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Posso vendere la macchina anche se non ho pagato il bollo auto?

10 Marzo 2020
Posso vendere la macchina anche se non ho pagato il bollo auto?

Chi deve pagare il bollo auto dopo l’atto di vendita? Cosa rischia l’acquirente e cosa il venditore?

Sta per scadere il termine per il pagamento del bollo auto. Tuttavia, quest’anno non hai intenzione di rinnovarlo. Hai, infatti, deciso di cambiare veicolo e di farlo a breve. Hai trovato un’offerta e non intendi lasciartela sfuggire. Nello stesso tempo, hai trovato chi comprerà la tua vecchia auto. Andrete in Comune e farete il passaggio di proprietà. 

A questo punto, ti chiedi: posso vendere la macchina anche se non ho pagato il bollo auto? Ecco cosa prevede, a riguardo, la normativa. 

Come vendere l’auto tra privati

Vendere una macchina di seconda mano tra privati è molto semplice. Non c’è bisogno più del notaio. Non è neanche necessario firmare un contratto, ben potendo il passaggio di proprietà avvenire verbalmente. È sufficiente redigere il cosiddetto atto di vendita che si trova, solitamente nel retro del certificato di proprietà (Cdp). Lì, bisogna indicare il nome del nuovo proprietario. Tale annotazione andrà autenticata da uno dei seguenti soggetti: uffici Aci, Motorizzazione, dipendente del Comune appositamente delegato, agenzie automobilistiche convenzionate. In tal modo, viene riportato il nome del nuovo proprietario sul libretto di circolazione. Bisogna, a tal fine, munirsi di una marca da bollo. 

Nei 60 giorni successivi, bisogna recarsi al Pra e richiedere la relativa trascrizione dell’atto. Quest’ultimo adempimento, soggetto ad una imposta, è di regola a carico dell’acquirente. 

Tutta l’operazione può essere delegata a un ufficio di pratiche auto.

Quando scade il bollo auto

Il bollo auto, come noto, va corrisposto una volta all’anno. Il termine ultimo è il mese successivo a quello di immatricolazione del veicolo.

In caso di mancato versamento del bollo auto, la macchina può ugualmente circolare: non si tratta, infatti, di una violazione del codice della strada ma di un inadempimento tributario. La polizia, quindi, non può fermare il conducente che non sia in regola con il bollo auto. Tuttavia, il contribuente-proprietario del mezzo riceverà (verosimilmente non prima dell’anno successivo) un avviso di accertamento da parte della Regione di appartenenza. Tale avviso gli darà 60 giorni di tempo per pagare. Dopodiché, l’atto diventa definitivo e non più impugnabile. 

Chi non versa le somme dovute per il bollo auto neanche a seguito della notifica dell’avviso di accertamento si vedrà notificare, negli anni a seguire, una cartella esattoriale. Di solito, a seguito di tale adempimento, ma non prima di 60 giorni, l’Agente della Riscossione mette in atto le procedure di riscossione coattiva. Il più delle volte, al mancato versamento del bollo auto consegue il fermo amministrativo, con il divieto di circolare. Questo non esclude, tuttavia, una contestuale procedura di esecuzione forzata come, ad esempio, il pignoramento del conto corrente o del quinto dello stipendio/pensione.

Si può vendere la macchina se non si è pagato il bollo auto?

L’omesso versamento del bollo auto non impedisce il trasferimento della proprietà della macchina. Difatti, l’obbligazione tributaria ricade solo su chi è proprietario del veicolo al momento della scadenza del pagamento. 

Le cose stanno, dunque, nel seguente modo:

  • per tutti i bolli auto scaduti prima della vendita del veicolo risponde solo il venditore;
  • per i bolli auto scaduti dopo la vendita, risponde solo l’acquirente. 

Quindi, anche dopo la cessione dell’auto, l’obbligo di corrispondere i vecchi bolli già scaduti resta unicamente in capo al cedente, mentre il cessionario è esonerato da qualsiasi responsabilità. 

Giovanni è proprietario di una macchina. Ad aprile 2020, scade il pagamento del bollo. La macchina viene venduta ad Aurelio a luglio del 2020. Per il bollo del 2020, l’unico debitore nei confronti della Regione resta Giovanni. Aurelio quindi non rischia alcun accertamento. 

