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Così verranno controllati gli spostamenti

9 Marzo 2020 | Autore:
Così verranno controllati gli spostamenti

Coronavirus: polizia in strade, stazioni e aeroporti. Necessaria l’autocertificazione. Le sanzioni per i trasgressori: si rischia fino all’ergastolo.

Il ministero dell’Interno ha reso nota la direttiva inviata ai prefetti per far rispettare i vincoli previsti dal decreto della Presidenza del Consiglio approvato nella notte tra sabato e domenica scorsi. In pratica, il provvedimento adottato dal ministro Luciana Lamorgese ed emanato dal Viminale contiene le modalità con cui verranno controllati gli spostamenti dei cittadini nei luoghi interessati dalle nuove restrizioni, cioè Lombardia e le altre 14 province contenute nel DPCM.

La direttiva di Lamorgese prevede la convocazione immediata dei comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica allo scopo di assumere le opportune misure di coordinamento. Per quanto riguarda la mobilità, è stato disposto che:

  • gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. Il divieto è assoluto e non ammette eccezioni per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus;
  • ci saranno dei controlli lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti, quindi strade, stazioni e aeroporti. Sulla rete autostradale e sulla viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni. Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dai Carabinieri e dalle polizie municipali;
  • la Polizia ferroviaria curerà, con la collaborazione del personale delle Ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni al fine di consentire le verifiche sullo stato di salute dei viaggiatori anche attraverso apparecchi “termoscan”. Inoltre, saranno attuati controlli sui viaggiatori acquisendo le autodichiarazioni;
  • negli aeroporti, i passeggeri in partenza saranno sottoposti al controllo, oltre che del possesso del titolo di viaggio, anche della prescritta autocertificazione. Analoghi controlli verranno effettuati nei voli in arrivo nelle aree interessate. Restano esclusi i passeggeri in transito. Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni, mentre per quelli in arrivo i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso;
  • controlli anche a Venezia per i passeggeri delle navi di crociera che non potranno sbarcare per visitare la città ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza.

I dati contenuti nell’autodichiarazione potranno essere verificati successivamente. Chi non rispetta i limiti sugli spostamenti previsti dal DPCM, rischia l’applicazione dell’articolo 650 del Codice penale, cioè l’accusa di inosservanza di un provvedimento di un’autorità. La pena prevista è l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro). È possibile, però, che si possa configurare l’ipotesi più grave di delitto colposo contro la salute pubblica quando si adotta un comportamento che può mettere a rischio la salute degli altri. In questo caso, interviene l’articolo 452 del Codice penale che prevede diverse pene a seconda della gravità del caso fino ad arrivare all’ergastolo.



1 Commento

  1. Domanda: tutto quello chiarito sopra vale sicuramente per gli spostamenti, all’interno delle zone rosse, tra una provincia e l’altra. Ma tra una piccola cittadina di 10.000 abitanti e l’altra all’interno della stessa provincia vale tutto questo? O ci si può spostare liberamente? (chiaramente per delle necessità sensate)

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