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Crolla la Borsa: è panico

9 Marzo 2020
Crolla la Borsa: è panico

Piazza Affari cola a picco: -10%, la peggiore tra le Borse europee. Sotto pressione i titoli petroliferi.

Quotazioni in picchiata da stamattina alla Borsa di Milano che ora a metà seduta arriva a perdere oltre il 10%, con punte maggiori per i titoli petroliferi come Eni e Saipem.

Il tonfo dei petroliferi è determinato dalla “guerra del petrolio” che scaturisce dallo scontro fra Arabia Saudita e Russia sui possibili tagli alla produzione e che sta portando al crollo del prezzo di questa materia prima.

Ma il fenomeno è generalizzato e “tutti vendono tutto”. Quando riescono, perché molti titoli “non fanno prezzo”, cioè non riescono a stabilire una quotazione; così nel corso della seduta è scattata una raffica di sospensioni temporanee dalla contrattazione per Azimut, Banco Bpm, Cnh Industrial, Fca, Leonardo, Mediobanca, Moncler, Prysmian, Saipem, Tenaris e Unicredit.

L’ondata di vendite si è scatenata fin dai primi istanti di contrattazione e si è scaricata su tutti i comparti senza eccezione, coinvolgendo anche le utility, che di solito rimangono immuni dai cali improvvisi. Quello di oggi è il crollo peggiore dai tempi del referendum sulla Brexit, nel 2016.

Così le quotazioni sprofondano ai livelli di dicembre 2018, bruciando 14 mesi di guadagni. Ma cala anche il prezzo di scambio dell’oro, che perde mezzo punto percentuale a 1.666 dollari l’oncia. Intanto lo spread è schizzato a oltre 215 punti e così soffrono anche i nostri titoli di Stato.

Piazza Affari guida la tornata negativa che avvolge tutte le Borse europee. L’ondata dei ribassi colpisce anche la Germania, che perde il 6%. Cali analoghi anche a Londra e Parigi. Anche l’apertura di Wall Street si annuncia in forte calo, per come riporta l’agenzia stampa Adnkronos.

Questa è la nostra “ora più buia”. Ma ce la faremo”, dice il premier Giuseppe Conte su Instagram.

Reagisce l’opposizione: “Si sta concretizzando il tracollo della Borsa che avevamo purtroppo temuto. Avevamo chiesto al Governo di
valutare la chiusura temporanea della Borsa o quantomeno di vietare le vendite allo scoperto. Invece nulla è stato fatto, come nulla è stato fatto finora sul piano economico”, scrive su Facebook Giorgia Meloni.

Intanto si impenna il Vix, l’indice “della paura” che tecnicamente stima la volatilità implicita delle opzioni, sia call che put, sull’S&P500 di Wall Street, che raccoglie le più grandi 500 società del mondo per capitalizzazione: oggi registra un balzo improvviso del 32,2%, spinto dall’incertezza scatenata sui mercati dal crollo del prezzo del greggio e dal diffondersi dell’epidemia di coronavirus.

Leggi anche Coronavirus: quanto possono reggere le Borse?


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