Diritto e Fisco | Articoli

Importazione auto dalle Canarie: adempimenti e Iva

14 Marzo 2020
Importazione auto dalle Canarie: adempimenti e Iva

Importazione auto usata dalle Canarie all’Italia tra privati. L’auto è stata esportata nelle Canarie circa 20 anni fa con targa provvisoria ed è stata regolarmente immatricolata alle Canarie.

Stiamo cercando un modo per riportarla in Italia. Come fare?

Bisogna innanzitutto fare chiarezza sulla particolare “natura” delle Isole Canarie.

Le Canarie fanno parte del territorio doganale comunitario, però non fanno parte del territorio Iva: il citato art. 7 del d.p.r. n. 633/72 afferma infatti che, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, «per “Comunità” o “territorio della Comunità” si intende il territorio corrispondente al campo di applicazione del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea con le seguenti esclusioni […] 4) per il Regno di Spagna, Ceuta, Melilla e le isole Canarie».

Sul sito dell’Agenzia delle Dogane è dato leggere che «Il territorio doganale della Comunità non coincide esattamente con la somma dei territori che fanno parte del territorio geofisico della Comunità. Infatti alcune zone rientranti nei diversi territori nazionali sono escluse dal territorio doganale comunitario, mentre altri territori che non fanno parte del territorio geofisico della Comunità sono considerati a tutti gli effetti all’interno del territorio doganale comunitario». Le Isole Canarie fanno parte del territorio doganale comunitario, così come stabilito dal Codice Doganale dell’Unione in vigore dal primo maggio 2016.

Cosa significa tutto ciò? Vuol dire che per le Canarie, essendo parte dell’Unione doganale, si applica una tariffa doganale comune nei confronti degli Stati terzi, ma non di quelli membri. La tariffa doganale per tutti i paesi aderenti vige dunque nei confronti delle merci provenienti da Stati terzi.

L’istituzione di una tariffa doganale comune ha come conseguenza quella di rendere inesigibile il dazio riscosso all’entrata della merce in uno Stato membro da parte di un altro Stato, dopo che essa provenendo da un Paese terzo, sia stata sdoganata ed abbia acquistato il diritto di circolazione nel territorio della Comunità.

Poiché le Canarie fanno parte dell’Unione Doganale, l’importazione dalle Canarie non è soggetta al pagamento di alcun dazio.

Le Canarie però non fanno parte del territorio e della Comunità ai fini Iva: il che vuol dire che le spedizioni dall’Italia alle Canarie o dalle Canarie all’Italia sono, dal punto di vista dell’Iva, importazioni ed esportazioni.

In sostanza, le merci che transitano dalle Canarie all’Italia fanno dogana, ma pagano solo l’Iva all’importazione (niente dazi o altri vincoli): secondo l’art. 1 del già richiamato d.p.r. n. 633/72, l’imposta sul valore aggiunto si applica, tra l’altro, sulle importazioni da chiunque effettuate.

Secondo l’art. 67 del d.p.r. n. 633/72, costituiscono importazioni le operazioni aventi per oggetto beni introdotti nel territorio dello Stato, che siano originari da Paesi o territori non compresi nel territorio della Comunità e che non siano stati già immessi in libera pratica in altro Paese membro della Comunità medesima ovvero che siano provenienti dai territori da considerarsi esclusi dalla Comunità a norma dell’articolo 7 (che è proprio quello, sopra richiamato, che esclude le Canarie dal territorio ai fini dell’Iva). Alla successiva lettera d) del medesimo art. 67 la legge ritiene costituire importazioni «le operazioni di immissione in consumo relative a beni provenienti dal Monte Athos, dalle isole Canarie e dai Dipartimenti francesi d’oltremare».

L’importazione (immissione al consumo) rientra nel campo di applicazione dell’Iva nei confronti di chiunque la effettui, indipendentemente se soggetto passivo o privato, per l’effetto del succitato art. 1, d.p.r. n. 633/72.

La base imponibile per il calcolo dell’Iva è data dal valore del bene importato al quale devono essere sommati gli eventuali diritti doganali dovuti e le spese d’inoltro. Ad ogni modo, l’Iva da pagare è calcolata dalle Dogane, a cui deve essere segnalata l’importazione della merce.

Tirando le fila di quanto sinora detto, ad avviso del sottoscritto occorrerà pagare l’Iva all’importazione, dichiarando l’acquisto alle Dogane.

Nel caso invece di trasferimento in Italia, l’importazione (ovviamente non soggetta ad Iva) andrebbe comunque dichiarata alle Dogane: i veicoli destinati al territorio italiano devono infatti essere dichiarati spontaneamente presso un ufficio doganale al fine di ottenere la produzione della bolletta Doganale, necessaria alla successiva reimmatricolazione in Italia e agli eventuali controlli della Motorizzazione.

Una volta reimmatricolata la vettura in Italia, la normativa attuale consente di guidare un’auto intestata a un’altra persona che non sia familiare convivente per non più di trenta giorni; dopo questo termine scatta l’obbligo di annotare, sulla carta di circolazione, il nome del possessore dell’auto. La comunicazione va fatta, a cura del proprietario o del possessore, alla Motorizzazione (Dtt, dipartimento trasporti terrestri) anche tramite un’agenzia di pratiche auto. In caso di violazione di tale obbligo scattano multe da un minimo di 516,46 euro a un massimo di 2.582,28 euro oltre al ritiro della carta di circolazione.

Peraltro, va specificato che il cittadino Ue non residente in Italia non può intestarsi un veicolo con targa italiana: l’unica alternativa è immatricolare il veicolo con targa EE (escursionisti esteri); tuttavia, le targhe EE consentono l’immatricolazione solo per un anno. Inoltre, il decreto sicurezza Salvini consente ad un veicolo con targa estera, di circolare in Italia solo per un anno, pena sanzione e ulteriore sequestro e confisca del veicolo. In pratica, chi vuole avere un’auto intestata in Italia deve essere ivi residente: ciò anche per via del calcolo del bollo auto e del premio assicurativo, i quali tengono conto della Regione di residenza.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube