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Coronavirus: l’Italia è isolata dal mondo

11 Marzo 2020 | Autore:
Coronavirus: l’Italia è isolata dal mondo

Austria e Slovenia si preparano a chiudere le frontiere anche al trasporto merci. Cancellazioni a raffica di voli e di traghetti.

L’etichetta di «untori» che è stata appiccicata all’Italia dopo lo scoppio dell’emergenza coronavirus nel nostro Paese rischia di mettere al tappeto non tanto il comune cittadino che vorrebbe – ma non può – attendere la fine di questa situazione da qualche parte del mondo in cui non sia in corso un’epidemia ma, soprattutto, chi il confine lo deve varcare per lavoro. In particolare, gli addetti al trasporto merci. Alcuni Stati confinanti con l’Italia si preparano a chiudere le frontiere, con le relative ulteriori ripercussioni che ciò avrebbe per il settore dell’export italiano, già colpito dall’emergenza.

A cominciare dall’Austria, al lavoro per mettere in atto uno sbarramento senza precedenti che potrebbe dare il colpo di grazia al trasporto su gomma, oggi interessato da numerose restrizioni nel Tirolo. Ed è proprio il Governatore tirolese, Guenther Platter, restio di suo all’autotrasporto italiano, ad annunciarlo: «Con l’estensione della zona protetta su tutta l’Italia, possiamo dire che saranno chiusi i confini» al Brennero, «a eccezione del traffico di rientro». All’Austria si accoda la Slovenia, che ieri sera ha comunicato l’imminente chiusura della frontiera con l’Italia, da cui passano ogni anno più di tre milioni di Tir. Alla faccia della libera circolazione di cittadini e di merci all’interno dell’Ue.

Come possono uscire dall’Italia cittadini e autotrasportatori? Dovranno «allungare il giro» e sconfinare più ad Est, utilizzando ad esempio il valico friulano di Tarvisio, quello svizzero del Gottardo, il Monte Bianco o il Gran San Bernardo.

A meno che l’Austria, in un raptus di buona volontà, non decida – è un’ipotesi che si sta valutando – di consentire il traffico da e per l’Italia a chi presenti un certificato in grado di attestare l’assenza di infezione da coronavirus. Altrimenti, il più importante varco per l’esportazione di merci su gomma andrebbe a farsi benedire.

A ciò si aggiungono le ulteriori restrizioni arrivate nelle ultime ore per chi voleva spostarsi in aereo. Nelle ultime ore, su questo fronte, c’è stato un bagno di sangue. La Spagna ha vietato i voli tra l’Italia e gli aeroporti iberici fino al 25 marzo. La Germania sconsiglia i viaggi, come già fatto la scorsa settimana dagli Stati Uniti. Ryanair e British Airways hanno deciso di sospendere tutti i voli con l’Italia. La compagnia irlandese ha cancellato tutti i voli fino al 9 aprile. Air France si prepara a fare altrettanto dal 14 marzo al 3 aprile. Pure EasyJet, terzo vettore per passeggeri in Italia, ha deciso un piano di cancellazioni a valanga da Malpensa, Venezia e Napoli per i prossimi mesi ed ha chiesto la cassa integrazione straordinaria per 1.469 dipendenti. Lufthansa ha annullato le rotte da Bruxelles verso Milano e Venezia. L’Albania ha sospeso voli e traghetti con l’Italia. Air Baltic ha annunciato la sospensione dei voli da Riga per Milano e Verona. Delta ha sospeso da oggi fino al 30 aprile il volo da Atlanta per Roma Fiumicino ed ha esteso al 20 maggio la sospensione del volo da New York Jfk a Malpensa, oltre ad aver rinviato di un mese, al primo maggio, la ripresa del volo da Detroit a Roma. La ripresa del volo stagionale da New York a Venezia è rinviata al 21 maggio. Per ora l’unico volo di Delta in Italia è quello da New York a Fiumicino.

Con Alitalia, già da un paio di giorni, da Milano Linate si vola solo per destinazioni italiane, i voli per l’estero sono solo da Fiumicino. A Malpensa Alitalia ha chiuso l’attività residua, cancellando tra l’altro il volo per New York.



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