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Posso vendere un veicolo con fermo amministrativo?

9 Marzo 2020
Posso vendere un veicolo con fermo amministrativo?

Ganasce fiscali per mancato pagamento di cartella esattoriale: si può intestare l’auto a un’altra persona?

Si può vendere un’auto con fermo amministrativo? Immagina di aver ricevuto una cartella esattoriale da parte dell’agente della riscossione. Non avendo pagato l’importo che ti è stato richiesto, hai poi ricevuto un ulteriore avvertimento: ti vengono dati altri 30 giorni di tempo per saldare il dovuto, altrimenti verrà iscritto un fermo sulla tua unica auto. Senonché, neanche ora hai i soldi per adempiere. Mediti quindi sulla possibilità di intestare l’auto a un’altra persona o, addirittura, di venderla. Ma cosa succederebbe se, nel frattempo, il fermo dovesse essere iscritto? Ti chiedi: posso vendere un veicolo con fermo amministrativo? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Fermo amministrativo: divieti

Un’auto con il fermo amministrativo non può essere né utilizzata, né rottamata. Chi viene colto a circolare con il fermo rischia una sanzione amministrativa tra un minimo di 731 euro e un massimo di 2.928 euro. È prevista anche la definitiva confisca del veicolo anche se tale misura viene raramente attuata. 

Poiché l’auto non può circolare non è necessario munirla di assicurazione a meno che il veicolo non venga lasciato parcheggiato in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Nel qual caso la rc-auto va rinnovata. Non, invece, se la macchina resta chiusa nel cortile condominiale o in garage.

Per quanto, invece, riguarda il bollo auto, tutto dipende dalla Regione: l’ente locale può, infatti, prevedere l’esenzione dall’imposta per i veicoli sottoposti a fermo. 

Auto con fermo: si può vendere?

Il fermo amministrativo non impedisce i passaggi di proprietà del veicolo. Quindi, l’auto con il fermo può essere tanto oggetto di donazione quanto di vendita. Chiaramente, il passaggio di proprietà determinerà il trasferimento del divieto di circolazione in capo al nuovo proprietario. Questi, infatti, fino a quando il venditore non avrà saldato il proprio debito, non potrà utilizzare l’auto.

Se l’acquirente non è stato messo a conoscenza dell’esistenza del fermo, può chiedere la risoluzione del contratto ossia la restituzione delle somme già versate restituendo il veicolo. Per ottenere la risoluzione del contratto è tuttavia necessario rivolgersi al giudice civile intentando una causa contro il venditore. 

In alternativa allo scioglimento del contratto, l’acquirente può chiedere – a sua insindacabile scelta – la riduzione del prezzo di vendita che, pertanto, se già versato, andrà in parte restituito. Anche in questo caso, in assenza di accordo con il venditore, bisognerà ricorrere al giudice in un ordinario giudizio rivolto a far accertare l’inadempimento contrattuale.

Se il venditore ha fatto di tutto per nascondere il vincolo, il suo comportamento potrebbe integrare gli estremi della truffa e pertanto potrebbe essere passibile di querela alla polizia o ai carabinieri.

L’acquirente che compra l’auto col fermo può liberare il mezzo da tale vincolo accollandosi il debito del venditore e quindi estinguendo la cartella esattoriale per conto di questi. 

Per tornare a circolare è possibile pagare la cartella anche a rate: la dilazione a 72 rate consente infatti la sospensione del fermo già dopo il versamento della prima rata. È tuttavia solo con l’ultima rata che viene definitivamente cancellato il fermo. A tal fine, è necessario che il contribuente, dopo aver chiesto la rateazione, presenti all’agente della riscossione la ricevuta della prima rata a fronte della quale gli verrà consegnata una quietanza. Quest’ultima va depositata al Pra affinché disponga la sospensione del fermo amministrativo.

Come contestare il fermo amministrativo 

Potrebbe avvenire che neanche il venditore sia al corrente del fermo, magari perché non gli è stato mai notificato il preavviso nei 30 giorni prima – così come imposto dalla legge – o la stessa cartella esattoriale. In tale ipotesi, l’onere di presentare ricorso spetta sempre al venditore e non all’acquirente, il quale comunque vanta pur sempre il diritto di richiedere la risoluzione del contratto se il primo non dovesse attivarsi spontaneamente per far cancellare la misura restrittiva. Quindi, l’annullamento del contratto può essere richiesto anche quando il venditore non era consapevole delle “ganasce fiscali”.

L’impugnazione del fermo per difetto di notifica del preavviso può essere presentata in qualsiasi momento. Invece, se l’automobilista ha ricevuto correttamente la notifica del preavviso ma non anche quella della precedente cartella, il termine per fare ricorso è di 30 giorni dal preavviso. 

Demolizione auto con fermo amministrativo 

Finché il fermo è iscritto al Pra, il proprietario non può procedere alla rottamazione del veicolo. Per cui l’unico modo di disfarsi del mezzo è quello di saldare il debito. Il demolitore rifiuterà la richiesta di rottamazione del mezzo e, dal canto suo, il Pra non potrà procedere alla radiazione dell’auto sottoposta a fermo.



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