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Emotrasfusione: ultime sentenze

17 Aprile 2020
Emotrasfusione: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: peggioramento delle condizioni di salute; risarcimento del danno alla salute causato da emotrasfusione con sangue infetto; responsabilità extracontrattuale del ministero della Salute; consapevolezza del danneggiato dell’ascrivibilità del contagio alla trasfusione; responsabilità della struttura sanitaria per emotrasfusione e contagio da virus HCV.

Rifiuto di sottoporsi a emotrasfusione

Nella valutazione del risarcimento del danno da sinistro stradale non può essere riconosciuta una riduzione del 50% dell’ammontare dell’indennizzo per il decesso della vittima che si è rifiutata di sottoporsi a emotrasfusione.

Cassazione civile sez. III, 15/01/2020, n.515

Decesso di un soggetto affetto da virus contratto a seguito di emotrasfusione

In caso di patologia ingravescente dal possibile esito letale che determini un’invalidità espressa nei gradi percentuali dei “barèmes” medico legali, l’aggravamento delle condizioni del danneggiato costituisce la mera concretizzazione del rischio, già considerato nella scala dei gradi di invalidità, di un’evoluzione peggiorativa eziologicamente riconducibile all’originaria infermità e, perciò, non integra un ulteriore danno biologico risarcibile, a meno che al tempo dell’accertamento il successivo evento dannoso, ancorché riconducibile all’originaria lesione, fosse sconosciuto alla scienza medica e, quindi, non considerato dai “barèmes”.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva escluso il risarcimento – in aggiunta al danno biologico precedentemente accertato e liquidato – del pregiudizio derivante dal peggioramento delle condizioni di salute e, poi, dal decesso di un soggetto affetto da virus HCV contratto a seguito di emotrasfusione, trattandosi di avveramento di un prevedibile rischio di aggravamento della patologia epatica originaria).

Cassazione civile sez. III, 14/11/2019, n.29492

Risarcimento del danno da emotrasfusione

In tema di risarcimento del danno da emotrasfusione (epatite), “la Compensatio lucri cum damno” tra l’indennizzo corrisposto al danneggiato e il risarcimento del ministero per l’omessa adozione di misure di emovigilanza, integra un’eccezione rilevabile d’ufficio e proponibile per la prima volta anche in appello tuttavia, resta onere di chi la invoca dimostrarne il fondamento.

Cassazione civile sez. III, 10/09/2019, n.22528

Risarcimento del danno alla salute

In tema di risarcimento del danno alla salute causato da emotrasfusione con sangue infetto, ai fini dell’individuazione dell’ “exordium praescriptionis”, una volta dimostrata dalla vittima la data di presentazione della domanda amministrativa di erogazione dell’indennizzo previsto dalla l. n. 210 del 1992, spetta alla controparte dimostrare che già prima di quella data il danneggiato conosceva o poteva conoscere, con l’ordinaria diligenza, l’esistenza della malattia e la sua riconducibilità causale alla trasfusione anche per mezzo di presunzioni semplici, sempre che il fatto noto dal quale risalire a quello ignoto sia circostanza obiettivamente certa e non mera ipotesi o congettura, pena la violazione del divieto del ricorso alle “praesumptiones de praesumpto”.

(Nella specie la Corte ha ritenuto che il fatto noto non potesse essere desunto dalla mera preesistenza della malattia, al fine di stabilire il dies a quo della prescrizione).

Cassazione civile sez. III, 28/06/2019, n.17421

Emotrasfusione di sangue infetto

A fronte di un danno alla salute conseguente ad emotrasfusione di sangue infetto per omessa rilevazione sierologica della presenza del virus, la responsabilità del Ministero della Salute deriva dal generale precetto dell’art. 2043 c.c., per danno derivante da comportamento, non provvedimentale, della Pubblica Amministrazione ovvero per violazione di regole di comune prudenza ovvero di leggi o regolamenti a cui l’Amministrazione è vincolata. Il citato Ministero ha, infatti, diverse competenze, nonchè poteri di vigilanza sulla preparazione e sull’impiego di emoderivati e di controllo sulla sicurezza dei protocolli attuati.

Le omissioni nell’esercizio del potere attribuitogli allo scopo di tutelare la salute pubblica sono a fondamento, pertanto, della responsabilità extracontrattuale del Ministero per violazione di interessi giuridicamente rilevanti.

Corte appello Bari sez. lav., 20/06/2019, n.1531

Responsabilità dell’ospedale per emotrasfusione 

In tema responsabilità della struttura sanitaria per emotrasfusione e contagio da virus HCV, risponde per inadempimento contrattuale la struttura ospedaliera che abbia effettuato delle trasfusioni di sangue ad una paziente senza aver eseguito sulla sacca di sangue i controlli imposti dalla normativa vigente all’epoca dei fatti (nella specie: nessuna annotazione e nessuna etichetta erano stati apposti nella cartella clinica) e per aver omesso di trascrivere nella cartella clinica il motivo della trasfusione (nella specie: gli unici dati di laboratorio presenti nella cartella clinica erano normali) e la provenienza del sangue (nella specie: non c’è alcuna richiesta nella cartella clinica).

