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Come fare per andare a vivere in Portogallo

8 Maggio 2020 | Autore:
Come fare per andare a vivere in Portogallo

Il Portogallo si classifica ai primi posti tra i Paesi europei scelti dagli italiani per trasferirsi all’estero. Qual è la documentazione occorrente, quanto costa la vita, i luoghi dove soggiornare, i settori in cui trovare lavoro, i pro e i contro del trasferimento.

Il Portogallo rappresenta una delle mete dove sempre più italiani decidono di andare a vivere sia per ragioni di opportunità sia per scelta. Quello che attira i nostri connazionali sono un basso costo della vita e un regime fiscale assai favorevole oltre ad un clima mite durante tutto l’anno e alle bellezze paesaggistiche ed artistiche del Paese.

In particolare, negli ultimi tempi, si è registrato un aumento del numero dei pensionati italiani trasferitisi in Portogallo. La ragione di ciò è presto detta: tali soggetti possono beneficiare della detassazione della pensione, se ricorrono determinate condizioni, oltre a godere di un’assistenza sanitaria gratuita in strutture dallo standard qualitativo adeguato a quello degli altri Stati europei.

Molti giovani hanno deciso di emigrare in Portogallo in quanto in diversi settori ci sono possibilità di impiego nonostante la crisi economica che ha investito un po’ tutto il Paese. Tanto però, dipende dalle capacità del singolo. Più si è specializzati, qualificati e preparati, più semplice è trovare un lavoro ben pagato. Se, quindi, sei interessato a sapere come fare per andare a vivere in Portogallo, leggi questa piccola guida perché vi troverai tante informazioni utili sull’argomento.

Quali documenti occorrono per trasferirsi in Portogallo 

Innanzitutto, per chi volesse andare a vivere in Portogallo, è opportuno sapere qual è la documentazione necessaria per trasferirsi.

Trattandosi di un Paese membro dell’Unione Europea, occorre solo possedere la carta di identità mentre per lavorare non è richiesto alcun visto. Tuttavia dopo i primi 3 mesi è, invece, necessario:

  • segnalare la propria residenza al Servicio de estrangerios e fronteiras (Sef);
  • iscriversi all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) in Portogallo.

Per la registrazione al Sef non va presentato alcun documento specifico, essendo in possesso della cittadinanza europea ma serve solo comunicare la propria presenza nel Paese.

Per l’iscrizione all’Aire bisogna presentare la carta di identità, compilare un apposito modulo con i propri dati presso l’ufficio del Consolato italiano e dare la prova della nuova residenza.

In particolare, poi, chi decide di trasferirsi e vivere in Portogallo a lungo termine deve richiedere:

  1. il codice fiscale identificativo per stranieri (Nif), necessario per lavorare, firmare un contratto di locazione, pagare le tasse e versare i contributi. In tal caso bisogna recarsi presso gli sportelli dell’Autorità tributaria portoghese (Financas) oppure presso la Loja do cidadao, che raduna i principali uffici governativi portoghesi;
  2. il certificato di residenza, per il cui rilascio bisogna rivolgersi alla Junta di Freguesia, cioè all’ufficio comunale competente per il quartiere in cui si è scelto di vivere. E’ necessaria la presenza di due cittadini portoghesi che garantiscano per conto del soggetto che richiede tale certificato.

In più, l’interessato deve aprire un conto corrente. In proposito è consigliato rivolgersi a più banche al fine di trovare quella che propone condizioni più favorevoli per le proprie esigenze.

Per trasferirsi in Portogallo serve parlare il portoghese?

Per andare a vivere in Portogallo è importante avere almeno un’infarinatura di portoghese in quanto l’inglese non è molto diffuso. Ciò consente di relazionarsi con i locali fin dall’inizio e di interagire al fine di compiere l’iter burocratico necessario al trasferimento.

Perciò, è consigliato seguire un corso di lingua portoghese prima di partire dall’Italia oppure di frequentarne uno, una volta arrivati nel Paese.

Quanto costa vivere in Portogallo

Il costo della vita in Portogallo è aumentato negli ultimi anni, soprattutto nelle principali città, anche se rimane inferiore a quello dell’Italia e sotto la media europea. Con circa 1.000 euro al mese è possibile vivere senza troppi problemi ed arrivare a fine mese. Certo molto dipende dallo stile di vita che si conduce e dal posto dove si è deciso di stabilirsi.

In generale, il Nord del Paese è più economico del Sud così come vivere in un piccolo centro consente di risparmiare di più rispetto ad una grande città come Lisbona o Porto.

