Coronavirus: la Lombardia chiede più restrizioni

10 Marzo 2020
Coronavirus: la Lombardia chiede più restrizioni

Il presidente Fontana si rivolge al Governo per un ulteriore irrigidimento delle misure in vigore nel territorio lombardo; la richiesta promana dai Sindaci.

L’introduzione dei divieti nella zona rossa estesa all’intera Lombardia lo scorso 8 marzo (insieme a numerose province del Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche), seguita oggi dal nuovo decreto del presidente del Consiglio che ha allargato a tutta Italia le misure precauzionali e restrittive adottate al Nord non basta alla Lombardia, che oggi per bocca del presidente della Regione, Attilio Fontana, chiede misure ancora più severe per il proprio territorio.

“Tutti i dodici sindaci che meglio conoscono il territorio e la situazione dei loro ospedali mi hanno incaricato di rivolgermi al governo e di chiedere un ulteriore irrigidimento delle manovre che servono a creare quell’allontanamento che è l’unico mezzo per interrompere il contagio. E una domanda forte che mi viene da tutti i sindaci della Lombardia”, ha detto Fontana in un’intervista a Sky Tg24, riportata dall’Adnkronos.

Irrigidimento per il presidente della Lombardia “vuol dire ulteriori chiusure di attività commerciali tutte, valutare l’opportunità di sospendere il trasporto pubblico locale perché è un mezzo attraverso il quale si diffonde il virus, controllare e capire se esistono aziende la cui attività può essere sospesa e quelle invece assolutamente essenziali: gli alimentari, piuttosto che l’energetico, piuttosto che la farmaceutica o i rifiuti”.

Se la richiesta che arriva dai sindaci lombardi è di misurepiù rigide“, per contrastare l’emergenza coronavirus che vede la Lombardia prima per numero di contagi, noi “Non abbiamo ancora fatto delle richieste anche perché avremo un incontro con il governo nel pomeriggio”, dice.

Le proposte trovano concordi tutti i “dodici sindaci della Lombardia che rappresentano sia il centrodestra che il centrosinistra” e mostrano la “volontà di trovare una soluzione che consenta ai nostri cittadini di tornare quanto prima alla normalità: questa è la dimostrazione che certe istituzioni vanno al di là dell’appartenenza politica”, spiega Fontana.

I numeri del contagio in regione continuano a crescere, ma i dati sono ben diversi tra Lodi (928) e Bergamo (1245), nel primo caso la zona rossa scattata subito ha permesso di limitare i casi. Proprio i dati in controtendenza di Codogno sono “la dimostrazione che il distanziamento sociale è l’unico mezzo attraverso il quale noi possiamo bloccare lo sviluppo di questo virus“.

“Siamo arrivando veramente ai limiti massimi, stiamo facendo miracoli, ma la situazione si sta avvicinando a un momento pericoloso. Per adesso abbiamo delle soluzioni, abbiamo una settimana di tempo, però dobbiamo fare in modo che entro questa settimana il numero di chi si infetta inizi a ridursi”, conclude.



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