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Corresponsabilità pedone: ultime sentenze

20 Aprile 2020
Corresponsabilità pedone: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: comportamento imprudente del pedone; attraversamento della sede stradale al di fuori delle strisce pedonali; improvvisa ed imprevedibile comparsa del pedone sulla propria traiettoria di marcia.

Per capire quando il pedone investito ha torto o per valutare la sua percentuale di colpa, i giudici prendono in considerazione la distanza dell’attraversamento dalle strisce pedonali;  la velocità di attraversamento della strada; la visibilità della strada. Per maggiori informazioni, leggi le ultime sentenze.

Investimento di pedone: corresponsabilità del conducente e della vittima

Deve essere confermata la decisione dei giudici del merito che nella specie hanno individuato una corresponsabilità tra conducente del veicolo e pedone investito.

Da un lato sussisteva la condotta imprudente dell’uomo alla guida, che aveva tenuto una velocità eccessiva in un centro abitato e nonostante la segnaletica verticale riguardante il possibile passaggio di bambini; dall’altro, però, vi era l’azzardo compiuto dalla bambina, tenendo presente anche dell’assenza momentanea dell’attraversamento pedonale, cancellato per il rifacimento del manto stradale.

La bambina, infatti, era sbucata all’improvviso ed aveva effettuato un subitaneo attraversamento della strada a una distanza così vicina all’auto che sopraggiungeva, che il conducente nulla aveva potuto fare per evitare l’urto.

Cassazione civile sez. III, 28/02/2020, n.5624

Corretta e tempestiva manutenzione ordinaria dei beni demaniali

Va affermata la responsabilità della p.a. per omessa custodia del bene pubblico, con il conseguente obbligo a risarcire il danno arrecato a terzi, laddove sussista la possibilità di effettuare concretamente il controllo continuativo delle condizioni in cui trovasi il bene demaniale interessato, rientrando negli obblighi istituzionali della stessa p.a. la corretta e tempestiva manutenzione ordinaria dei beni demaniali costituenti il proprio patrimonio, dai quali l’ente locale non può esimersi al fine di evitare la creazione di insidie costituenti situazioni di pericolo per la collettività.

(Fattispecie relativa alla corresponsabilità riconosciuta in capo al Comune ed all’Eaap per le lesioni conseguenti alla caduta di un pedone causata dalla presenza di una buca sul manto stradale di una via cittadina, circostanza quest’ultima sintomatica – salvo il vaglio in concreto da parte del giudice di merito – dell’effettiva possibilità della custodia, trattandosi di strada rientrante nel perimetro urbano delimitato dallo stesso Comune).

Tribunale Bari sez. II, 01/03/2007, n.585

Mancato accorgimento di elementare prudenza

Nell’ipotesi in cui una persona, transitando a piedi su una strada priva di illuminazione, urti su un cumulo di sabbia non segnalato cadendo e riportando lesioni gravi, sussiste la responsabilità dell’impresa che abbia omesso di delimitare l’area del cantiere con appositi mezzi visibili anche in ora notturna, in quanto è questo mancato accorgimento di elementare prudenza ad avere indotto il pedone ad attraversare l’area dei lavori e ad incorrere nell’insidia del cordolo, non visibile, che ne ha provocato la caduta e le conseguenti lesioni.

Si tratta di una responsabilità esclusiva, per cui deve escludersi una corresponsabilità del Comune appaltante sul fondamento della omessa vigilanza e custodia, atteso che a parte un generico obbligo di vigilanza sui lavori appaltati, non sussiste tuttavia onere di custodia dì una strada ancora da realizzare e perciò all’epoca non esistente.

Corte appello Perugia, 30/05/2000

Corresponsabilità del pedone nella produzione del danno

In materia di responsabilità civile per danni cagionati a seguito della circolazione di autoveicoli (senza guida di rotaia), la presunzione stabilita dall’art. 2054 comma 1 c.c., classificabile tra le presunzioni juris tantum, concerne esclusivamente la prova della colpa del conducente, in ordine alla quale va affermata la responsabilità per i danni cagionati solo ove dagli atti non emerga, comunque acquisita, prova in contrario, desumibile anche da presunzioni semplici (cosiddette hominis).