I prezzi del mercato immobiliare sono assai competitivi: acquistare un monolocale di buon livello costa all’incirca il 25% in meno rispetto ad uno di uguali dimensioni in Italia, soprattutto se situato in periferia.

Per affittare un appartamento, invece, sono necessari dai 300 euro ai 500 euro al mese, comprensivi delle spese di luce, acqua e gas.

Rispetto all’Italia si risparmia anche sulle spese di ogni giorno, in particolare per quelle alimentari, sui servizi, sui divertimenti e sulla benzina. In ordine alla prima, bisogna considerare all’incirca 300 euro al mese per due persone. Per mangiare al ristorante occorrono tra gli 8 euro e i 15 euro procapite, per un caffè al bar ci vogliono 0,70 euro mentre per un biglietto del cinema circa 5,50 euro.

I prodotti elettronici, i capi di abbigliamento e le automobili costano di meno che nel resto d’Europa e si risparmia pure per i trasporti. Un biglietto dell’autobus costa all’incirca 1,50 euro e 0,75/0,90 quello della metro. Per andare in treno da Lisbona a Porto servono più o meno 30 euro mentre in pullman 20 euro.

Anche per la benzina si spende meno che in Italia così come per il gasolio ed il metano.

In che luogo andare a vivere in Portogallo

La scelta del posto dove trasferirsi in Portogallo è molto soggettiva, dipendendo dalle aspettative di vita di chi lascia l’Italia.

Un fattore che certamente influisce sulla decisione è rappresentato dal clima. Per chi ama il sole ed il caldo è consigliato il Sud del Paese dove la vicinanza all’Africa assicura un clima subtropicale durante tutto l’anno. Nel Nord, invece, le temperature sono più miti in quanto l’influenza dell’oceano e la presenza delle montagne rendono il territorio soggetto ad abbondanti precipitazioni.

Nella scelta del luogo incide anche lo stile di vita che si intende tenere. Pertanto, per coloro che preferiscono ritmi più dinamici, sono consigliate Lisbona e Porto, modaiole e piene di movimento. Inoltre, da queste città partono collegamenti aerei diretti per l’Italia e le offerte dei voli sono più frequenti rispetto ad altre località. Poiché il costo della vita, però, potrebbe non essere in linea con le possibilità economiche di chi decide di trasferirvisi, è consigliato prendere in considerazione anche i dintorni o posti più piccoli. Ad esempio Vila Nova de Gaia, Amadora, Braga, Comibra, Almada, Setubal, Funchal e Queluz possono rappresentare una valida alternativa.

Se, invece, si desidera soggiornare in luoghi ancora più tranquilli, Aveiro e Vino do Castello sono due cittadine costiere affacciate sull’Atlantico interessanti da diversi punti di vista.

In generale, poi, in tutta la regione dell’Algarve ci sono tante località da prendere in considerazione per un eventuale trasferimento come ad esempio Faro, Lagos, Portimao, Albufeira, Villamoura. In questi posti, infatti, si è registrata la più alta concentrazione di pensionati italiani tanto che si può avere qualche difficoltà a trovare un appartamento in affitto annuale al giusto prezzo. I proprietari preferiscono affittare le case solo per la stagione estiva poiché il guadagno è maggiore (800/1.500 euro a settimana). Altri invece fittano case e appartamenti ad un prezzo inferiore durante i mesi che vanno da ottobre a giugno. 

Un’altra soluzione è rappresentata dall’isola di Madeira, molto gettonata, che gode di un clima tropicale tutto l’anno.

In quali settori trovare lavoro in Portogallo

Per chi si trasferisce in Portogallo per lavoro, i campi che offrono le maggiori opportunità sono quelli del turismo e della ristorazione soprattutto nelle località dell’Algarve e nelle grandi città come Lisbona e Porto. Altri settori interessanti sono quelli industriale, farmaceutico, agricolo, elettronico e petrolchimico. 

Una buona richiesta di lavoro è offerta dai campi dell’informatica, laddove si cercano programmatori, e delle telecomunicazioni come operatori di call center.

Dato il grande afflusso di pensionati vi sono opportunità lavorative anche per gli operatori socio-sanitari.

Tra i requisiti principali per vivere e lavorare in Portogallo c’è quello di parlare il portoghese.

Gli annunci di lavoro possono essere trovati nei seguenti portali:

  • Trabalhorapido;
  • Emprego.mitula;
  • Olx;
  • Workaway;
  • Jobbydoo.com.br.

