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Quando il creditore può ottenere la revoca degli atti del debitore?

14 Marzo 2020
Quando il creditore può ottenere la revoca degli atti del debitore?

Probabilmente la Corte dei Conti mi condannerà per una mia responsabilità in qualità di direttore dei lavori nell’ambito di un appalto pubblico.

Che rischi corro se vendo o dono o conferisco in fondo patrimoniale i miei immobili?

Tenga innanzitutto conto che il pubblico ministero, anche prima dell’avvio di un’eventuale giudizio a Suo carico dinanzi alla Corte dei Conti, può chiedere ed ottenere dal giudice il sequestro preventivo dei beni mobili ed immobili del presunto responsabile.

Ottenuta, poi, eventuale sentenza dalla Corte dei Conti che stabilisca la sua responsabilità erariale con conseguente sua condanna, il pubblico ministero potrà avviare le ordinarie azioni esecutive a carico del condannato (ivi compresa l’espropriazione dei beni immobili del debitore con relativo pignoramento).

Fatta questa premessa, se lei vendesse, donasse, conferisse i suoi immobili in fondo patrimoniale o in un trust, il creditore avrebbe sempre la possibilità di agire con azione revocatoria (ai sensi degli articoli 2901 e seguenti del Codice civile) chiedendo al giudice di dichiarare inefficace nei suoi confronti la vendita, la donazione, il conferimento in fondo patrimoniale o in un trust in presenza delle seguenti condizioni:

  • se tali atti fossero tali da recare pregiudizio alle sue ragioni (in sostanza se con la vendita o con la donazione di quegli immobili lei rendesse più incerto o difficile per il creditore soddisfarsi sul suo patrimonio);
  • se dimostrasse che il debitore (cioè Lei) conoscesse il danno che l’atto (vendita, donazione ecc.) arrecava alle sue ragioni creditorie;
  • se dimostrasse (nel solo caso di atti onerosi come la vendita) che l’acquirente del bene fosse consapevole del pregiudizio che l’atto arrecava al creditore.

Valuti che, per poter esercitare l’azione revocatoria, è sufficiente che, in un caso come il suo, il credito dell’Erario nei suoi confronti sia anche semplicemente un credito eventuale (cosiddetto credito litigioso) non ancora accertato con sentenza.

Ciò che voglio dire è che l’azione revocatoria della Procura della Corte dei Conti contro la vendita o la donazione o il conferimento in trust o in fondo patrimoniale dei suoi immobili, potrebbe essere avviata (in presenza degli altri presupposti sopra descritti) anche nel caso in cui non ci fosse ancora a favore dell’Amministrazione un credito certo, liquido ed esigibile, cioè anche se non ci fosse ancora una sentenza che avesse accertato la sua responsabilità e che la condannasse a risarcire l’Amministrazione; alla Procura della Corte dei Conti basterebbe invece, per poter agire con azione revocatoria, anche soltanto aver avviato a suo carico le indagini con la formulazione di un invito a dedurre nei suoi confronti (in questo senso si è espressa la I sezione Centrale della Corte dei Conti con sentenza n. 913 del 2013).

In definitiva, se lei realizzasse una vendita, o una donazione o un conferimento in fondo patrimoniale o in un trust dei suoi immobili e:

  • questi atti fossero idonei a recare un danno al creditore (cioè a rendere più incerto o difficile per il creditore soddisfarsi sul Suo patrimonio; preciso che, secondo l’insegnamento della Cassazione contenuto in sentenza n. 1.902 del 3 febbraio 2015, toccherebbe al debitore, cioè a lei, dimostrare che l’atto non rende in alcuna maniera più difficile ed incerto per il creditore realizzare il proprio credito) e
  • il creditore dimostrasse che lei conosceva il danno che l’atto gli arrecava e (nel solo caso di atti onerosi come la vendita) che l’acquirente del bene fosse consapevole del pregiudizio che l’atto arrecava al creditore e
  • il credito, al momento dell’atto da lei realizzato (vendita, donazione, ecc.), fosse già esistente (basta che la Procura della Corte dei Conti, al momento dell’atto di disposizione da lei compiuto, abbia già avviato le indagini a suo carico),

in presenza di questi presupposti, la Procura della Corte dei Conti potrebbe agire con azione revocatoria ai suoi danni per far dichiarare inefficaci gli atti da lei compiuti e potersi così rivalere sugli immobili anche nei confronti di chi, nel frattempo, li avesse da lei acquistati o anche se fossero confluiti in un fondo patrimoniale o in un trust.

Preciso, infine, che l’azione revocatoria può essere avviata entro il termine di cinque anni che decorrono da quando all’atto (vendita, donazione, conferimento in fondo patrimoniale o in trust) viene data pubblicità ai terzi (cioè dalla data di trascrizione nei registri immobiliari o dalla data di annotazione della costituzione del fondo patrimoniale nei registri dello stato civile: così, sentenza della Corte di Cassazione n. 1.210 del 19 gennaio 2007).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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