Tribunale Reggio Calabria sez. II, 21/03/2019, n.482

Lesione dell’integrità fisica a causa di emotrasfusione: l’indennizzo

L’importo del danno biologico nella misura accertata dalla consulenza tecnica di ufficio, risultando molto inferiore all’indennizzo previsto dall’art. 1 comma 2 e 3 Legge 210/1992, percepito da parte appellante, non può essere riconosciuto per non incorrere in una duplicazione non consentita, infatti, in caso di lesione dell’integrità fisica dovuta ad emotrasfusione e somministrazione di sangue infetto, l’indennizzo di cui all’art. 1 comma 2 e 3 L. 210/1992 debba essere scorporato dal risarcimento del danno, onde evitare un ingiustificato arricchimento consistente nel porre a carico del Ministero della Salute due diverse attribuzioni patrimoniali in relazione al medesimo fatto lesivo.

Corte appello Genova sez. I, 15/03/2019, n.366

L’accertamento della Commissione medico-ospedaliera

In tema di danni da emotrasfusioni, nel giudizio promosso dal danneggiato contro il Ministero della salute, l’accertamento della riconducibilità del contagio ad una emotrasfusione, compiuto dalla Commissione di cui all’art. 4 della l. n. 210 del 1992, in base al quale è stato riconosciuto l’indennizzo ai sensi di detta legge, non può essere messo in discussione dal Ministero, quanto alla riconducibilità del contagio alla trasfusione o alle trasfusioni individuate come causative di esso, ed il giudice deve ritenere detto fatto indiscutibile e non bisognoso di prova, in quanto, essendo la Commissione organo dello Stato, l’accertamento è da ritenere imputabile allo stesso Ministero.

Tribunale Roma sez. II, 08/02/2019, n.2898

Indennizzo per emotrasfusione

In tema d’indennizzo per emotrasfusione, il termine annuale per la proposizione della domanda giudiziale, di cui all’art. 5, comma 3, L. 25 febbraio 1992, n. 210, ha natura perentoria.

Tribunale Foggia sez. lav., 06/02/2019, n.774

Indennizzo del danno da emotrasfusioni

In tema di indennizzo del danno da emotrasfusioni, è decisiva, da parte di chi lo richiede, la consapevolezza del superamento di una soglia minima di indennizzabilità, costituita dalla presenza di una patologia causalmente ascrivibile ad una emotrasfusione.

Corte appello Venezia sez. lav., 30/10/2018, n.511

Riconducibilità del contagio ad una emotrasfusione

In tema di giudizio relativo al risarcimento del danno da emotrasfusioni, promosso dal danneggiato contro il ministero della Salute, l’accertamento della riconducibilità del contagio a una emotrasfusione – compiuto dalla Commissione di cui all’articolo 4 della legge n. 210 del 1992 e in base al quale è stato riconosciuto l’indennizzo ai sensi della detta legge – non può essere messo in discussione dal ministero, quanto alla riconducibilità del contagio alla trasfusione o alle trasfusioni individuate come causative del contagio e il giudice deve ritenere detto fatto indiscutibile e non bisognoso di prova, in quanto, essendo la Commissione organo dello Stato, l’accertamento è da ritenere imputabile allo stesso ministero. (Principio enunciato in motivazione, ai sensi dell’articolo 384 del codice di procedura civile).

Cassazione civile sez. III, 15/06/2018, n.15734

Giurisdizione del giudice amministrativo

In tema di danni da emotrasfusione, il rifiuto opposto dalla P.A. all’istanza di transazione del danneggiato o il silenzio serbato su detta istanza non incide sul diritto soggettivo al risarcimento, ma sull’interesse all’osservanza della normativa secondaria concernente la procedura transattiva, sicché l’impugnazione del diniego non rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, ma in quella del giudice amministrativo.

Consiglio di Stato sez. III, 11/06/2018, n.3512

Contagio da emotrasfusione

In tema di individuazione del decorso della prescrizione quinquennale della azione risarcitoria per contagio da emotrasfusione contro il ministero della Salute, commette un errore di sussunzione e, dunque, di falsa applicazione della norma dell’articolo 2935 del codice civile, il giudice del merito che ravvisi nel danneggiato la consapevolezza o la esigibilità della stessa riguardo alla ascrivibilità del contagio alla trasfusione e, dunque, il dies a quo della prescrizione, nel fatto che dal referto che abbia diagnosticato una malattia da contrazione di virus di Hcv risulti che in sede di anamnesi il medesimo abbia dichiarato di avere subito anni prima una trasfusione, qualora dal referto non emerga la indicazione da parte del medico redigente della ascrivibilità della malattia diagnosticata alla trasfusione e non risulti un grado di conoscenze mediche del danneggiato tale da giustificare la percepibilità di essa. (Principio enunciato in motivazione, ai sensi dell’articolo 384 del codice di procedura civile).

Cassazione civile sez. III, 31/05/2018, n.13745

Danni da emotrasfusione

In tema dì danni da emotrasfusione, il rifiuto opposto dalla P.A. all’istanza di transazione del danneggiato non comporta conseguenze sul diritto soggettivo al risarcimento, ma sull’interesse all’osservanza della normativa secondaria concernente la procedura transattiva, pertanto l’impugnazione del diniego non rientra nella giurisdizione ordinaria, bensì in quella del Giudice amministrativo.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 30/05/2018, n.1372



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