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Coronavirus: il fallimento educativo sta uccidendo l’Italia

8 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: il fallimento educativo sta uccidendo l’Italia

Politici superficiali, gente che scappa portandosi il virus altrove, insulti a chi propone lo stop del calcio: com’è morto il valore del rispetto collettivo?

C’era una volta la famiglia che insegnava (con le buone o con le meno buone) l’educazione, il rispetto per gli altri, il senso di solidarietà. Valori che contribuivano a crescere con l’idea di appartenenza ad una comunità, di unità nazionale. C’era una volta. Perché le prime ore di zona rossa in tutta la Lombardia e in altre 14 province italiane e le restrizioni attuate dal Governo nell’intera penisola a causa del coronavirus hanno dimostrato che questa educazione non c’è più. E che è proprio il fallimento educativo che sta uccidendo l’Italia.

Cittadini e politici devono condividere questa colpa. A cui è ancora possibile rimediare se si fanno le dovute riflessioni. Perché un popolo che non si ferma a pensare è un popolo destinato, inevitabilmente, all’ignoranza. E alla catastrofe economica. Di cui già si hanno le prime avvisaglie. Un’affermazione esagerata? Lo si diceva anche 15 giorni fa quando, dopo il primo caso accertato di Covid-19 in Italia, suonavano i campanelli d’allarme: qui si rischia l’epidemia, avvertivano gli addetti ai lavori. I numeri, purtroppo, hanno dimostrato che avevano ragione. A discapito di chi ha voluto prendere la situazione sottogamba e continuare a fare finta di niente, pur di preservare le proprie abitudini. Il drammaturgo russo Anton Cechov scriveva: «L’indifferenza è la paralisi dell’anima, è una morte prematura». Sono passati più di 100 anni: come ricordarsela?

L’epidemia si è allargata e ora i cittadini del Nord sembrano scossi da una situazione tanto anomala da non sembrare vera. Divieti, raccomandazioni, restrizioni. Che non hanno capito fino in fondo. Anche grazie a qualche sprovveduto funzionario delle istituzioni e a certi politici che, davanti alle telecamere, fanno dei discorsi da incorniciare ma che, nella pratica, hanno un comportamento a dir poco discutibile. Pure loro, quindi, sono vittime del fallimento educativo che sta portando tutti in malora.

Quali sono i segnali di questo fallimento? Basta guardarsi in giro e riflettere su quello che è successo nelle ultime ore e che ancora sta succedendo. In strada e sui social, diventati il tempio di una – spesso –  fasulla verità.

Non è accettabile, ad esempio, che qualcuno faccia filtrare dall’ufficio stampa della Regione Lombardia la bozza di un decreto non ancora firmato dal presidente del Consiglio, con l’Esecutivo ancora riunito per discuterlo e, forse, modificarlo. Vogliamo pensare che sia un caso il fatto che il governatore lombardo, Attilio Fontana, lo criticasse alle agenzie di stampa poco dopo. Non è nemmeno accettabile che se la diffusione di quella bozza ha gettato nel panico i cittadini, intenti ad uscire il prima possibile da quella che da lì a poche ore sarebbe diventata zona rossa, si dia la colpa ai giornalisti. Il cui dovere – come ricordava questa mattina su Twitter l’editorialista del quotidiano La Stampa Gianni Riotta – è quello di dare notizie. E la bozza di un decreto fatta avere su carta intestata del Consiglio dei ministri che prevede l’isolamento imminente di 16 milioni di persone è una notizia.

Non è nemmeno accettabile che centinaia e centinaia di persone si riversino ammassate (alla faccia del metro di distanza) nelle stazioni ferroviarie milanesi incuranti dell’epidemia che possono trasmettersi a vicenda in quel momento. Che si arrivi a tanto così dal mettersi le mani addosso per salire su un treno e rischiare di portarsi altrove il virus che magari è stato appena preso nella folla. E rendere banali, così, gli sforzi di chi sta tentando di preservare la salute, il lavoro ed i soldi di tutti.

