Coronavirus: chiarimenti per lavoratori e consumatori

9 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: chiarimenti per lavoratori e consumatori

Come deve comportarsi chi si muove per motivi di lavoro. Cosa devono fare gli addetti al trasporto merci. I rifornimenti non sono a rischio.

Passate le prime ore di panico, dopo la diffusione (rocambolesca) del decreto della Presidenza del Consiglio approvato nella notte tra sabato e domenica, lavoratori e cittadini della Lombardia e delle 14 province interessate dalle nuove limitazioni alla mobilità affrontano oggi la prima vera giornata «diversa» dal solito. La Protezione civile ed il ministero dell’Interno hanno pubblicato alcuni chiarimenti su quello che può e quello che non può fare chi abita nella zona «arancione» e deve, comunque, muoversi per «comprovate esigenze lavorative» o per impellenti necessità (ad esempio, una visita medica urgente, la spesa al supermercato, l’acquisto di medicinali).

Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha tenuto a precisare innanzitutto che gli spostamenti per motivi di lavoro o di salute non sono vietati. Gli uffici pubblici sono aperti, tranne nei casi in cui viene deciso di ricorrere allo smart working. E le imprese? Come devono comportarsi? Oltre ai dipendenti, possono muoversi i fornitori?

È sempre la Protezione civile a fare chiarezza. Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati dal Dpcm. E con questo si tira già un sospiro di sollievo per quanto riguarda il rifornimento in alcuni settori essenziali, come quello alimentare. Niente pericolo di scaffali vuoti nei supermercati, per intenderci.

Borrelli ha spiegato, infatti, che il trasporto delle merci «è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci». Lo stesso vale per i frontalieri, cioè per chi vive a ridosso del confine di Stato e lavora, ad esempio, in Svizzera (o viceversa). A meno che «siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al virus», ha aggiunto Borrelli.

Nelle province di Milano, Monza e Brianza e Lodi, per volere dell’Assolombarda, gli autisti impegnati nel trasporto merci non potranno scendere dai mezzi e dovranno indossare mascherine e guanti monouso. Nel caso in cui il carico o lo scarico richieda la discesa dal mezzo, l’autista deve mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro rispetto alle altre persone e la documentazione del trasporto verrò consegnata per via telematica.

Ad Alessandria, infine, la prefettura ha chiesto alle aziende di consegnare ai dipendenti un documento o un’attestazione che certifichi il rapporto di lavoro, in modo da agevolare i controlli alle forze dell’ordine.



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