Consegna a domicilio: si può fare dopo le 18?

10 Marzo 2020
Consegna a domicilio: si può fare dopo le 18?

Bar e ristoranti possono recapitare a casa cibi e bevande anche oltre l’orario di chiusura al pubblico, evitando contatti personali con i destinatari.

Da oggi tutta Italia è “zona protetta” e cambiano molte cose: una delle restrizioni più percepibili è quella della chiusura dei bar e dei ristoranti dopo le ore 18.

Così molti si chiedono se si tratta di un limite totale oppure se è consentito effettuare consegne a domicilio dei prodotti. Pensa ad una pizzeria che riceve ordinazioni da portare a casa dei clienti o a un bar che vuole servire le proprie bevande, portandole su richiesta in uffici rimasti aperti.

La risposta è positiva e giunge dalle indicazioni ufficiali fornite oggi dal Governo in forma di Faq, cioè di soluzione precisa alle domande più frequenti dei cittadini che in queste ore si interrogano su cosa si può fare e cosa no, come, per esempio, quando posso uscire di casa.

Alla domanda se “si potranno comunque effettuare consegne a domicilio di cibi e bevande?” Palazzo Chigi risponde così: “il limite orario dalle 6.00 alle 18.00 è riferito solo all’apertura al pubblico. L’attività può comunque proseguire negli orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio. Sarà cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cosiddetta piattaforma – evitare che il momento della consegna preveda contatti personali”.

Perciò la consegna a domicilio può essere fatta anche dopo le 18, purché l’esercente o chi cura il recapito adotti le precauzioni necessarie ad evitare contatti personali con il destinatario.

La Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi e AssoDelivery, l’associazione di categoria delle imprese del food delivery (alla quale aderiscono Deliveroo, Glovo, Just Eat, Uber Eats e Social Food), in un comunicato diffuso dall’Adnkronos, sottolineano con soddisfazione che “L’attività può comunque proseguire negli orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio dando così la possibilità di fornire un servizio ai cittadini e di consentire a molte attività di ristorazione di continuare a lavorare seppure tra numerose difficoltà”.



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