Non è accettabile che i dirigenti della Federcalcio propongano di valutare lo stop al campionato di serie A nell’interesse di tutti e che gli «ingegneri della tastiera impazzita» li riempiano di insulti sui social perché «toglietemi tutto, ma non il pallone».

Non è accettabile che si dia di nuovo l’assalto ai supermercati ammassandosi nelle corsie, in coda alle casse, negli ascensori, nonostante sia stato ribadito che non mancheranno i rifornimenti e che i punti vendita di generi alimentari resteranno aperti.

Non è accettabile che un leader politico dica ai cittadini «forza e coraggio, che uniti ce la facciamo» e non si metta in quarantena dopo che un suo stretto collaboratore con cui ha a che fare tutti i giorni è stato trovato positivo al coronavirus.

Non è accettabile che si faccia finta di niente. Perché qualcosa di molto grave sta succedendo. E questo è innegabile

Non è accettabile pensare che tutto questo sia sempre colpa degli altri. Qui ciascuno si deve prendere la propria responsabilità se vogliamo venirne a una. Il politico, il cittadino, l’esercente, l’imprenditore.

Questa esperienza, finora, ha insegnato che l’Italia è ancora molto lontana dall’essere un Paese unito. Scene come quelle di ieri sera alla stazione Centrale milanese fanno capire che qui ciascuno bada al proprio orticello anche quando non grandina e che se l’insalata dell’orto del vicino marcisce, è solo un problema suo. L’Italia ha sprecato finora un’occasione preziosa per dimostrare maturità da questo punto di vista. Non si è ancora accorta del danno che è già stato provocato, prima da una circostanza imprevedibile e poi da un comportamento superficiale da parte di chi ha ignorato le raccomandazioni delle autorità competenti pur di non spostare di una sola virgola (di un centimetro, come amano dire i politici) le proprie abitudini.

Questo mix perverso è il segnale più evidente del fallimento educativo in atto. Di ciò che intere generazioni hanno cercato di trasmettere non c’è quasi più una traccia. Il rispetto collettivo ed il senso di comunità sono valori, ormai, «da sfigati», da gente che non ha capito niente, da persone che non arriveranno mai da nessuna parte perché non calpesteranno gli altri pur di raggiungere il loro obiettivo.

L’ansia di protagonismo a colpi di banalità e di selfie che regna sui social, l’indifferenza verso chi mantiene il pensiero del rispetto, sono i veri coronavirus di questa società. Se chi crede ancora che il bene di tutti valga il sacrificio dei singoli ce la fa a mantenere questo pensiero, si accenderà la luce in fondo ad un tunnel che, in questi giorni, sta mostrando il suo tratto più buio. Ciò che spaventa, diceva Martin Luther King, non è la violenza dei cattivi ma l’indifferenza dei buoni.



29 Commenti

  1. Non è accettabile che qualcuno faccia filtrare la bozza, ma è accettabile che qualcuno la renda pubblica? Strano ragionamento.
    Il dovere dei giornalisti è dare notizie, ma c’è modo e modo di farlo. Noi cittadini riceviamo le informazioni dai giornalisti, i quali devono evidentemente farsi un bell’ esame di coscienza, visto che la situazione è al livello da lei descritta.

    1. Volevo scrivere lo stesso commento. La colpa è di tutti giornalisti alla ricerca di scoop compresi. Per il resto condivido l’articolo

    2. La deontologia professionale nei giornalisti e’ purtroppo cosa rara…Cosa non si farebbe per un bel titolo…Una super notizia in barba alla concorrenza?
      Tutti ci abbiamo messo del nostro….politici impreparati, senza polso politici che non scelgono per non far.scontento nessuno…che poi alle prossime non si sa mai…
      Giornalisti sempre pronti con la fattucchiera, il virologo del caso da intervistare che fosse più o meno attendibile poco e importato bastava che la notizia fosse tragica o consolatoria diverse da quella del giorno prima per un pochino di pubblico in più…
      Un popolo viziato, poco abituato alle grandi privazioni…fortuna nostra…Con un senso civico e del rispetto del bene comune inferiore a quello che hanno le api, le formiche e persino i ratti per le loro colonie…

