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Pensione anticipata in totalizzazione

9 Maggio 2020 | Autore:
Pensione anticipata in totalizzazione

Raggiungimento dei requisiti pensionistici attraverso la somma gratuita dei contributi accreditati in casse diverse.

La totalizzazione [1] è uno strumento che consente di sommare gratuitamente la contribuzione accreditata presso diverse gestioni di previdenza per raggiungere la pensione.

Lo strumento, negli ultimi tempi, è poco utilizzato a causa dell’operatività del cumulo [2], un’altra modalità per sommare senza costi i contributi accreditati presso casse diverse: il cumulo, presso la generalità delle gestioni amministrate dall’Inps, non obbliga al ricalcolo contributivo del trattamento, mentre la totalizzazione comporta normalmente questo svantaggio. Non molti sanno, però, che la totalizzazione non obbliga al ricalcolo contributivo, in diverse ipotesi in cui l’interessato raggiunga il diritto ad autonoma pensione.

Inoltre, attraverso la totalizzazione si può ottenere la pensione di anzianità con soli 41 anni di contributi. Facciamo allora il punto sulla pensione anticipata in totalizzazione: chi può ottenere il trattamento, quali sono i requisiti richiesti nel dettaglio, quali contributi si possono sommare.

Analizziamo anche quali sono gli aspetti che possono rendere la totalizzazione maggiormente conveniente rispetto ad altre modalità di riunione dei versamenti.

Quali contributi si possono sommare con la totalizzazione?

Attraverso la totalizzazione possono essere sommati tutti i contributi accreditati presso le seguenti gestioni:

  • Assicurazione generale obbligatoria (Ago), che comprende il Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld) e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, agricoli);
  • Fondi sostitutivi dell’Ago (ex Fondo Elettrici, Telefonici, ex Enpals, Fondo Volo, Inpgi…);
  • Fondi esclusivi dell’Ago (regime ex INPDAP: Cassa Stato, Cpdel, Cpi, Cpug, Cps; Poste, Fs);
  • Gestione Separata Inps;
  • Gestioni di previdenza dei liberi professionisti;
  • Fondo Clero.

È possibile sommare i contributi:

  • obbligatori;
  • volontari;
  • figurativi;
  • da riscatto/ricongiunzione.

Quali condizioni per richiedere la totalizzazione?

La totalizzazione:

  • deve riguardare tutti i contributi presenti nelle gestioni in cui l’assicurato è o è stato iscritto: non è consentita la totalizzazione parziale;
  • non è fruibile da una persona già titolare di una pensione autonoma erogata da una delle gestioni d’iscrizione, anche se si vogliono sommare dei periodi contributivi maturati in casse diverse da quella in cui sia stata già liquidata una prestazione a favore del pensionato;
  • si può richiedere se in una gestione si ha diritto ad un’autonoma pensione, purché non ancora liquidata;
  • si può richiedere se si fruisce di una pensione ai superstiti;
  • si può richiedere se si fruisce di una pensione erogata da un fondo diverso dalle gestioni potenzialmente coinvolte nella totalizzazione, o una prestazione estera;
  • non è consentita se l’interessato ha richiesto e accettato la ricongiunzione dei contributi, cioè se ha già effettuato il pagamento della prima rata oppure l’intero pagamento dell’onere di ricongiunzione.

Quali sono i requisiti per la pensione anticipata in totalizzazione?

La pensione anticipata in totalizzazione, o più precisamente la pensione di anzianità, si ottiene se l’interessato, tra tutte le gestioni, possiede almeno 41 anni di contributi, contando i periodi non coincidenti.

Sono esclusi dalla contribuzione utile al diritto i contributi figurativi per malattia o disoccupazione, che sono comunque utili per l’ammontare della pensione.

A partire dalla maturazione dei requisiti, l’interessato, per la liquidazione, deve attendere un periodo di finestra pari a 21 mesi.

Calcolo della pensione

Il calcolo della pensione anticipata in totalizzazione, presso le gestioni amministrate dall’Inps, è integralmente contributivo (qui la Guida al calcolo contributivo della pensione).

Il calcolo è, però, retributivo/misto se il lavoratore risulta iscritto presso una delle gestioni di previdenza pubbliche prima del 1996 ed ha già raggiunto in una di tali gestioni i requisiti minimi per il conseguimento del diritto a un’autonoma pensione [3].

Presso le casse dei liberi professionisti privatizzate, è utilizzato il sistema di calcolo contributivo, ma con alcune particolarità:

  • ai fini della determinazione del montante contributivo si considerano i contributi soggettivi versati dall’iscritto, entro il tetto reddituale, se previsto; si considerano anche i contributi da riscatto, sono esclusi i contributi integrativi e di solidarietà;
  • il tasso di capitalizzazione del montante contributivo è determinato in base alle regole di cui del decreto sulla totalizzazione [4];
  • il coefficiente di trasformazione da utilizzare è quello indicato nella tabella A della legge Dini;
  • la quota di pensione annua viene maggiorata in proporzione all’anzianità contributiva maturata presso l’ente di categoria, applicando una relazione matematica.

I parametri di calcolo possono variare ed essere armonizzati, in caso di sostanziali modifiche dei sistemi previdenziali dei singoli enti, deliberate dagli enti e approvate dai Ministeri vigilanti.

Presso le casse dei liberi professionisti è, tuttavia, possibile utilizzare il sistema di calcolo della pensione previsto dall’ordinamento della singola gestione, se il requisito contributivo maturato nella gestione pensionistica è uguale o superiore a quello minimo richiesto per il conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia.

Per quanto riguarda le casse private (non le casse privatizzate) dei liberi professionisti, ad esempio la cassa degli psicologi, degli agronomi, si utilizza il sistema di calcolo vigente nel singolo ordinamento, che è normalmente quello contributivo.

Come si sommano i contributi?

I periodi di iscrizione nelle varie gestioni si convertono, ai fini della totalizzazione, nell’unità di tempo prevista da ciascuna gestione sulla base dei seguenti parametri:

  • 6 giorni equivalgono ad una settimana e viceversa;
  • 26 giorni equivalgono ad un mese e viceversa;
  • 78 giorni equivalgono ad un trimestre e viceversa;
  • 312 giorni equivalgono ad un anno e viceversa.

note

[1] D.lgs. 42/2006.

[2] Art.1, co. 239 e ss., L. 228/2012.

[3] Informativa Inps 3.4.2017.

[4] Art.4, co.3, lett b) D.lgs. 42/2006.


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