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Tassa di successione conto corrente cointestato

8 Maggio 2020
Tassa di successione conto corrente cointestato

Cosa succede dopo il decesso del contitolare del conto?

Immagina che sia morto tuo marito con il quale avevi un conto corrente cointestato. Forse non sai che, tra le tante pratiche da sbrigare, c’è il pagamento della tassa di successione del conto corrente cointestato con il defunto. Ti dico subito che devi armarti di tanta pazienza, in quanto l’istituto di credito, una volta appresa la notizia della morte del cliente, congela il conto. Questo vuol dire che il contitolare superstite non potrà prelevare neppure un euro fino alla chiusura della successione. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di sciogliere i dubbi che possono sorgere in merito alla tassa di successione del conto corrente cointestato.

Cos’è il conto corrente cointestato?

Innanzitutto, è bene capire che un conto corrente può anche essere intestato a due o più persone. In questo caso, ognuno è titolare di una quota pari a quella degli altri (ad esempio, 50% e 50%). Tuttavia, è possibile anche stabilire quote diverse (ad esempio 60% e 40%).

Il conto corrente cointestato può prevedere due modalità:

  • la firma congiunta: in tal caso, i contitolari non possono compiere alcun atto di disposizione sulle somme depositate senza la firma di tutti gli altri intestatari;
  • la firma disgiunta: ciascun contitolare può effettuare qualsiasi operazione indipendentemente dagli altri.

Cosa succede in caso di morte di uno dei contitolari del conto?

Supponiamo che Tizio e Caia siano sposati e abbiano un conto corrente cointestato in parti uguali. Alla morte di Tizio, a Caia spetterà la sua quota (il 50%), mentre quella di Tizio (l’altro 50%) cadrà in successione, cioè dovrà essere divisa tra gli eredi. 

Tuttavia, come già anticipato, potrebbe accadere che i contitolari del conto abbiano quote diverse. Ad esempio, Tizio e Caia decidono di aprire un conto corrente cointestato, stabilendo che il 70% vada al marito e il 30% alla moglie. Se Tizio muore, il 30% rimarrebbe comunque a Caia mentre il 70% sarà suddiviso tra gli eredi.

Quindi alla morte di uno dei contitolari possono aprirsi due scenari:

  • in caso di firma disgiunta, il contitolare superstite potrà disporre del 50% del denaro presente sul conto. L’altra metà (cioè la quota del defunto) sarà bloccata in attesa che si concluda la pratica di successione;
  • in caso di firma congiunta, il conto sarà bloccato fino alla conclusione del procedimento di successione. 

Una volta definite le quote di eredità si provvede alla liquidazione dei soldi, fermo restando la parte riservata al contitolare ancora in vita.

Nella prassi, però, accade spesso che anche il conto corrente a firma disgiunta venga bloccato completamente in via precauzionale. Questo perché, spesso e volentieri, gli eredi avanzano richieste di rimborso che potranno essere fatte valere solo nei confronti del contitolare superstite e non anche nei confronti della banca. Pertanto, al fine di evitare problemi ed aumentare la litigiosità tra gli eredi, l’istituto bancario congela il conto corrente finché non si esaurisca il processo di successione.

Va precisato, comunque, che il contitolare superstite può prelevare al bancomat nei limiti della propria quota. Se invece svuota il conto, tal condotta configura il reato di appropriazione indebita. 

Una volta ricevuta la copia della dichiarazione di successione, la banca provvede a sbloccare il conto e distribuire le quote spettanti a ciascun erede. Perché la banca dispone il blocco del conto corrente? La risposta è molto semplice: è necessario verificare quali sono gli eredi effettivi che hanno diritto alla successione. In altre parole si tratta di una precauzione, in quanto potrebbe anche accadere che spariscano i soldi dal conto.

Tassa di successione conto corrente cointestato 

Devi sapere che quando muore il contitolare di un conto corrente, gli eredi hanno 12 mesi di tempo per trasmettere all’Agenzia dell’Entrate la dichiarazione di successione. Sulla base di tale documento, l’Ente calcola le tasse che gli eredi dovranno pagare per entrare in possesso del patrimonio del defunto.

La tassa di successione è calcolata in misura diversa a seconda del grado di parentela che lega l’erede al defunto. Gli importi saranno così calcolati:

  • il 4% del patrimonio dovrà essere pagato dal coniuge e dai figli. È prevista una franchigia pari a 1 milione di euro per ciascuno di loro;
  • il 6% del patrimonio dovrà essere pagato da fratelli e sorelle con una franchigia d 100 mila euro a testa;
  • il 6% del patrimonio per altri parenti fino al 4 grado e affini in linea retta. In tal caso, non è prevista alcuna franchigia;
  • l’8% del patrimonio per gli altri eredi per i quali non è prevista alcuna franchigia.

In conclusione, per sbloccare il conto corrente del defunto e accedere al denaro depositato, gli eredi dovranno consegnare, in particolare, il certificato di morte e la dichiarazione di successione con la ricevuta del pagamento dell’F24 riguardante appunto la tassa.

Simulazione conto corrente cointestato 

Si pensi al marito che intesti il conto anche alla moglie solo per consentirle di prelevare i soldi necessari per le spese familiari oppure al genitore che cointesti il conto a uno dei figli solo per aiutarlo nelle operazioni bancarie. In tal caso si parla di contitolarità simulata, in quanto il conto è comunque di proprietà di uno solo dei titolari (perché alimentato solo dai suoi redditi), mentre l’altro resta un titolare apparente. Se viene dimostrata che la contitolarità era simulata, il conto viene congelato in attesa della dichiarazione di successione.



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