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Coronavirus: limitazioni negli uffici pubblici

9 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: limitazioni negli uffici pubblici

Disposto il lavoro agile per i dipendenti statali. Possibili ripercussioni nell’erogazione di alcuni servizi, pur restando garantita la continuità.

Anche gli uffici pubblici, per quanto possibile, adottano lo smart working per evitare la diffusione del coronavirus. Il Governo non ha deciso la chiusura ma, inevitabilmente, alcuni servizi verranno ridotti all’essenziale, in virtù delle disposizioni arrivate dai responsabili degli uffici stessi e dalle autorità.

Il ministero dell’Economia e delle Finanze, ad esempio, ha disposto per i dipartimenti del Tesoro, della Ragioneria di Stato, delle Finanze e dell’Amministrazione del personale di limitare al massimo la propria attività «al fine di massimizzare l’efficacia dei provvedimenti adottati» e delle misure di prevenzione già messe in atto.

Nel privilegiare le scelte del personale da lasciare a casa, il ministro Roberto Gualtieri ha chiesto di dare «particolare attenzione» alle esigenze «dei colleghi del ministero in difficoltà nella conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro, resa complicata dalla chiusura delle scuole» e ancora da chi è affetto da patologie o maggiormente a rischio contagio. Assicurando, però, la continuità dei delicati compiti affidati.

Per ora, il lavoro agile durerà per 15 giornate lavorative, variabili a seconda dell’evolversi della situazione. Si cercherà, comunque, di garantire quella presenza minima di personale per non creare dei disagi alla funzionalità delle strutture della qualità dei servizi.

Lo stesso vale per la parte operativa del Fisco con le Agenzie fiscali che, pur spingendo verso il lavoro agile dei dipendenti, dovranno garantire i servizi ai contribuenti.

Le limitazioni riguarderanno anche la Presidenza del Consiglio e i rapporti con il Parlamento, la Camera e il Senato, dove l’attività è stata ridotta al massimo. I lavori in Aula e nelle Commissioni sono stati fissati solo per il mercoledì. Si valuta la possibilità di ricorrere alla Commissione unica allargata Camera e Senato per esaminare i provvedimenti. Le visite a Montecitorio sono sospese fino al 3 aprile, salvo ulteriore proroga.



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