(Nel caso di specie, riguardante investimento di pedone, con causazione di lesioni personali estinte per sopravvenuta amnistia, è stata ritenuta inoperante la presunzione di colpa, invocata della ricorrente parte civile, a carico del conducente dell’autoveicolo, sulla base della valutazione degli elementi probatori che avevano portato il giudice del merito a stabilire una corresponsabilità del pedone nella produzione del danno.

Cassazione penale sez. IV, 14/07/1988

Causazione del sinistro

Sussiste una corresponsabilità del pedone nella causazione del sinistro qualora questi contravvenga all’obbligo imposto dall’art. 190 d.lg. n. 285 del 1992 di circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in assenza di marciapiedi o banchine.

Cassazione civile sez. III, 09/03/2011, n.5540

Investimento del pedone al di fuori delle strisce pedonali

In caso di investimento di pedone che effettui l’attraversamento della sede stradale al di fuori delle strisce pedonali, ai fini dell’eventuale riparto delle responsabilità tra il pedone ed il conducente del veicolo investitore, deve aversi riguardo ad una valutazione concreta delle rispettive condotte che tenga conto della eventuale colpa in concreto del pedone.

Cassazione civile sez. VI, 28/01/2019, n.2241

Attraversamento di corsa del pedone sulle strisce pedonali

La prova liberatoria di cui all’art. 2054 c.c., nel caso di danni prodotti a persone o cose dalla circolazione di un veicolo, non deve essere necessariamente data in modo diretto, cioè dimostrando di avere tenuto un comportamento esente da colpa e perfettamente conforme alle regole del codice della strada, ma può risultare anche dall’accertamento che il comportamento della vittima sia stato il fattore causale esclusivo dell’evento dannoso, comunque non evitabile da parte del conducente, attese le concrete circostanze della circolazione e la conseguente impossibilità di attuare una qualche idonea manovra di emergenza.

Pertanto il pedone, il quale attraversi la strada di corsa sia pure sulle apposite strisce pedonali immettendosi nel flusso dei veicoli marcianti alla velocità imposta dalla legge, pone in essere un comportamento colposo che può costituire causa esclusiva del suo investimento da parte di un veicolo, ove il conducente, sul quale grava la presunzione di responsabilità di cui alla prima parte dell’art. 2054 c.c., dimostri che l’improvvisa ed imprevedibile comparsa del pedone sulla propria traiettoria di marcia ha reso inevitabile l’evento dannoso, tenuto conto della breve distanza di avvistamento, insufficiente per operare un’idonea manovra di emergenza.

Cassazione civile sez. III, 11/06/2010, n.14064



3 Commenti

  1. Si tende spesso a dare per stabilito che quando si attraversa una strada, il pedone deve avere sempre ragione e l’auto che sopraggiunge è tenuta a fermarsi. Certo, non è che un automobilista deve tirare dritto quando si vede davanti una persona, anche se questa si trova dove non deve, ci mancherebbe altro. Quel che, però, è chiaro è che, come chi si trova al volante, anche il pedone deve rispettare delle regole. In particolare, se vuole attraversare la strada lo deve fare:sulle strisce pedonali, dopo aver controllato, comunque, di non avere una macchina praticamente addosso;gli attraversamenti determinati dai semafori pedonali;i sottopassaggi o i sovrapassaggi dove siano previsti.

  2. La colpa è tutta del pedone se attraversa la strada in modo improvviso. Il conducente dell’auto non ha alcuna possibilità di manovra per evitare lo scontro. Fino a ieri, si diceva che il pedone ha sempre ragione e perciò ha diritto ad ottenere il risarcimento. Era un’affermazione un po’ approssimativa ma in molti casi vera. Ora, questo principio sta tramontando: la discesa è iniziata due mesi fa, quando un tribunale ha detto che il pedone che attraversa la strada guardando il cellulare ha un concorso di colpa che lo rende corresponsabile dell’incidente.

  3. Il pedone che attraversi la strada di corsa sia pure sulle apposite strisce pedonali immettendosi nel flusso dei veicoli marcianti alla velocità imposta dalla legge pone in essere un comportamento colposo che può costituire causa esclusiva del suo investimento da parte di un veicolo ove il conducente dimostri che l’improvvisa ed imprevedibile comparsa del pedone sulla propria traiettoria di marcia ha reso inevitabile l’evento dannoso, tenuto conto della breve distanza di avvistamento, insufficiente per operare un’idonea manovra di emergenza

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