      1. Purtroppo è anni che dico a malincuore che siamo un popolo alla deriva. Menefreghisti opportunisti ognuno pensa al suo orticello della serie basta che non succeda a me..sé visto col ponte Morandi. Se fosse successo in Francia ora le autostrade sarebbe gratis perché autostrada per l’Italia non esisterebbe più ma invece in Italia..Siamo tutto e solo apparenza non arriviamo in fondo al mese stiamo in affitto ma 2 volte alla settimana andiamo a mangiare fuori, non rinunciamo all’abbonamento per andare a vedere la nostra strada del cuore e non rinunciamo mai a 2 settimane all inclusive e alla settimana bianca e per finire giù in strada, perché non ci possiamo permettere un garage, abbiamo parcheggiata una macchina da 40/50 euri magari premiuuum e possibilmente tedesca come detta la moda. Critichiamo i governanti che ogni volta ci mettiamo noi e vogliamo che risolvono tutto senza che ci rompino i maroni con tasse etc..
        se no li rimandiamo a casa. In questa occasione di emergenza stiamo dando il meglio fregandosene delle direttive ministeriali e facendo come vogliamo senza etica e senso di civiltà. Siamo veramente alla fine. In antichità i popoli vecchi e ormai alla fine lasciavano il posto (o venivano sopraffatti) da altre popolazioni più giovani/nuove. Non capisco ormai cosa ci fà un paese come il nostro dentro l’UE un paese così disastrato socialmente e nei valori. Pensare che le vecchie generazioni di italiani s’erano date così tanto da fare con sacrificii e dando la vita per darci un futuro di democrazia libertà e lavoro ne l’unità del paese e nel rispetto altrui. Come abbiamo fatto a vanificare tutto questo come abbiamo fatto a ridurci così!

        1. È vero che purtroppo ci sono molte persone irresponsabili e incivili, ma ho anche visto giovani decidere di rinunciare alla serata, scegliere di stare a casa, andare a fare la spesa per i nonni…….. Allora, proviamo a valorizzare il positivo, magari quel piccolo seme buono, sentendosi riconosciuto e innaffiato dalla stima, riuscirà ad essere di esempio ai tanti cretini scellerati ignoranti che sono in giro…… Bravi a tutti i ragazzi che credono nei valori veri, senza paura di essere giudicati……
          Claudia

        2. Buonasera Alex, condivido in pieno il suo commento, vorrei raccontarle di come il perbenismo imperi a discapito dei colleghi e a proprio favore, facendo passare per disponibilità i propri interessi.
          Questa mattina la mia collega di reparto dopo anni di proclamazione di orari solo mattutini per esigenze rivolte alla assoluta impossibilità di essere presente nel pomeriggio, per non farsi decurtare ore di permesso si rende disponibile …….Viva mi viene da pensare che nell’emergenza ci siano ancora persone con il cuore grande.
          Giunta in negozio comparo i miei orari con i suoi e mi rendo conto che io ho 14 ore di permesso mentre le sue sono solo 5.
          Emerge durante il colloquio che differentemente sarebbero state eccessive.
          Inoltre a suo dire le ore di permesso messe in questo stato di emergenza verranno recuperate….
          Le domando se sa effettivamente come vengano maturate e come pensa si recuperino ?
          Risposta non lo so.
          Le rispondo che ho trascorso 1 ora con il rappresentante sindacale per chiedergli informazioni in merito e la sua risposta è stata quella di ridermi in faccia.
          Ovviamente tutti si sentono furbi in patria ma la cosa che mi da enormemente fastidio è deridere e assemblarsi per ridere è ancora più ignorante dell’ignoranza stessa perché questa dilaghi come dilaga il coronavirus.
          L’ignoranza è il male peggiore dei nostri tempi e pensare di essere al di sopra di tutto e tutti finirà per colpire i singoli.

  2. Io sono di una generazione, la quale, ha dato tanto per costruire una società dove i valori di solidarietà, uguaglianza, giustizia, rispetto, diventassero il seme della stessa, e poi ?, siamo stati i primi a fallire nel progetto, perché non siamo stati capaci di renderli condivisibili dai nostri figli, per cui, o ci rimbocchiamo le maniche e ricominciamo da capo o come genere umano saremo destinati all’estinzione.

