Cronaca | News

Il dubbio del New York Times sugli “italiani furbi”

9 Marzo 2020 | Autore:
Il dubbio del New York Times sugli “italiani furbi”

Una delle più autorevoli testate americane si chiede se il Bel Paese “saprà rispettare le regole” per contenere l’epidemia di Coronavirus. È polemica.

Sulle colonne del prestigioso New York Times, edizione online, stamattina è comparso un articolo ora introvabile integro nella sua formulazione originaria. Il titolo, nella parte poi cancellata e modificata, recitava più o meno così: “Nel primo giorno di ampio blocco nasce un dibattito: gli italiani sanno rispettare le regole?“. La domanda sorgeva spontanea, a detta del Nyt, dopo la grande fuga da Milano, prima che entrassero in vigore i divieti di spostamento dalle zone rosse.

“Molti – si legge nell’articolo – fra cui Conte, hanno fatto appello agli italiani affinché respingessero la loro tendenza alla ‘furbizia’, parola italiana per il tipo di astuzia o intelligenza utilizzata per arginare burocrazia e leggi scomode”. Secondo il quotidiano americano “è un tratto di carattere generale attribuito agli italiani, spesso da altri italiani. Domenica scorsa, però, sembrava che i viaggiatori si precipitassero sui treni fuori dalla Lombardia prima che il decreto entrasse in vigore nel pomeriggio e mentre esperti sanitari e funzionari imploravano il pubblico di rispettare la legge e agire in modo responsabile”.

Il contrario della furbizia o comunque dell’intelligenza, insomma, anche se il Nyt si guarda bene dal dirlo apertamente. La replica italiana non si è fatta attendere ed è partita dal Corriere della Sera. “Cari americani, noi non siamo stupidi“, titola Antonio Polito, con un’ammenda su certi comportamenti effettivamente irresponsabili e lontani dal buonsenso: “È vero che abbiamo commesso errori. Ma è anche vero che nessuno in Occidente ha finora conosciuto come noi la gravità e la diffusione di questa epidemia”. Ergo: un po’ di solidarietà non guasterebbe. E la solidarietà non contempla domande fuori luogo come quella della testata statunitense.

“Sarebbe un po’ come se il Corriere della Sera si chiedesse se gli americani saranno in grado di dimagrire – osserva Polito – smettendola di mangiare cibi grassi e di bere bevande zuccherate, per evitare infarti e diabete. La risposta, in entrambi i casi, è: dipende“. La responsabilità, infatti – e non solo quella penale, come prevede la Costituzione italiana -, quanto a limitare i contagi da Covid, è innanzitutto personale prima ancora che nazionale. Più che mai nel caso di un’epidemia che ci costringe tutti in prima linea a blindarci e a barattare un po’ della nostra libertà con la protezione dal morbo.

Polito rassicura il popolo di Trump: “La ‘furbizia’, di cui ci sospetta il New York Times, consiste anche nel capire quando il proprio vantaggio personale coincide con quello pubblico… E degli italiani tutto si può dire, tranne che siano stupidi“.



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