Coronavirus: quando posso uscire di casa?

11 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: quando posso uscire di casa?

Tutta l’Italia è in quarantena. Cosa potranno e cosa non potranno fare gli italiani fino al 3 aprile 2020.

Tutta l’Italia è zona rossa. Ad annunciarlo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la conferenza stampa trasmessa in diretta Facebook e televisiva. Il 9 marzo il premier aveva firmato il provvedimento denominato “Io resto a casa” che estendeva le misure di cui all’art. 1 del Dpcm 8 marzo 2020 a tutto il territorio nazionale.

La “decisione giusta oggi è restare a casa” raccomanda Conte, scandendo bene le parole. “Ognuno dovrà fare la propria parte”, sottolinea. Inoltre, il premier spiega che tutti gli spostamenti dal 10 marzo fino al 3 aprile saranno vietati se non per comprovate necessità in tutto il Paese, come fino ad ora era accaduto solo in Lombardia e nella 14 province focolaio di contagio del Covid-19 (leggi Coronavirus: il nuovo decreto e tutte le restrizioni).

Dalle parole del premier è emersa la grande preoccupazione per il peggioramento dell’attuale situazione. C’è il rischio che possa sfuggire di mano. Da qui, l’appello al buon senso degli italiani al fine di responsabilizzare tutti in uno dei momenti più difficili per il Paese. Rimarca anche l’importanza di estendere le regole a tutto il territorio nazionale. Ma le riflessioni di Conte non sono state focalizzate solo verso gli aspetti sanitari, ma anche verso quelli economici.

Ieri sera, 11 marzo, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm in cui sono contenute ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Ma andiamo ad analizzare in termini pratici come cambiarà la vita degli italiani. Scopriamo insieme cosa potremo e cosa non potremo fare fino al 3 aprile. Insomma, quali sono le regole da rispettare per contenere il contagio da Coronavirus? Procediamo con ordine.

Quale distanza devo tenere dagli altri?

Bisognerà mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di un metro ed evitare gli assembramenti.

Secondo un nuovo studio condotto dagli epidemiologi cinesi, pubblicato dalla rivista scientifica Practical Preventive Medicine e citato dal South China Morning Post, il Coronavirus potrebbe rimanere nell’aria per almeno trenta minuti e coprire una distanza di circa 4,5 metri in ambienti chiusi. Inoltre, lo studio specifica che il virus può rimanere sulle superfici per circa 2-3 giorni. In particolare, su vetro, metallo, plastica o carta. Da cosa dipende la resistenza del virus sulla superficie? Dalla temperatura di circa 37 gradi. In pratica, secondo le ultime ricerche, il rischio di contrarre il Coronavirus cresce notevolmente.

Che devo fare se ho la febbre?

Ai soggetti con febbre superiore a 37,5 gradi è raccomandato di rimanere a casa e di contattare il proprio medico curante. In caso di sintomi o dubbi, non bisogna recarsi al pronto soccorso o presso gli studi medici ma telefonare il medico di famiglia, il pediatra o la guardia medica. Oppure è possibile chiamare il numero verde regionale.

Per rispondere alle richieste di informazioni e sulle misure urgenti per il contenimento e la gestione del contagio del nuovo coronavirus in Italia, le Regioni hanno attivato i seguenti numeri:

  • Basilicata: 800 99 66 88;
  • Calabria: 800 76 76 76;
  • Campania: 800 90 96 99;
  • Emilia-Romagna: 800 033 033;
  • Friuli Venezia Giulia: 800 500 300;
  • Lazio: 800 11 88 00;
  • Lombardia: 800 89 45 45;
  • Marche: 800 93 66 77;
  • Piemonte: 800 19 20 20 attivo 24 ore su 24; 800 333 444 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20;
  • Provincia autonoma di Trento: 800 867 388;
  • Provincia autonoma di Bolzano: 800 751 751;
  • Puglia: 800 713 931;
  • Sardegna: 800 311 377;
  • Sicilia: 800 45 87 87;
  • Toscana: 800 55 60 60;
  • Umbria: 800 63 63 63;
  • Val d’Aosta: 800 122 121;
  • Veneto: 800 462 340.

