Sospensione procedimenti: la Camera Penale di Cosenza chiede chiarimenti al Ministro

10 Marzo 2020
Sospensione procedimenti: la Camera Penale di Cosenza chiede chiarimenti al Ministro

Decreto Coronavirus e sospensione termini nei procedimenti civili e penali: la Camera Penale di Cosenza invita il Ministro della Giustizia agli opportuni chiarimenti.

Nascono importanti incertezze interpretative dalla lettura del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri [1] emanato lo scorso 8 marzo che stabilisce la sospensione delle udienze dal giorno successivo e fino al prossimo 22 marzo.

In base al provvedimento di sospensione delle attività giudiziarie, le udienze di tutti i procedimenti civili e penali (salve eccezioni per alcuni procedimenti urgenti) che erano state fissate e vengono celebrate in tali date dovranno essere rinviate a data successiva al 22 marzo.

Ci si chiede, in particolare, se il rinvio delle udienze comporti o no anche il rinvio automatico delle ulteriori attività processuali e procedimentali, quelle che possono essere compiute anche fuori dall’udienza e a prescindere da essa.

La questione è di non poco conto perché riguarda una serie di incombenti – sottoposti a termini tassativi, alcuni dei quali stabiliti anche pena di decadenza – di cui sono onerate le parti e i loro difensori. Si pensi, ad esempio, alle scadenze per il deposito di una memoria difensiva da parte dell’avvocato: si tratta di un adempimento da effettuare fuori udienza.

In questi casi – dove manca un’udienza e quindi anche il relativo provvedimento espresso di rinvio a data successiva da parte del giudice –  i termini si prorogheranno in avanti, in modo che il deposito potrà essere effettuato anche successivamente, oppure no?

Si tratta di una domanda alla quale è fondamentale ottenere una risposta certa, per evitare il pericolo di preclusioni e decadenze che nuocerebbero alle parti e anche per prevenire l’eventuale responsabilità professionale del procuratore della parte che ha ritardato oltre i termini l’adempimento, confidando nella sospensione dei termini, che potrebbe non essere riconosciuta dal giudice, stante la non chiara formulazione del Decreto.

Di certo si sa solo che ai procedimenti nei quali le udienze saranno rinviate si applicherà in questi 15 giorni il regime della sospensione feriale dei termini, con la conseguenza che resteranno sospesi i termini di prescrizione e di decadenza (ma anche quelli di durata massima della custodia cautelare e all’espletamento delle procedure di riesame avverso le misure cautelari personali e reali).

Così ora la Camera Penale di Cosenza (aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane) ha invitato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, a fornire i necessari chiarimenti. Lo ha fatto con una lettera formale, inviata oggi a firma del presidente, Avv. Pietro Perugini, e del segretario, Avv. Guido Siciliano.

Gli avvocati cosentini hanno ritenuto insufficiente a dirimere i dubbi la formulazione normativa adottata dal Decreto, secondo cui «sono sospesi i termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti indicati al comma 1».

Nella missiva inoltrata al ministro Bonafede si legge che «la lettura combinata dei due commi lascia intendere che la sospensione dei termini prevista dal comma secondo dell’articolo 1) riguardi i procedimenti e non le udienze dei procedimenti, cosicché la sospensione deve applicarsi a tutti gli atti dei procedimenti (dunque non solo agli atti delle udienze) civili e penali di cui al primo comma».

Ma la Camera Penale segnala il pericolo di una possibile diversa interpretazione, che «potrebbe indurre l’interprete a ritenere che la sospensione prevista dal secondo comma concerna, soltanto, gli atti relativi alle udienze (anziché a tutti gli atti dei procedimenti) fissate nel periodo ricompreso tra il giorno 9 marzo ed il successivo 22 marzo 2020».

La richiesta di chiarimenti formulata al Ministro propende per l’interpretazione che ritiene la sospensione in vigore con il Decreto del presidente del Consiglio debba comprendere anche gli atti e non solo le udienze, a pena di «pregiudicare irrimediabilmente il corretto esercizio del diritto di difesa delle parti processuali», come accadrebbe se i termini di questi atti continuassero a scorrere anche durante il periodo di emergenza derivata dal Coronavirus.

Perciò l’organismo forense ha deciso di rivolgere al Guardasigilli, per il tramite dell’Ufficio legislativo del dicastero di via Arenula, questo preciso quesito: «Se la sospensione dei termini prevista dal comma secondo dell’articolo 1) del Decreto Legge n.11 del 08 marzo 2020 riguardi tutti gli atti dei procedimenti civili e penali indicati al primo comma oppure afferisca esclusivamente agli atti delle udienze degli stessi procedimenti, ferme restando, in entrambi i casi, le eccezioni indicate dall’articolo 2, comma 2, lettera g)”».


note

[1] D.P.C.M. 8 marzo 2020, n.11, “Misure straordinarie ed urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attivita’ giudiziaria“.


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