Il punto di partenza per la ricerca del lavoro è certamente il centro per l’impiego (Centre de emprego Portugal), presente in quasi tutte le città, che fornisce informazioni sulle tipologie di lavori disponibili e su eventuali corsi professionali da seguire.

E’ possibile accedere anche al sito del centro per l’impiego che, ovviamente, è in portoghese ma è facilmente traducibile con l’aiuto di Google traslate. La particolarità della piattaforma consiste nella suddivisione tra le diverse aree del Paese tra cui selezionare il luogo più vicino a quello in cui si vorrebbe andare a vivere.

Il livello degli stipendi non è molto alto. Infatti, la paga media è di circa 800 euro mensili. Tuttavia, bisogna considerare che il costo della vita è inferiore rispetto a quello italiano.

Come aprire un’attività in Portogallo

Per chi vuole aprire un’attività in Portogallo i settori consigliati sono quelli legati alla ristorazione, al turismo e al commercio. Oltre a numerosi vantaggi fiscali il Paese offre incentivi per avviare nuove imprese, molti dei quali sostenuti da fondi comunitari.

Anche in questo caso, è di fondamentale importanza avere una buona conoscenza della lingua portoghese soprattutto per sbrigare tutte le pratiche burocratiche.

Come vivere da pensionati in Portogallo

Il governo portoghese applica un regime fiscale vantaggioso per i pensionati italiani che si sono già trasferiti o che si trasferiranno nel Paese entro la fine dell’anno di imposta 2020, per i quali è prevista la detassazione degli assegni pensionistici. Pertanto, sulla pensione lorda che viene accreditata dall’Inps, non vengono applicate tasse come previsto dagli accordi bilaterali intercorsi tra l’Italia ed il Portogallo.

La detassazione ha durata di 10 anni ma per ottenere questo vantaggio fiscale è necessario che il pensionato prenda la residenza di non abituale nel Paese, trascorrendovi almeno 183 giorni all’anno, anche non continuativi. Deve, quindi, sottoscrivere un contratto di affitto e registrarlo a proprio nome e presentare qualche fattura di beni acquistati che riporti il codice fiscale (Nif).

Il vantaggio è evidente: la pensione che in Italia è lorda qui diventa netta. Perciò, chi percepisce 1.000 euro di pensione lorda in Italia, può contare su l’intera somma in Portogallo in quanto non verrà tassata. Se poi, si aggiunge il minore costo della vita, il vantaggio raddoppia.

Tuttavia, il regime fiscale sopra descritto è destinato a cambiare. Infatti, nel mese di febbraio ultimo scorso il parlamento portoghese ha approvato il disegno di legge del bilancio per il 2020, che include l’introduzione di un’aliquota fiscale del 10% d’imposta sulle pensioni dei residenti stranieri non abituali. Questa nuova aliquota che sostituirà l’esenzione totale dalle tasse, non varrà per i pensionati che sono già iscritti come non residenti abituali, quelli la cui domanda di iscrizione è già stata presentata ed è in attesa di esame e quelli che alla data di entrata in vigore della legge sono considerati residenti ai fini fiscali e richiedono l’iscrizione come non residenti abituali fino al 31 marzo 2020 o 2021, in quanto soddisfano le rispettive condizioni nel 2019 e nel 2020. 

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di andare a vivere in Portogallo

Oltre alle agevolazioni fiscali ed al clima favorevole di cui si è già detto un precedenza, gli altri vantaggi di trasferirsi in Portogallo sono dati da:

  • sicurezza e tranquillità: il Portogallo è stimato come una delle zone più sicure della terra con poca criminalità e ridottissime allerte internazionali tanto che Lisbona nel 2018, è stata dichiarata la città dove si vive meglio al mondo;
  • sistema sanitario efficiente. Tuttavia, l’assistenza sanitaria portoghese è diversa da quella italiana. Il servizio è sempre pubblico ma funziona in maniera indiretta. Chi usufruisce di una prestazione medica deve pagarla e poi, chiedere alla cassa sanitaria, il rimborso che viene restituito in base al reddito. Per i ricoveri vanno pagati i ticket, i quali sono coperti dalle spese nazionali;
  • lingua parlata, che è per certi aspetti, simile all’italiano anche se per alcuni può risultare difficile pronunciare alcune parole.

Tra gli svantaggi che può presentare un trasferimento in Portogallo vanno menzionati:

  • il tasso di disoccupazione, comunque alto, nonostante il Paese si stia sforzando di uscire dalla crisi economica;
  • la burocrazia, davvero macchinosa, e con iter e tempi lunghissimi.


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