  3. Sono contraria alla violenza e ad ogni forma di coercizione, ma questa è l’ennesima occasione e sicuramente la più importante in cui gli italiani stanno dimostrando negligenza, egoismo,ignoranza ed assenza di senso del dovere. Qui abbiamo bisogno l’esercito, i mitra e soprattutto un governo all’altezza di affrontare la situazione. L’Italia sta diventando lo zimbello delle cronache mondiali.

    1. siamo un popolo di caproni non hanno nessun senso civico e educazione quindi tutto quello che succede è solo colpa nostra !!!!!!

  4. Caro GARCIA Lei parla di fallimento educativo.Bene ha mai letto il libro di Fruttero e Lucentini di oltre 20 anni fa dal titolo “La prevalenza del cretino ” ?-In questa povera nazione è il permessivismo e il mancato rispetto delle leggi che ha provocato il DISASTRO.Sputa a un polizziotto ( tutore della legge) …niente !…un immigrato le ruba l’auto, lo picchia entra e ruba in casa sua !…niente !….TUTTA LA ILLEGALITA’ E’ AMMESSA !…è questo che ci differenzia dalla altre nazioni….grazie a questi….politici….di……PROVI A FARE QUELLO CHE HO SCRITTO SOPRA IN SVIZZERA -GERMANIA- USA….e veda cosa le succede !…la DIFFERENZA è tutta qui !!!SalutiA.Babbini

  5. É vero.
    Ma non sarà che la gente ha smesso di credere a giornali e istituzioni che in passato hanno cercato di far passare per epidemie quelle che epidemie non erano?
    Vedi morbillo, febbre suina e tanto altro.
    Mi sembra la storia di Pierino e il lupo.
    Se i Ministri delle Sanità come Lorenzin e Grillo e virologi come Burioni fossero stati onesti in passato forse sarebbero stati creduti questa volta

      1. Il fatto che non abbiate nemmeno pubblicato il mio commento nonostante non ci fosse nulla fa censurare, ma solo perché pensate possa essere offensivo o non veritiero dimostra come in questo paese non sappia accettare ceitiche.

    1. Mi scusi ma,se si muovono prima,creano allarmismo ingiustificato,se aspettano sono i responsabili di una pandemia. Allora esattamente,cosa devono fare? I campanelli d’allarme vanno dati nei tempi e nei modi corretti. Chi le dice che ,per le cause da lei citate,morbillo febbre suina ecc. Le informazioni e i provvedimenti presi non siano serviti a scongiurare altre pandemie e che non siano stati falsi allarmi come sostiene lei?

  6. Io aggiungerei anche una bella riflessione sui nostri bravi giovani che, così entusiasti e solleciti nel promuovere dimostrazioni “Gretiane” a favore dell’ambiente che in futuro ci creerà grossi problemi, non si preoccupano minimamente di assumere un atteggiamento responsabile ( basta vedere gli assembramenti) verso un problema che non è futuro ma immediato e estremamente allarmante? Dov’è la loro forza di mobilitazione personale e verso gli altri per sensibilizzare tutti??

  7. Ma è proprio tutto il contrario!!!
    Non si doveva intraprendere una lotta contro il virus. Tutto lì.
    Chi vive, bene, chi muore, amen.
    E tutti i problemi scompaiono….

  8. Le notizie devono essere certe, non probabili e tanto meno possibili. La bozza poteva anche essere respinta in toto. Grandissime sono le colpe dei giornalisti dall’inizio di questa storia.
    La corsa all’allarmismo, la ricerca del titolo acchiappa click anche se a discapito della sicurezza nazionale. Provo profondo disgusto per la categoria che dovrebbe assumersi le proprie colpe e mai potrebbe scusarsi a sufficienza.

  9. Agli italiani non puoi muovere critiche, se la prendendo subito e ti sommergono a loro volta di critiche ed insulti.
    In Italia chi ci mette la faccia fa una brutta fine molto piú spesso che no.
    Le strade son piene di mozziconi e escrementi di cane…se non sapete nemmeno fare le cose piú semplice figuriamoci il resto.

    1. ANCH’IO PIU’ VOLTE O CERCATO DI FAR RIFLETTERE SULLE ATTUALI SPORCIZIE VIGENTI;FINO ADESSO NON SONO STATA ASCOLTATA,NONOSTANTE LA NETTA EVIDENZA I CANI LI TENGONO ANCHE SUI TERRAZZI,E’ SVARIATE VOLTE GLI “ESCREMENTI” LI BUTTANO ANCHE SULLA MIA TERRAZZA;RIBELLANDOMI CON ALCUNI DEL COMUNE,SONO STATA TRATTATA MALAMENTE,NONOSTANTE LE MIE RAGIONI DI CUI NON SONO NEANCHE PADRONA DELL’IGIENE IN CASA MIA DI CUI NON POSSO NEANCHE COLTIVARE ALCUNE PIANTICELLE DI PREZZEMOLO,BASILICO.
      IN PAROLE POVERE,DI NOI SI RICORDANO E SONO GENTILI SOLO QUANDO CERCANO IL “VOTO”;MAI PIU’ VOTARE BENSI’ UNIRE FIRME PER I COMPETENTI),

  10. Il dramma della situazione è che noi poveri cittadini italiani onesti siamo totalmente impotenti di fronte a tutte le “ingiustizie” cui siamo sottoposti e costretti a subire; se poi vuoi far valere le tu ragioni, la peggio ce l’hai ancora tu….! Spesso anche l’ignoranza regna sovrana per cui è inevitabile che – con l’andare del tempo – l’arroganza, la prepotenza, il menefreghismo,la maleducazione e il non rispetto per l’altro, portano alla totale distruzione di tutto ciò che nei decenni i nostri vecchi hanno creato con tanta fatica e con estremo senso di responsabilità. Non è retorica dire: “non c’è più niente di buono al mondo”!!!!! Lo stiamo vivendo!!! Da dove cominciamo allora per cambiare un po’ le cose? DAL RISPETTO, DALL’EDUCAZIONE E SOPRATTUTTO DALL’ONESTA’, a partire dalle alte sfere, dove si predica sempre bene e poi si razzola sempre male !!!!!!!!!!!!! E dei giornalisti che dire?? No comment. NON SAPPIAMO PIU’ A CHI CREDERE!!!! QUESTA E’ LA TRISTE VERITA’!!!!

  11. I giornalisti sono i primi responsabili di questa catastrofe. Siamo stati prima bombardati da notizie allarmanti, dati preoccupanti sul futuro dell’economia italiana, interviste a medici che gridavano al ritorno della peste nera… E poi le controinterviste, i controdati, le smentite, le tranquillizzazioni. Personalmente, prima ho avuto molta paura, poi mi sono calmata, e adesso ho molta paura di nuoo. Di solito sono la prima a puntare il dito contro l’ignoranza degli italiani, ma stavolta no. “Il dovere di un giornalista è informare”: bene, fatevi un esame di coscienza sul tipo di informazioni che avete divulgato, perché una bozza non ancora firmata non è una notizia, solo per dirne una.

  12. É inutile dire che è la verità tanto nessuno è in grado di dare il buon esempio e figuriamoci i cosiddetti politici.ma se io sono stato truffato:i truffatori hanno esibito contratti falsi:mi sono state effettuate le trattenute sullo stipendio sebbene non ci sia stata alcuna erogazione e come se ciò non bastasse qualche venduto ha fatto sparire gli atti ed alla procura e potrei continuare all’infinito. Ed il nostro stato che ha fatto ? Il nulla!!! Rideva e rideva.auguri a tutti

  13. Dire che è colpa di chi ha procurato in anteprima il decreto al giornalista furbetto; che è colpa di questa società, come se i giornalisti non abbiano contribuito a formarla ed “educarla”; dire che i giornalisti fanno il loro mestiere (divulgano notizie). È come dire che la colpa delle guerre è solo di chi produce le armi e non anche di chi quelle armi le imbraccia contro il proprio simile.

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