Truffe Coronavirus: come difendersi dai nuovi sciacalli

9 Marzo 2020 | Autore:
Truffe Coronavirus: come difendersi dai nuovi sciacalli

I fenomeni di approfittamento corrono soprattutto sul web: i consumatori hanno varie armi a disposizione per prevenire le frodi e per denunciarle.

L’avidità umana si rivela soprattutto nei momenti di emergenza e di panico e il Coronavirus non fa eccezione. Si specula sul bisogno immediato della gente e così, già nei primi giorni, abbiamo assistito a un aumento a dismisura dei prezzi delle mascherine e dei gel disinfettanti.

Ma il pericolo maggiore corre su internet, dove i fenomeni speculativi di vendite di questi prodotti su Amazon o Ebay hanno raggiunto dimensioni enormi, ed è intervenuta la Guardia di Finanza, insieme ai gestori dei siti stessi, per eliminare gli annunci più eclatanti e rintracciare i responsabili.

Le insidie sul web sono ancora più sottili quando anziché limitarsi a vendere prodotti e a proporre un prezzo esorbitante ed eccessivo arrivano a proporre presunti “rimedi” contro l’infezione.

È il caso, ad esempio, dei Coronavirus shop, siti scoperti dalla Finanza che spacciavano come “antidoti” contro il virus un’ampia serie di prodotti come ionizzatori di ambienti, tute, guanti e addirittura integratori alimentari; merci in realtà assolutamente comuni ma che venivano pubblicizzati per garantire l’immunità dal Covid-19; ovviamente con prezzi alle stelle, che arrivavano in taluni casi a migliaia di euro.

Sono già centinaia le truffe sul web scoperte finora – alle quali si aggiungono quelle compiute nei negozi fisici, in qualche caso addirittura farmacie e parafarmacie – ed è prevedibile che la lista si allungherà ancora.

Come difendersi? Il principale reato ipotizzabile in questi casi è quello di frode in commercio: sono evidenti, infatti, le condotte speculative e non è difficile individuare l’inganno di chi vende merce prive delle proprietà vantate e spacciate come dotate di caratteristiche che in realtà non hanno.

Pensiamo alle comuni mascherine antismog, di categoria Ffp1, spacciate come idonee a prevenire il contagio, che invece devono essere di categorie superiori e con un potere filtrante molto maggiore, come le Ffp2 o meglio ancora le Ffp3; oppure a tutti i casi di prodotti privi della necessaria marchiatura Ce, o – peggio ancora – che la presentano contraffatta.

Un’altra arma per i consumatori è quella della denuncia per il reato di manovre speculative su merci che si configura nel caso in cui qualcuno approfitti di particolari emergenze per fare incetta di prodotti necessari o provocarne in altro modo la scarsità per aumentarne artificiosamente i prezzi. È un reato nato per combattere le speculazioni sui prodotti alimentari ma che ora sembra fatto apposta per arginare quelle compiute sul Coronavirus.

Ci sono, infine, le e-mail fraudolente che attirano l’attenzione parlando del coronavirus ma in realtà contengono virus informatici in grado di infettare il computer o lo smartphone e di carpire i dati sensibili, come quelli di accesso al conto corrente. Qui non c’entrano nulla gli acquisti, ma serve particolare cautela per non agire d’istinto, evitando di aprire messaggi sospetti che sono abili grimaldelli per rubare dati.



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