Passeggiata: si può uscire di casa nonostante i divieti coronavirus?

11 Marzo 2020 | Autore:
Passeggiata: si può uscire di casa nonostante i divieti coronavirus?

Le indicazioni del Governo chiariscono i motivi validi che consentono di uscire dalla propria abitazione senza violare le restrizioni imposte dal Decreto.

Restare in casa si deve, per prevenire il contagio da coronavirus e per rispettare le nuove norme imposte dal Decreto in vigore che rende tutta Italia zona ristretta e consente di uscire di casa solo per motivi di necessità, come andare al lavoro o fare la spesa o per esigenze legate alla salute, ad esempio una terapia medica.

Solo per i quarantenati e per chi è positivo al test c’è il divieto assoluto di uscire dalla propria abitazione per qualsiasi motivo. Tutti gli altri lo possono fare per uno di questi motivi riconosciuti validi e legittimi.

Ma la passeggiata è possibile o no? Le norme non ne parlano espressamente e perciò bisogna arrivarci esaminando le ragioni in base ai quali la legge ha ora imposto tutte queste restrizioni alla libertà di circolazione e di movimento delle persone sul territorio nazionale.

Il criterio base è quello di evitare ogni spostamento che non sia assolutamente necessario; da qui si comprende che le esigenze ricreative passano in secondo piano, ma non vengono totalmente compromesse.

Se ti chiedi quando puoi uscire di casa nelle varie situazioni devi considerare anche il modulo per gli spostamenti, che consiste in un’autodichiarazione che devi rendere agli organi di controllo che ti potranno fermare per strada e chiederti conto delle ragioni di necessità per le quali sei uscito fuori dalla tua abitazione.

Certamente, se vivi in una grande città non potresti dire alla polizia che hai preso la macchina per recarti a fare un giro nella tua località di mare preferita, che magari si trova a decine di chilometri di distanza.

Ma non per tutto questo la semplice passeggiata diventa vietata: anzi, rimane possibile, purché avvenga nel rispetto dell’altro criterio fondamentale imposto dal Decreto, che è quello di evitare assembramenti di persone.

Infatti c’è anche la regola di condotta – da osservare sempre, cioè anche quando è consentito uscire per recarsi sul luogo di lavoro o al supermercato o dal medico – di mantenere la distanza interpersonale di un metro, evitando contatti più ravvicinati.

Perciò tenendo conto dello spirito delle norme e delle indicazioni operative fornite ieri dal ministero dell’Interno in forma di Faq, cioè di risposta alle domande più comuni dai cittadini, sembra consentito fare una passeggiata ricreativa, per fare footing o per portare a spasso il cane o semplicemente per camminare all’aperto e prendere un po’ d’aria, specialmente adesso che le strade sono meno affollate.

Una delle Faq del ministero riguarda la domanda: «È consentito fare attività motoria all’aperto?» e ad essa il Viminale risponde così: «Lo sport e le attività motorie svolte negli spazi aperti sono ammessi nel rispetto della distanza interpersonale di un metro. In ogni caso bisogna evitare assembramenti».

La Faq successiva chiede: «Posso uscire con il mio cane?» e anche in questo caso la risposta è positiva: «Sì, per la gestione quotidiana delle sue esigenze fisiologiche e per i controlli veterinari».

Da questo si desume che se è consentito uscire di casa per andare a correre lo deve essere sicuramente anche per camminare a piedi, senza alcun motivo particolare se non quello di muoversi. Quindi la passeggiata è ammessa, da soli o anche in compagnia del proprio cane. L’importante è che non la si faccia in gruppo e si mantengano sempre le opportune distanze, senza contatti ravvicinati con altre persone a meno di un metro.

Così in alcune città, per prevenire i rischi di affollamento, si è deciso di chiudere i parchi: è il caso di Firenze, dove il notevole afflusso comportava il mancato rispetto della distanza minima. “Se volete fare due passi fatelo intorno alla vostra abitazione anziché aggregarvi tutti in un medesimo spazio”, dichiara l’assessore all’urbanistica. In questo periodo di massima emergenza l’imperativo rimane, dunque, quello di restare a casa, anche a costo di sacrificare le abituali passeggiate per alcuni giorni.



