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Più potenti i crimini informatici in Italia: nascono le assicurazioni

3 Luglio 2014
Più potenti i crimini informatici in Italia: nascono le assicurazioni

Contro gli hacker le compagnie assicurative studiano soluzioni ad hoc per le Pmi.

 

In Italia le minacce del cyber crime sono diventate uno dei principali incubi degli utenti di internet. Le ultime aggressioni del banking trojan e della cosiddetta “man in the browser” hanno reso evidente a tutti la vulnerabilità delle connessioni e dei sistemi di home banking.

Nonostante, infatti, l’adozione delle minime misure di sicurezza intuibili per comune esperienza (leggi “Truffe informatiche: come difendersi”) e la “copertura legale” dovuta alla responsabilità delle banche in caso di phishing, ancora sono molti gli utenti che cadono vittime della trappola degli hackers.

Nel Belpaese, il crimine informatico è arrivato addirittura al sesto posto nella classifica delle principali minacce avvertite dai cittadini, superando così le classiche fobie come il timore dell’incendio o dell’inasprimento della competizione sul lavoro.

Peraltro, dalle ultime indagini, risulta che, nel mondo del crimine informatico, non sono più coinvolti i ragazzi “smanettoni” e i genietti dell’informatica – che, comunque, per quanto pericolosi, restano soggetti pur sempre isolati – ma ormai anche la criminalità organizzata che ha trovato in internet un terreno fertile per impiantare nuovi business (dalle frodi al furto di dati).

Insomma, fino a quando si trattava di giovani hackers, il rischio poteva anche essere tollerato. Ma al suono di parole come “mafia cibernetica”, la gente (e le istituzioni) iniziano a tremare e a prendere “sul serio” il problema.

 

L’accesso abusivo al computer ha così sostituito (se non diventando peggiore) il timore del ladro in casa. Siamo dinanzi a una vera e propria “paura collettiva”.

I bersagli preferiti restano, comunque, le piccole e medie imprese, quelle strutture cioè che ancora non hanno compreso l’importanza di investire in sicurezza informatica.

Ecco perché stanno iniziando ad affacciarsi sul mercato delle polizze assicurative ad hoc. Una di queste si chiama “Cyber Protect”  che consta di una versione base, una Premium, con rafforzamento in caso di interruzione delle attività e una versione Plus, realizzata su misura.

I capitali assicurati vanno da 500 mila euro fino a 50 milioni di euro. Nel target tutte le aziende, tranne quelle aeronautiche, quelle informatiche e quelle finanziarie.

Si stima che la perdita di dati può costare a un’azienda, in media, anche 5,5 milioni di dollari (almeno negli Stati Uniti) e le organizzazioni registrano in media ben 122 attacchi cibernetici ogni settimana.

Dei 1.150 attacchi hackers registrati nel 2013 a livello internazionale, ben 35 si riferiscono a bersagli italiani.



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