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Si profila la chiusura totale dei negozi

10 Marzo 2020
Si profila la chiusura totale dei negozi

L’annuncio di Mario Resca, presidente di Confimprese, che constata le difficoltà economiche che stanno vivendo, in questo momento, le attività commerciali.

Il Coronavirus azzera l’economia. La salute pubblica diventa l’interesse primario. Ed ecco che per i piccoli negozi ed esercenti si va verso la possibile chiusura totale, su tutto il territorio nazionale. Le aziende associate a Confimprese sono già su questo binario. Ci informa di questa eventualità una nota dell’associazione, riportata da Adnkronos, che parla di ”fatturati a picco e afflusso consumatori azzerato. Con queste premesse, i retailer vanno verso la chiusura dei negozi in tutta Italia per salvaguardare la salute dei dipendenti e ottemperare alle misure stabilite dal governo”. A dichiararlo è il presidente di Confimprese, Mario Resca, in un comunicato sull’epidemia.

”Nell’attuale gravissima situazione di emergenza sanitaria nazionale e internazionale – continua Resca – ci sono interessi superiori e preminenti cui le nostre scelte imprenditoriali devono necessariamente ispirarsi: la salute pubblica, la salute dei nostri dipendenti e la nostra salute individuale. Pertanto le nostre aziende chiuderanno i negozi su tutto il territorio nazionale”.

”I provvedimenti restrittivi, che vietano qualsiasi forma di aggregazione pubblica o privata, come il caso di outlet e centri commerciali e il droplet imposto alle aziende della ristorazione, impattano direttamente sui retailer – osserva il presidente -. Tale
riconoscimento potrebbe agevolare una moratoria sul pagamento dei canoni di locazione a centri commerciali e outlet da parte dei retailer per il periodo di emergenza”. Si tratta, ricorda Resca, di ”canoni già elevati, che in media incidono dal 10 al 20% sul fatturato del singolo punto vendita e sono insostenibili nell’attuale contesto di riduzione del giro d’affari del 50%, in particolar modo per piccoli imprenditori in franchising” conclude Resca.

La lista di chi ha già deciso di chiudere

Qualcuno, tra negozi e aziende, associati o meno a Confimprese, sta già battendo questa strada. Anche alcuni luoghi pubblici di aggregazione sono off-limits. Proviamo a stilare un elenco di chi ha deciso di abbassare le saracinesche, dato lo scarso afflusso di persone, per la necessità di proteggersi dal Coronavirus stando a casa. Ci premureremo di aggiornarlo non appena avremo informazioni e segnalazioni. Per ora hanno chiuso:

– tutti i negozi della catena Kiko sparsi sul territorio nazionale;

– l’intera struttura delle terme di Saturnia;

– i parchi e i giardini pubblici di Bergamo;

– Fontana di Trevi a Roma;

– tutti i punti vendita della Rinascente;

– tutti i negozi di barbiere, parrucchieri e centri estetici in Campania, su ordinanza del presidente della Regione;

– i negozi dei centri commerciali della Lombardia – ad eccezione dei punti vendita di alimentari – il sabato e la domenica.


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