Ecco altri numeri utili dedicati all’emergenza nuovo coronavirus:

  • nella Regione Abruzzo per l’emergenza sanitaria sono attivi i seguenti numeri: ASL n. 1 L’Aquila:118; ASL n. 2 Chieti-Lanciano-Vasto: 800 860 146; ASL n. 3 Pescara: 118 ; ASL n. 4 Teramo: 800 090 147
  • nella Regione Liguria è attivo il numero di emergenza coronavirus 112;
  • nella Regione Molise per informazioni o segnalazioni sono attivi i numeri:  0874 313000 e 0874 409000;
  • nel Comune di Piacenza per informazioni contattare il 0523 317979: attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13.

Ti ricordo che è possibile contattare anche il numero di pubblica utilità 1500 del ministero della Salute. In caso di emergenza, è possibile contattare il 112 oppure il 118 soltanto se strettamente necessario.

Coronavirus: per quali motivi posso uscire di casa?

Sull’intero territorio nazionale è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Gli unici spostamenti consentiti sono legati a motivi di salute; comprovate esigenze lavorative; situazioni di necessità; rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Tutti questi spostamenti devono essere giustificati attraverso un modello di autodichiarazione per gli spostamenti che bisognerà compilare (anche sul momento durante un eventuale controllo) e consegnare alle autorità.

Coronavirus: posso fare la spesa?

Si, ma non occorre che vada tutta la famiglia. I supermercati e i negozi di quartiere resteranno aperti (tranne sabato e domenica). Occorrerà rispettare le dovute misure precauzionali. I principali fornitori fanno sapere che le scorte sono in grado di sostenere il fabbisogno di questo periodo di quarantena.

Posso assistere i miei parenti anziani e non autosufficienti?

Si, si tratta di una situazione di necessità. Bada bene che gli anziani sono tra le categorie più a rischio contagio da Coronavirus, quindi occorre proteggerle adottando tutte le misure precauzionali del caso.

Posso uscire di casa per fare una passeggiata?

Il decreto non fa un chiaro riferimento a questa possibilità, ma possiamo dedurre che sia possibile fare una passeggiata nel rispetto delle misure di sicurezza prestabilite, vale a dire evitando gli assembramenti di persone e i contatti più ravvicinati, mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro.

Posso portare a spasso il mio cane?

Sì, puoi uscire con il tuo cane per le sue esigenze fisiologiche quotidiane e per eventuali controlli veterinari.

Posso fare sport all’aperto?

Il ministero chiarisce che «Lo sport e le attività motorie svolte negli spazi aperti sono ammessi nel rispetto della distanza interpersonale di un metro. In ogni caso bisogna evitare assembramenti».

Separazione o divorzio: posso andare a trovare i miei figli?

Sì, puoi raggiungere i tuoi figli minorenni presso l’altro genitore o l’affidatario; per condurli presso di te, sempre secondo le modalità stabilite dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio.

Coronavirus: per quali motivi non posso uscire di casa?

Il divieto assoluto di uscire dalla propria abitazione è rivolto a chi è sottoposto alla quarantena o è risultato positivo al virus. Inoltre, non puoi uscire di casa, se non per i motivi strettamente necessari indicati nel paragrafo precedente.

Posso andare a cena da amici o andare a trovare i parenti?

Non si tratta di uno spostamento necessario. L’intento di queste misure di sicurezza urgenti ed eccezionali è quello di evitare la diffusione del virus restando nella propria abitazione.

Coronavirus: posso andare in piscina o in palestra? 

No. Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi; discoteche; cinema; teatri; biblioteche. Chiusi anche gli
impianti sciistici.

Messe e altre funzioni religiose: si svolgeranno?

No. La Conferenza Episcopale Italiana ha sospeso tutte le messe nel Paese. Pertanto, per contenere il più possibile il rischio di contagio da Covid-19: niente celebrazioni civili, religiose, esequie funebri; né festive, né feriali, nemmeno rispettando la distanza di un metro. Almeno, fino al 3 aprile.

