Diritto e Fisco | Articoli

Cane di taglia grande: è ammesso in condominio?

10 Marzo 2020
Cane di taglia grande: è ammesso in condominio?

Il regolamento di condominio può vietare al condomino di avere animali grossi come un labrador, un alano o un pastore tedesco?

Chi vuol comprare un cane da tenere in casa non deve più chiedere il permesso al condominio. Nessun regolamento può più vietare, dal 2012 in poi, di tenere animali da compagnia in casa. Salvo che… Già, c’è sempre un’eccezione. E a prevederla non è la legge ma l’interpretazione dei giudici che si è affermata subito dopo l’entrata in vigore della recente riforma del diritto condominiale. Di qui il dubbio: è ammesso in condominio un cane di taglia grande? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Cani in casa: quali divieti?

L’articolo 1138 del codice civile prevede il cosiddetto “divieto di vietare” animali in casa. Riportiamo l’estratto della norma che qui ci interessa: «Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici».

Come visto, la disposizione non distingue tra cani di grossa o piccola taglia. Il cane, di per sé, è un animale domestico anche se di grandi dimensioni. Per cui né l’amministratore né i vicini di casa potranno ostacolare il tuo sacrosanto diritto ad avere in casa un animale d’affezione. Come vedremo a breve, però, tale regola subisce un’eccezione.

Prima di stabilire, tuttavia, se è ammesso in condominio un cane di taglia grande, individuiamo subito i doveri che chi ha un quadrupede deve comunque rispettare per il bene e l’interesse anche dei vicini. 

Innanzitutto, ci sono gli schiamazzi: il cane ha diritto di abbaiare ma non di disturbare il vicinato. Sicché, il padrone deve fare in modo che il proprio fido compagno non molesti gli altri, specie durante la notte. Come? Portandolo, se del caso, a un centro di addestramento, evitando di lasciarlo troppo tempo solo o affamato, non infastidendolo e, quindi, prestandogli quelle amorevoli cure che sono necessarie per avere accanto a sé un animale sereno e non rumoroso.

La notte non si può lasciare il cane fuori dalla finestra, cosa che potrebbe pregiudicare il sonno del circondario. 

Quando il latrato del cane viene avvertito solo da qualche condomino (i più vicini all’appartamento incriminato) si può solo agire in via civile con un ordine del giudice di cessazione delle molestie e il risarcimento. Se però ad essere disturbate sono numerose famiglie scatta il reato di disturbo della quiete pubblica e la segnalazione alla polizia o ai carabinieri.

Il cane deve poi vivere in condizioni igieniche rigorose: gli escrementi vanno rimossi al più presto, sia che vengano lasciati sul terrazzo di casa che nel cortile condominiale. Diversamente, è possibile interessare l’Asl. Il proprietario del cane che faccia vivere l’animale in condizioni igieniche precarie può essere accusato di maltrattamento di animali e, in più rischia un’ulteriore incriminazione: quella di getto di cose pericolose (appunto, gli odori delle feci).

Il padrone deve tenere l’animale al guinzaglio quando lo porta in giro con sé negli spiazzi condominiali, in modo da non infastidire gli altri condomini. Deve avere la museruola se si tratta di un cane potenzialmente pericoloso, specie quando entra in ascensore. 

Si può vietare di tenere cani in casa?

Secondo la giurisprudenza, il regolamento condominiale che contenga il divieto di tenere cani in casa è valido solo se approvato all’unanimità ossia con il consenso di tutti i condomini, nessuno escluso.

Il regolamento viene approvato all’unanimità con due diverse modalità:

  • attraverso una delibera assembleare cui partecipino tutti i proprietari di appartamenti e/o garage;
  • attraverso l’accettazione del rogito di acquisto dell’immobile, cui è allegato il regolamento: in questo caso si ha un’accettazione del regolamento generalizzata anche se in momenti e circostanze tra loro differenti.

Soltanto un regolamento condominiale accettato all’unanimità (cosiddetto “regolamento contrattuale”) può superare il cosiddetto “divieto a vietare” previsto dal Codice civile e imporre l’allontanamento di un animale di compagnia all’interno di un appartamento. Insomma, è possibile derogare – ma solo con l’accordo di tutti – al diritto di detenere animali in casa, piccoli o grandi che siano.

A confermare questa visione è una recente sentenza del tribunale di Piacenza [1] che richiama un precedente della Cassazione [2]. A queste condizioni, il regolamento può anche limitarsi a vietare solo i cani di grossa taglia, ammettendo invece quelli più piccoli. 

In altre parole, il divieto di proibire la detenzione di animali in condominio vale solamente per i regolamenti votati a maggioranza dall’assemblea, ma non per quelli a natura contrattuale, ossia approvati all’unanimità della compagine o redatti dal costruttore dell’edificio, richiamati nei successivi rogiti di vendita e trascritti nei pubblici registri immobiliari.

Tale tesi che, da un lato trova conferma nei chiarimenti forniti dalla Commissione del Senato in sede di discussione del disegno di legge poi sfociato nella normativa di riforma. Dall’altro lato, è coerente con la posizione assunta dalla Cassazione con riguardo al regime precedente la riforma: «il divieto posto dalla norma in relazione ai regolamenti condominiali assembleari conferma un orientamento già maturato ed espresso dalla Suprema Corte in epoca immediatamente precedente la riforma del condominio (omissis) la stessa Corte già da tempo ammetteva – e quindi subordinava – la liceità della detenzione di animali domestici alla espressa previsione in un regolamento condominiale di natura contrattuale» [2].