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14 Commenti

  1. Ok…. accertato che si può fare attività motoria all’aperto purché si mantengano sempre le distanze interpersonali mi sorge però un altro dubbio.
    Si può usare l’auto per raggiungere un luogo senza traffico dove poter fare jogging in tranquillità? Io vivo a Roma e mi devo spostare di qualche km per poterlo fare. Sotto casa sarebbe impossibile.

  2. Mi accodo alla domanda del Sig. Stefano. E’ possibile andare in montagna in auto DA SOLI per fare trekking IN SOLITARIA? Stessa provincia (Parma), comune diverso

      1. E se si rimane dentro il comune, ci si può recare con l’auto in un luogo dove fare attività all’aperto in solitaria?

      2. La domanda del signor Claudio evidenzia l’illogicità dell’interpretazione proposta dalla redazione (normalmente ineccepibile anche sulle più questioni più raffinate) e, purtroppo, anche diversi organi ufficiali. Quale sarebbe la ratio che giustifica una passeggiata o corsa nel proprio comune, e non nel comune limitrofo? Il recente decreto non vuol già evitare gli spostamenti in auto, bensì qualunque spostamento immotivato, che avvenga con un autoveicolo, mezzo pubblico o a piedi.

        Perciò, dico: no, no e ancora no, non è assolutamente consentito fare passeggiate o sport all’aperto, perché attività che esulano da quelle autocertificabili (non a caso, i moduli non riportano “attività motoria” tra le ragioni dello spostamento).

        Ciò per due ordini di ragioni, dal punto di vista tecnico-giuridico.
        In primis, consentire ai consociati di fare attività sportiva ad libitum, senza particolari restrizioni, contraddice totalmente la ratio del decreto, ovverosia evitare qualsiasi spostamento che non risponda a bisogni primari e non altrimenti soddisfacibili (quali appunto recarsi a lavoro o acquistare generi alimentari). Permettere attività motorie e sportive all’aperto significherebbe vanificare gli sforzi delle ultime settimane e incrementare esponenzialmente i rischi di contagio.
        In secundis, la disposizione su cui il summenzionato decreto è intervenuto, ovverosia la lettera d) dell’art. 1 co. 1 Dpcm 8 marzo 2020, concerne le attività sportive professionistiche. In particolare, la norma si premura di precisare che sono consentite le predette attività solo per gli “atleti professionisti e atleti di categoria assoluta”, eventualmente “all’aperto senza la presenza di pubblico”. A fronte di ciò, la locuzione “lo sport e le attivita’ motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro” pare riferirsi esclusivamente alle attività professionistiche, a specificare che anche in tali casi non si può prescindere dall’adottare la nota distanza di sicurezza. Tale interpretazione è rafforzata perciò dal dato letterale: sarebbe potuta, altrimenti, essere inserita come disposizione bis; si è invece, ritengo, voluto chiaramente restringere le attività sportive all’aperto agli atleti professionisti.


        Perlomeno, questa è la mia opinione, che pare corroborata dalle recenti indicazione del dott. Borrelli.

        1. Opinione, a mio avviso, troppo…burocratica, che non analizza il vero senso della regola , cioe’ niente contatti ma neanche niente paranoie.

  3. E’ possibile dunque fare un percorso a piedi anche di 8/10 km sulle colline nei confini del proprio Comune di Residenza in assoluta solitaria evitando assembramenti (tipo parchi) ?

  4. Assodato che -al momento- l’attività motoria all’aperto, a piedi o in bici è permessa, del resto è sufficiente leggere le Faq messe a disposizione dal governo (e non possono riferirsi ai professionisti …che notoriamente non si allenano nei parchi pubblici…).
    Il dubbio che mi piacerebbe molto chiarire è un’altro.
    In genere esco per andare a correre o fare un giro in bici fra gli sterrati della mia zona, ma il percorso si svolge attraverso i confini di diversi comuni, quello che non sono riuscito a capire è se sono costretto a correre/pedalare all’interno del mio comune o posso andare ovunque (senza utilizzare la macchina per gli spostamenti) purchè da solo.
    Sarei grato di ricevere una risposta che mi chiarisca cosa posso fare e cosa no e perchè.
    Grazie!

  5. a me pare che passeggiare sia necessario ad una buona salute come del resto il sole e l’aria aperta… non sò che stile di vita hanno altre persone ma deambulazione sole e aria fresca mi pare la bas di una buona salute insieme all’alimentazione. dunque non è forse un motivo di salute oltrechè di necessità? mi pare troppo interpretabile come decreto.

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