Ristoranti e bar resteranno aperti?

Le precedenti misure di cui all’art. 1 del Dpcm 8 marzo 2020 consentiva le attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00. Il gestore è tenuto a predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. In caso di violazione, è prevista la sanzione della sospensione dell’attività.

Ad oggi, con il Dpcm 11 marzo 2020, resteranno chiuse le attività di ristorazione e bar. Tuttavia, saranno consentite le attività di consegna a domicilio.

Consegna a domicilio: posso ordinare cibo e bevande?

Fino a ieri, la consegna a domicilio era consentita anche dopo le 18. Il limite orario (dalle 6.00 alle 18.00) era rivolto alle attività di ristorazione è riferito soltanto all’apertura al pubblico. Pertanto, l’attività poteva proseguire anche negli orari di chiusura al pubblico mediante le consegne a domicilio.

Ad oggi, con il Dpcm 11 marzo 2020, sebbene resteranno chiuse le attività di ristorazione e bar, saranno consentite le attività di consegna a domicilio.

Ovviamente, chi si occupa della consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una piattaforma – dovrà evitare contatti personali al momento della consegna di cibo e/o bevande.

Farmacie e parafarmacie resteranno aperte?

La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari. Anche in questi casi, il gestore è chiamato a garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e l’eventuale violazione è sanzionata con la sospensione dell’attività.

Centri estetici, parrucchieri e barbieri resteranno aperti?

Prima del Dpcm 11 marzo 2020, era possibile continuare a svolgere queste attività, prenotando gli appuntamenti e assicurando la turnazione dei clienti in modo da evitare il contatto ravvicinato e la presenza di clienti in attesa. Tutto il personale dovrà indossare guanti e mascherina.

Ad oggi, con il Dpcm 11 marzo 2020, le serrande dovranno rimanere abbassate.

Asili, scuole e università resteranno aperti?

No. Sono sospesi fino al 3 aprile tutti i servizi educativi e le attività didattiche in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master. Resta ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza.

Gli uffici pubblici resteranno aperti?

Sì, gli uffici pubblici rimarranno aperti su tutto il territorio nazionale. L’attività amministrativa sarà svolta regolarmente. Quasi tutti i servizi sono fruibili on line.

Competizioni sportive: si svolgeranno?

Si, è consentito soltanto lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati dagli organismi sportivi internazionali, all’interno degli impianti sportivi usati porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico.

Cosa rischio se non rispetto i divieti?

L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’epidemia da coronavirus un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale.

In sostituzione dei DPCM dell’1 e del 4 marzo 2020, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha emanato un nuovo decreto (l’8 marzo) in cui sono state stabilite le misure di contenimento dell’epidemia e in cui è richiamato espressamente l’articolo 650 del Codice penale. Articolo che punisce con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro chi viola i “provvedimenti legalmente dati dall’Autorità”, “salvo che il fatto costituisca più grave reato”. Cosa significa? Cosa rischia chi trasgredisce l’obbligo di quarantena? Se contagi altre persone dolosamente o colposamente, puoi incorrere nel reato di epidemia (punito con l’ergastolo) [1] e di delitto colposo contro la salute pubblica (punito con la reclusione fino a cinque anni) [2]. I danni alla salute possono essere sanzionati anche con il risarcimento di carattere patrimoniale.

Chi esce di casa senza giustificato motivo (ricordiamo che gli unici spostamenti consentiti sono per motivi di salute; comprovate esigenze lavorative; situazioni di necessità; rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza) può essere denunciato alle autorità di pubblica sicurezza.

Approfondimenti

Per maggiori informazioni sul nuovo Coronavirus, leggi i miei articoli:


note

[1] Art. 438 cod. pen.

[2] Art. 452 cod. pen.


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8 Commenti

  1. salve, domani ho una visita medica per idoneita’ sanitaria per un’assunzione, dato che è fuori zona posso andare? E se si come posso dimostrare l’appuntamento?
    grazie

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