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Azione revocatoria: interruzione della prescrizione

14 Marzo 2020
Azione revocatoria: interruzione della prescrizione

Ai sensi dell’art. 2903c.c. l’azione revocatoria si prescrive in 5 anni. Qualora l’azione sia stata però poi respinta dal tribunale un eventuale ricorso in appello da parte del creditore soccombente è ormai fuori tempo o con la precedente azione pur non giunta a buon fine, i termini di prescrizione si debbono considerare interrotti? Averemmo poi certezza dei diritti e della circolazione dei beni in oggetto? Si potrà ottenere la cancellazione della trascrizione nei publici registri relativamente agli immobili oggetto di revocatoria?

Partiamo dal principio: ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge. La prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.

L’articolo da prendere come riferimento è il 2943 del codice civile, secondo cui la prescrizione è interrotta dalla notificazione dell’atto con il quale si inizia un giudizio, sia questo di cognizione, ovvero conservativo o esecutivo. La prescrizione è, inoltre, interrotta da ogni altro atto che valga a costituire in mora il debitore e dall’atto notificato con il quale una parte, in presenza di compromesso o clausola compromissoria, dichiara la propria intenzione di promuovere un procedimento.

In questo caso, la prescrizione inizierà a decorrere nuovamente da quando è passata in giudicato la sentenza che ha definito il giudizio (nel senso che non è stata appellata).

Nel Suo caso, essendo ancora possibile proporre appello, il termine di prescrizione è rimasto interrotto e, quindi, l’azione revocatoria non si è assolutamente prescritta.

Con riguardo alla tutela per il tempo passato, il legislatore, all’art.2903 del codice civile, ha previsto che il creditore, ottenuta la dichiarazione di inefficacia, può promuovere nei confronti dei terzi acquirenti le azioni esecutive, o conservative, sui beni che formano oggetto dell’atto impugnato.

Questo significa che una volta ottenuta la revoca dell’atto di vendita immobiliare, l’attore potrà recuperare coattivamente l’immobile nei confronti del terzo che, nel mentre, ne abbia a sua volta acquistato il valore. In quel caso, il terzo non potrà fare altro che prendere atto della revocatoria e, successivamente, rivalersi nei confronti del venditore, chiedendo indietro le somme pagate per l’acquisto, oltre ad un eventuale risarcimento del danno.

Ovviamente, una volta ottenuta la sentenza favorevole di revocatoria dell’atto lesivo di trasferimento dell’immobile, si potrà ottenere la cancellazione della trascrizione in conservatoria e il bene immobile ritornerà nella sfera del precedente proprietario, con la possibilità di poterne disporre liberamente.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla


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