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Conto corrente cointestato bloccato per successione

6 Aprile 2020
Conto corrente cointestato bloccato per successione

Cosa succede in caso di morte di uno dei contitolari?

Supponiamo che tu abbia un conto corrente cointestato con il tuo papà. Considerata la sua età avanzata, hai pensato di aiutarlo nelle operazioni bancarie e vigilare sui soldi depositati. Alla sua morte, tuttavia, vieni a sapere che il conto corrente cointestato è stato bloccato per successione e che non puoi effettuare alcun prelievo di denaro. Come fare, dunque, per le spese del funerale? Per avere spiegazioni in merito chiami l’avvocato, il quale ti conferma che il conto in questione viene bloccato fino a quando non vengono identificati tutti gli eredi legittimi. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire cosa fare dopo il decesso di uno dei contitolari.

Cos’è il conto corrente cointestato?

Si parla di conto corrente cointestato quando i titolari sono due o più persone. In tal caso, la firma sul conto può essere:

  • congiunta: vuol dire che ogni operazione e movimentazione può essere effettuata solo con la firma di tutti i cointestatari al fine di evitare eventuali abusi;
  • disgiunta: ciascun cointestatario ha il diritto di operare autonomamente, cioè senza il consenso degli altri.

Ti faccio un esempio.

Francesco e Sara sono sposati e decidono di aprire un conto corrente cointestato a firma disgiunta. In tal caso, Sara è libera di prelevare soldi dal bancomat, effettuare versamenti, staccare assegni e così via, senza che sia necessario il consenso del marito Francesco.

Come funziona il conto corrente cointestato?

Normalmente, la proprietà del deposito è suddivisa in quote uguali tra i cointestatari (cioè al 50%). Tuttavia, nulla vieta di stabilire anche quote diverse (ad esempio, 70% e 30%). 

Marco e Ludovica hanno deciso di aprire un conto corrente cointestato, stabilendo che il 70% vada a Marco e il 30% a Ludovica. Quest’ultima può prelevare denaro dal conto nei limiti del 30%.

Ti è chiaro, quindi, che essere cointestatari non vuol dire essere anche comproprietari del denaro depositato. Ne consegue che i correntisti sono liberi di prelevare denaro dal conto nei limiti della propria quota. In caso contrario, scatta l’obbligo di restituire agli altri contitolari l’eccedenza.

Va precisato, altresì, che in caso di conto cointestato vale la regola della solidarietà e che in presenza di debiti, la banca può chiedere l’integrale pagamento anche a uno solo dei correntisti. Quest’ultimo potrà poi rivalersi nei confronti degli altri nei limiti del suo 50%.

Conto corrente cointestato bloccato per successione

A questo punto, ti chiederai: e se uno dei cointestatari dovesse morire? Supponiamo, ad esempio, che si verifichi iI decesso di tuo marito. Ebbene, in tal caso, gli eredi devono comunicare immediatamente alla banca la morte di uno dei contitolari, inviando il certificato di morte e la copia della dichiarazione di successione (da presentare all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso). A questo punto, dobbiamo distinguere due situazioni.

Se il conto corrente cointestato è: 

  • a firma congiunta: la banca provvede al blocco del conto fino a quando non vengono individuati tutti gli eredi e la successione non sarà conclusa. Una volta terminata tutta la procedura, l’istituto provvede a svincolare le somme depositate che devono essere ripartite tra i cointestatari superstiti e gli eredi in base alle rispettive quote;
  • a firma disgiunta: il cointestatario superstite ha il diritto di disporre della propria quota, mentre la parte restante viene bloccata per essere poi suddivisa tra gli eredi una volta conclusa la successione. Non di rado, capita, però, che la banca blocchi, in via cautelativa, l’intero conto (così come accade in caso di firma congiunta) al fine di evitare eventuali contenziosi con gli eredi.

Inoltre, alcuni istituti bancari consentono agli eredi – anche prima della fine della procedura di successione – di utilizzare una parte del denaro per sostenere le spese relative al funerale del contitolare del conto

Pertanto, il blocco del conto è temporaneo e rappresenta una forma di precauzione messa in atto dall’istituto bancario allo scopo di evitare diatribe tra gli eredi.

Conto corrente cointestato: obblighi informativi

In caso di decesso del titolare di un conto, gli eredi hanno comunque il diritto di ricevere – entro 90 giorni – informazioni su tutti i rapporti che il defunto ha intrattenuto con la banca (conti correnti, libretti di risparmio, finanziamenti, ecc) e copia della documentazione relativa ad ogni operazione posta in essere negli ultimi 10 anni. In caso di rifiuto ingiustificato da parte dell’istituto bancario è possibile chiedere il risarcimento del danno.

Conto cointestato cointestato: quali sono gli svantaggi?

Aprire un conto corrente cointestato comporta sicuramente una serie di vantaggi, tra cui la possibilità di gestire in autonomia le operazioni (ad esempio, bonifici, prelievi, depositi, ecc.) senza che sia necessaria una delega oppure l’utilizzo, da parte di tutti i cointestatari, di differenti bancomat e carnet degli assegni. Tuttavia, dobbiamo menzionare anche i seguenti svantaggi:

  • la necessità di controllare periodicamente che gli altri cointestatari non abbiano effettuato prelievi per importi superiori alla propria quota;
  • la banca non è responsabile se uno dei comproprietari preleva tutti i soldi dal conto;
  • nel caso in cui si tratti di simulazione (nel senso che il conto è costituito esclusivamente dal denaro di una solo persona), l’onere della prova è a carico di chi sostiene la simulazione;
  • in caso di decesso di uno dei cointestatari,  il rischio è che l’altro prelevi più della propria quota;
  • possibilità di pignorare il 50% del conto corrente (a firma congiunta o disgiunta,) se uno dei cointestatari è indebitato;
  • se alla morte di uno dei contitolari, l’altro preleva del denaro dal bancomat oltre il suo limite, tale comportamento è considerato una tacita accettazione dell’eredità.


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