Dunque, se anche l’acquirente dovesse accorgersi che, prima del trasferimento del veicolo, non è stata versata la tassa automobilistica, non ha alcun motivo di contestazione nei confronti del venditore, né può pretendere la risoluzione del contratto. Egli, infatti, non subisce alcuna conseguenza da tale inadempimento. 

Eventuali richieste di pagamento della Regione per la morosità del bollo auto lasciata dal venditore, rivolte erroneamente all’acquirente, potranno da questi essere contestate dimostrando la data effettiva del trasferimento della proprietà. 

A tal fine, bisogna contestare la richiesta entro 60 giorni dalla sua notifica. Si può procedere con un ricorso in autotutela, scrivendo direttamente alla Regione, tenendo tuttavia conto che tale ricorso non sospende i termini per rivolgersi al giudice; con la conseguenza che, in caso di mancata risposta o di diniego, bisognerà sempre esperire il ricorso giudiziale nei predetti 60 giorni dalla notifica. 

Ho venduto l’auto ma ho ricevuto la richiesta di pagamento del bollo: che fare?

Per stabilire con esattezza se le annualità del bollo auto sono dovute dal venditore o dall’acquirente si fa riferimento alla data di vendita risultante dal libretto di circolazione e non invece alla successiva trascrizione dell’atto al Pra. 

Potrebbe ben succedere che l’acquirente ometta di trascrivere il passaggio di proprietà al Pra nei 60 giorni come per legge. Stando così le cose, la Regione non è in grado di sapere della vendita e, quindi, continuerà a inviare la richiesta di pagamento del bollo al precedente proprietario. Quest’ultimo potrà opporsi dimostrando l’avvenuta vendita (leggi Quale prova della proprietà di un’auto?). Inoltre, per evitare che le richieste dell’amministrazione si ripetano anche negli anni successivi, il vecchio proprietario potrà far trascrivere la vendita a proprie spese presso il Pra o ricorrere al giudice di pace per far dichiarare la cosiddetta «perdita di possesso». Si tratta di una procedura molto rapida che potrebbe essere svolta anche senza avvocato ma che richiede la citazione in giudizio della controparte acquirente.



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4 Commenti

  1. Per effetto della loro iscrizione nei pubblici registri, i veicoli sono soggetti a prelievo fiscale secondo le disposizioni vigenti (cd. tassa automobilistica). Il cosiddetto bollo auto ha natura sostanziale di tributo ed è attribuito alla competenza delle Regioni. In particolare, si tratta di un tributo proprio derivato in quanto, sebbene la struttura essenziale della fattispecie rimanga riservata alla competenza del legislatore statale, le singole Regioni esercitano una potestà normativa relativamente alla disciplina dell’ammontare del tributo.Il prelievo fiscale trova giustificazione non in ragione della titolarità di un bene espressivo di ricchezza, quale appunto il veicolo, bensì in ragione del pubblico servizio implicitamente richiesto dal privato al momento dell’iscrizione del veicolo nel P.R.A. e ravvisabile nell’utilizzo delle strade. Pertanto, si può dire che il tributo non colpisce solo l’aspetto statico della titolarità bensì quello dinamico dell’utilizzo, il quale si presume a carico dell’utilizzatore.

  2. I termini di prescrizione del bollo auto sono da determinarsi di tre anni in tre anni, sia nel caso che sia stato notificato entro i termini, l’avviso di accertamento, e sia quando nei successivi tre anni sia stata notificata la cartella esattoriale, atto interruttivo della prescrizione. Il termine inizia a decorre dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento. Il dies a quo per il computo del periodo di prescrizione, per la cartella esattoriale, non può che decorrere dalla data di definitività dell’accertamento per mancata impugnazione, ossia dopo altri 3 anni dall’avviso e dopo 61 gg. consecutivi.

  3. Il provvedimento di preavviso di fermo amministrativo, qualora non siano stati impugnati i relativi avvisi di accertamento sui quali trova fondamento, trattandosi di atto autonomamente impugnabile, può essere gravato solo per vizi propri. Nella specie un contribuente ricorre contro il provvedimento di preavviso di fermo amministrativo per il mancato pagamento del bollo auto relativo a diverse annualità, contestando la mancata notifica dei relativi avvisi di accertamento quali atti prodromici.

  4. Il principio di carattere generale, secondo cui la scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito, ma non anche la c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c., si applica con riguardo a tutti gli atti di riscossione mediante ruolo e, pertanto, anche all’avviso di intimazione di pagamento di tassa automobilistica.

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