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Pensione inabilità amianto

11 Marzo 2020 | Autore:
Pensione inabilità amianto

Il trattamento pensionistico per i lavoratori diventati inabili a causa dell’esposizione all’amianto: le indicazioni dell’Inps.

La pensione d’inabilità al lavoro [1] spetta ai lavoratori, sia pubblici che del settore privato, assicurati presso l’Inps e divenuti inabili in modo permanente ed assoluto allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa.

Non molti sanno, però, che è possibile ottenere la pensione per inabilità al lavoro anche nell’ipotesi in cui l’interessato sia divenuto completamente inabile a causa di patologie derivanti dall’esposizione all’amianto, purché di origine professionale. Difatti, chi risulta affetto da malattie, di origine professionale, asbesto-correlate accertate non ha soltanto il diritto di fruire delle specifiche prestazioni erogate dall’Inail, ma può avere anche diritto alla pensione per inabilità permanente ed assoluta riconosciuta dall’Inps, peraltro con requisiti agevolati rispetto a quelli previsti nella generalità dei casi.

Ma come funziona nel dettaglio la pensione inabilità amianto?

Facciamo il punto completo della situazione, alla luce degli ultimi chiarimenti forniti dall’Inps con una recente circolare [2].

La circolare è stata pubblicata a seguito della recente emanazione del decreto attuativo [3] in materia di riconoscimento della pensione di inabilità a favore dei soggetti che abbiano contratto malattie professionali a causa dell’esposizione all’amianto.

Beneficiari

Possono ottenere la pensione per inabilità al lavoro non solo gli inabili in modo permanente ed assoluto a qualsiasi attività lavorativa, ma anche coloro che abbiano contratto patologie asbesto–correlate accertate e riconosciute ai sensi della normativa in materia [4].

In particolare, gli interessati devono essere in possesso dei requisiti sanitari previsti dalla legge, oltreché di quelli amministrativi.

Nello specifico, per conseguire la pensione di inabilità per patologie derivanti dall’esposizione all’amianto, il requisito contributivo si intende perfezionato quando risultino versati o accreditati nella posizione del richiedente almeno 5 anni di contributi nell’arco dell’intera vita lavorativa.

I 5 anni di contribuzione possono anche non risultare collocati nel quinquennio anteriore alla data della domanda, fermo restando che non devono essere stati utilizzati per la liquidazione di un trattamento pensionistico. Fanno eccezione i titolari di assegno ordinario di invalidità, che non abbiano ricevuto il riconoscimento del diritto alla pensione di inabilità al lavoro.

Non è inoltre richiesta l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa

Requisiti sanitari

Per ottenere la pensione d’inabilità, sono rilevanti tutte le patologie asbesto–correlate, a condizione che siano riconosciute di origine professionale con apposita certificazione rilasciata dall’Inail ed allegata alla domanda di certificazione del diritto al beneficio.

In merito, le sedi territoriali dell’Inps effettueranno le opportune verifiche presso le sedi Inail territorialmente competenti.

Qualora la certificazione non risulti allegata alla domanda di pensione, la struttura territoriale Inps deve richiedere, a mezzo Pec, alla sede Inail territorialmente competente l’attestazione del requisito sanitario.

Domanda per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso alla pensione

Prima di richiedere la prestazione pensionistica, il lavoratore deve richiedere la certificazione del diritto a pensione all’Inps, entro il 31 marzo di ogni anno; successivamente, può presentare la domanda relativa alla prestazione vera e propria.

La pensione per inabilità amianto è erogata nei limiti di spesa previsti dalla legge [5].

Per la precisione, le domande di pensione sono accolte entro il limite di spesa di:

  • 7,7 milioni di euro per l’anno 2019;
  • 13,1 milioni di euro per l’anno 2020;
  • 12,6 milioni di euro per l’anno 2021;
  • 12,3 milioni di euro per l’anno 2022;
  • 11,7 milioni di euro per l’anno 2023;
  • 11,1 milioni di euro per l’anno 2024;
  • 10 milioni di euro per l’anno 2025;
  • 9,2 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 8,5 milioni di euro per l’anno 2027;
  • 7,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028.

Una volta presentata la domanda di certificazione del diritto a pensione, l’Inps verifica il rispetto dei limiti di spesa previsti dalla legge e tutte le condizioni per l’accesso al beneficio, cioè:

  • il riconoscimento da parte dell’Inail di una patologia asbesto–correlata;
  • il requisito contributivo pari a 5 anni.

La domanda per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio e la domanda di pensione di inabilità devono essere presentate in modalità telematica.

Termini per la domanda

Per i lavoratori che hanno maturato i requisiti entro il 2019, le domande di accesso al beneficio devono essere presentate all’Inps entro il 31 marzo 2020.

Entro lo stesso termine devono essere presentate le domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio da parte dei lavoratori che maturano i previsti requisiti entro il 2020.

Dal 2021, le domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio devono essere presentate entro il 31 marzo di ogni anno.

Domanda di pensione

Contestualmente alla presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio o nelle more della relativa istruttoria, gli interessati possono presentare domanda di pensione.     Le domande di accesso alla pensione d’inabilità presentate dalla data del 30 giugno 2019 (data di entrata in vigore della nuova normativa in materia [6]) alla data di pubblicazione del decreto attuativo (11 febbraio 2020) non devono essere respinte, ma devono essere definite, al fine di provvedere alla liquidazione del trattamento pensionistico, nel caso in cui i richiedenti risultino in possesso dei prescritti requisiti sanitari e amministrativi.

note

[1] L. 222/1984; L. 335/1995.

[2] Circ. Inps 34/2020. Si veda anche la Circ. Inps 7/2018.

[3] Nella Gazzetta Ufficiale n. 34 è stato pubblicato, in data 11 febbraio 2020, il decreto attuativo del 16 dicembre 2019 nell’ambito della legge 12 giugno 1984, n. 222.

[4] Art. 13, Co. 7, L. 257/1992.

[5] L. 232/2016.

[6] L. 58/2019.


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