calabria o vi abbia fatto ingresso negli ultimi quattordici, giorni dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico”.

Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ha annunciato che “i nostri agenti della Polizia municipale oggi saranno all’Autostazione per raccogliere nominativi di chi arriva dalle nuove zone rosse e per chiedere loro di osservare un periodo di quarantena a casa”.

Sicilia

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha firmato l’ordinanza in cui dispone che “chi sbarca in Sicilia, con qualsiasi mezzo, provenendo dalle zone rosse del Nord, ha il dovere di informare il medico di base e porsi in autoisolamento”.

Nella sua ordinanza, il governatore richiama le competenze comuni a tutte le regioni italiane e quelle previste dal comma 2 dell’articolo 31 dello Statuto siciliano che conferiscono al presidente della Regione il potere di disporre delle forze di polizia in caso di necessità.

”Se tutti manteniamo la calma e il senso di responsabilità, riusciremo a gestire e superare anche questo particolare momento. Noi siciliani abbiamo affrontato ben altre calamità e non ci arrendiamo. Ma ognuno faccia la propria parte”, ha esortato Musumeci dal suo isolamento domiciliare dove si trova da ieri per precauzione dopo il contatto avuto mercoledì a Roma con il collega Zingaretti.

Sardegna

Il presidente della Regione, Christian Solinas, ha emesso un’ordinanza che prevede, a far data da oggi, controlli per chi è arrivato in Sardegna dalle zone rosse indicate dall’ultimo provvedimento del Governo, approvato questa notte.

I casi confermati in Sardegna, scrive Solinas nella premessa, “sono riconducibili a persone provenienti da aree già interessate dal contagio. I flussi di persone provenienti dalle zone rosse non si sono interrotti e vanno, invece, intensificandosi con particolare riguardo alla presenza in Sardegna di numerose seconde case ad uso turistico”.

L’ordinanza prevede, quindi, che “le persone arrivate dalle zone di contagio comunichino al proprio medico o pediatra, a partire da oggi, la loro condizione di salute e che rimangano in isolamento domiciliare fiduciario per 14 giorni. Sono vietati spostamenti e viaggi, c’è l’obbligo di essere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza”.

Nei porti e negli aeroporti chi arriva dalle zone rosse dovrà dichiarare il domicilio nel quale osserverà l’ isolamento fiduciario per 14 giorni e fornire un recapito di reperibilità. Ai Prefetti spetterà il compito di assicurare l’esecuzione delle misure disposte dall’ordinanza.



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