Quali sono i cani di taglia grande?

Sono considerati cani di taglia grande le seguenti razze: akita, alano, barbone, boxer, dalmata, dobermann, golden retriever, labrador, mastino napoletano, pastore maremmano, pastore tedesco, pointer, rottweiler, rought collie, terranova, san bernardo, husky.


note

[1] Trib. Piacenza, sent. n.142 del 28.02.2020.

[2] Cass. sent. n. 21307/2016

[3] Cass. sent. n. 3705/2011.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. ASSURDO CHE ANCORA SI CONTINUA A DIFENDERE CANI E’ I LORO PADRONI,NONOSTANTE SI PARLA TANTO DI RESTARE IN CASA,PER PREVENIRE “CONTAGI”;TRATTASI DI VIGORE CHE SI PARLA DA SVARIATI GIORNI,DI CONSIGLIARE DI STARE IN CASA,IN ALCUNE ZONE,COME SI FANNO VEDERE TRAMITE TV,SI DISINFETTANO PRATI, SPIAZZALI, ECC.,ECC.,MENTRE SI DIFENDONO GLI ANIMALI,SI LASCIANO PORTARE A SPASSO PER FARE I LORO FISIOLOGICI BISOGNI,LASCIARE BAVE E PELI OVUNQUE,PER CUI,COSA SI DISINFETTA ? ?
    DA TANTI ANNI IN TANTI MI CHIEDONO,ED IO NON SO COME “ASSICURARLI” CHE SI STANNO PRENDENDO SERI PROVVEDIMENTI AFFINCHE’ TUTTI,RIBADISCO “TUTTI” RIFLETTONO SULLA SEMPLICISSIMA “LOGICA” CHE PER GLI ANIMALI SI DEBBONO CREARE STRUTTURE IDONEE LONTANO DAL CENTRO ABITATO,IN MODO CHE IN PAESE SI RESPIRI ARIA PURA,NON SI DEBBONO VEDERE ESCREMENTI CHE “CERTO,E’ LOGICO” HA SVARIATI FANNO VENIRE IL “VOLTASTOMACO” ECC.,ECC.,PER CUI,BISOGNA RIFLETTERE CHE GLI ANIMALI DEBBONO VIVERE IN CAMPAGNA,PER CUI,NEL LORO ABITAT NATURALE, DEBBONO DIVERTIRSI CON I LORO CONSIMILI,E’ DEBBONO ALIMENTARSI COME AI NOSTRI TEMPI.
    PER CUI,NON IN CASA O SUI TERRAZZI,E’ BUTTARE IN CASA E’ SUI TERRAZZI ALTRUI GLI ESCREMENTI DI CUI NON SI POSSONO TENERE NEANCHE LE PIANTICELLE DI BASILICO,PREZZEMOLO,O FIORI),INOLTRE,E’ NON DA MENO,ALCUNE VOLTE CI RITROVIAMO IN CASA ANCHE ALCUNE “PULCI”.
    PUO’ ESSERE CHE CON TANTI AMMINISTRATORI CHE SI “AUTO DEFINISCONO CHISSA’ CHI”,NON SONO A CONOSCENZA CHE GLI ANIMALI “NON” SI DEBBONO TENERE IN CASA ??
    PERCHE’ IN TANTI SAREMO “COSTRETTI”,VOLERE HO DOLERE A SUBIRE IL FETORE ED ESCREMENTI DEI LORO ANIMALI IN CASA E’ SUI TERRAZZI ??
    DI NOI UMILE E’ ONESTI CITTADINI ITALIANI SI RICORDANO SOLO IL PERIODO DELLE VOTAZIONI, MENTRE UN ATTIMO DOPO,PUR SE LI SALUTI;”MA CHI TI CHI CONOSCE !!
    E’ IL TEMPO,LO STOMACO,IL DENARO PER ACQUISTARE I “DISINFETTANTI” PER STARE PULITI IN CASA NOSTRA CHI C’E’ LI DA’ ??
    E’ PER QUALE MOTIVO DOBBIAMO RESPIRARE ARIA INQUINATA LASCIATA DAGLI ESCREMENTI DEGLI ANIMALI ALTRUI VISTO CHE “ANCORA” FINO ADESSO N SI E’ PRESO SERIO PROVVEDIMENTO COME IL PROVVEDIMENTO DI STARE A CASA PER IL BENE DI TUTTI OLTRE CHE PER L’ INTELLIGENZA ??
    PER CORTESIA NON GIUDICATEMI MALE POICHE’ DESIDERO COLLABORARE ATTIVAMENTE PER UN “MONDO IGIENICO E’ MIGLIORE”.
    ALCUNE VOLTE HO VISTO ARTICOLI DI CUI ALCUNI MEDICI CONSIGLIANO DI TENERE GLI ANIMALI FUORI DI CASA;E’ PERCHE’ TUTTI NO ADERIAMO ALLA “SEMPLICISSIMA LOGICA” ??
    CHIEDO SCUSA DEGLI EVENTUALI ERRORI GRAMMATICALI ED ORTOGRAFICI POICHE’ O FREQUENTATO SOLO LA IV E. PER ANOMALIE E’ CRUDELTA’ DI TERZI.
    OSSEQUI.
    IN FEDE CECILIA LOLIVA PINTO STUDENTE DETECTIVE

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube