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Carceri in rivolta, Bonafede rischia

10 Marzo 2020 | Autore:
Carceri in rivolta, Bonafede rischia

Chieste le dimissioni del ministro della Giustizia dopo i disordini costati la vita ad almeno 10 detenuti. La prima a volerle è la polizia penitenziaria.

C’è tensione dalle parti di via Arenula. Sono ore estremamente delicate per il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, sul cui destino pesano le tante rivolte scoppiate nelle carceri italiane. È il ministero stesso a fare il conto: 22 istituti penitenziari messi a ferro e fuoco dai detenuti, da Pavia a Foggia, da Rieti a Modena, dove complessivamente si contano almeno 10 morti. Questo dopo il blocco delle visite dei parenti imposto dall’emergenza Coronavirus, che lo Stato non può permettersi di far entrare nelle sovraffollate prigioni italiane. I soli detenuti sono circa 60mila (per un totale di meno di 50mila posti nelle strutture penitenziarie). A chi sta scontando una pena e a chi è in custodia cautelare in carcere andrebbe poi aggiunto l’insieme del personale dipendente e di polizia che, ogni giorno, lavora nelle case circondariali. Una quantità incredibile di potenziali contagi.

Da più parti si chiede “la testa” del ministro, reputato non all’altezza di gestire una situazione in cui, al concreto rischio di diffusione dell’epidemia, si sommano anni di inadeguate politiche di gestione del sistema carcerario.

”Deve essere chiaro – ha dichiarato Bonafede in un video su Facebook – che ogni protesta attraverso la violenza è solo da condannare e non porterà a nessun risultato”. Ma più che parole servirebbero fatti. E per quanto Bonafede elogi l’operato della polizia penitenziaria, definendo gli agenti “autentici servitori dello Stato”, le critiche più feroci provengono proprio da loro.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), chiede le dimissioni del ministro e del capo del Dipartimento di amministrazione penitenziaria Francesco Basentini. “Abbiamo un’amministrazione penitenziaria assente – ha dichiarato Capece all’Adnkronos – e un ministro che punta tutte le sue forze sulla prescrizione mentre prima deve riformare il sistema carcere che fa acqua da tutte le parti. La situazione è incandescente e il ministro sta a guardare. Noi da mesi gli chiediamo un incontro”.

Stesso concetto esprime l’Unione sindacati di polizia penitenziaria (Uspp) che, in un comunicato, chiede al presidente del consiglio dei ministri di avvicendare il ministro Bonafede e il capo del Dap Basentini, perché “solo con un cambio immediato del vertice politico e amministrativo si potrà sperare di avviare un virtuoso percorso di stabilizzazione del sistema penitenziario”.

Per Gianfranco Librandi, di Italia Viva, Bonafede è “il peggior Guardasigilli della storia repubblicana” e “Conte dovrebbe invitarlo a dimettersi”. Anche il questore della Camera dei deputati Edmondo Cirielli usa parole dure: “Se avesse un briciolo di dignità e non fosse attaccato alla poltrona unicamente per il potere dovrebbe dimettersi subito”.


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