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Misure ancor più severe per l’emergenza coronavirus

10 Marzo 2020
Misure ancor più severe per l’emergenza coronavirus

Il premier Conte non esclude altri provvedimenti restrittivi per contrastare la diffusione del contagio. Le opposizioni chiedono la chiusura totale dei negozi.

Potrebbero arrivare presto misure ancor più restrittive di quelle introdotte ieri sera e in vigore da oggi in tutta Italia per contrastare l’emergenza coronavirus.

Lo ha dichiarato poco fa il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine dell’incontro con le forze di opposizione al quale hanno partecipato lo stesso premier, con i ministri Roberto Gualtieri, Federico D’Incà ed il sottosegretario Riccardo Fraccaro, per il Governo, e per le opposizioni i leader Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Antonio Tajani.

Secondo quanto ci riporta ora l’agenzia stampa Adnkronos, il premier ha annunciato:”Vi assicuro che il governo continuerà a rimanere disponibile e risoluto, come sin qui ha sempre fatto, ad adottare tutte le misure necessarie a contrastare con il massimo rigore la diffusione del contagio e ad aggiornare queste misure costantemente”.

Lo conferma anche una nota ufficiale appena diramata da Palazzo Chigi: Durante il confronto che si è da poco concluso a Palazzo Chigi tra , “in ordine alla richiesta di introdurre misure di contrasto del contagio ancora più severe, che contemplino una serrata generale, il presidente Conte non ha escluso affatto la possibilità diadottare misure più restrittive, ove necessarie”.

C’è quindi anche l’ipotesi di una serrata generale dei negozi; la chiusura totale degli esercizi è stata sollecitata proprio oggi al Governo dal presidente della Regione Lombardia. Anche per il leader della Lega, Matteo Salvini, “è il momento delle misure forti e drastiche”.

Salvini spiega così le proposte fatte oggi al Governo: “Abbiamo raccolto l’appello disperato di medici, sindaci, governatori, imprenditori, lavoratori e artigiani e a Conte abbiamo detto: ‘fermi tutto, per i giorni necessari, mettiamo in sicurezza la salute di tutta Italia, di 60 milioni di italiani. Quindi chiudere, prima che sia tardi”.

“Faremo in modo che le misure tengano sempre conto di tutti i fondamentali interessi in gioco e siano sempre efficaci e adeguate rispetto all’obiettivo prioritario di contenere il contagio e di tutelare la salute dei cittadini”, ha replicato Conte, mantenendo così un margine di manovra.

Così Salvini si manifesta insoddisfatto dei risultati ottenuti oggi: “Se devo essere onesto, tre ore di discussione con il presidente Conte e con i suoi ministri, hanno portato a zero risultati concreti o poco più. C’è stato ascolto, disponibilità, ringraziamento per le proposte, per la responsabilità ela correttezza, ma a me piacerebbe che le proposte venissero anche accolte e concretizzate”, ha scritto su Facebook commentando l’esito dell’incontro di oggi.

Intanto gli esercenti sembrano mostrarsi favorevoli alla chiusura dei negozi: “Per molte imprese l’inattività sta diventando un obbligo, visto che non c’è più lavoro. In particolare in Lombardia e in Emilia, dove sono già molte le attività che hanno deciso di chiudere o stanno pensando di farlo. Le imprese hanno bisogno di risposte chiare ed univoche da parte di regioni e governo”.

Così in una nota la presidente nazionale di Confesercenti, Patrizia De Luise, che spiega come “tra gli imprenditori cresce l’attesa per le prossime decisioni del governo” e sottolinea che “interi comparti, dai pubblici esercizi al commercio e al turismo, sono in gravissima difficoltà.

Confesercenti sottolinea che “per evitare che l’emergenza spazzi via micro e piccole imprese occorre intervenire subito su quattro fronti: credito, sospensione dei pagamenti di mutui e al fisco, moratoria delle locazioni commerciali e aziendali, ammortizzatori sociali”.



2 Commenti

  1. dovrebbe esserci piu’ controllo da parte delle forze dell’ordine dove ci sono assembramenti di giovani,i quali,dalle interviste che ho ascoltato,non si curano molto delle conseguenze che potrebbero provocare,visto che ai giovani questo virus “non fa niente”.una vergogna del paese avere questi giovani menefreghisti tanto a loro “non succede niente e a casa non ci rimangono”.sono parole degli intervistati quelle tra virgolette.in luoghi di ritrovo in varie parti d’italia.ma perche’ le scuole visto che sono chiuse non organizzano lezioni online come si fa a lecce?

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