Coronavirus, ora è emergenza anche negli Usa

11 Marzo 2020
Coronavirus, ora è emergenza anche negli Usa

Alzato il livello di allarme negli Stati Uniti, dove si introducono misure analoghe a quelle adottate in Italia, ma la mancanza di sanità pubblica aumenta i pericoli.

Stato d’emergenza dichiarato in Michigan e nel Massachusetts a causa della diffusione del coronavirus. E una “zona di contenimento” alle porte di New York. Negli Stati Uniti il numero dei casi di infezione ha superato i mille e già 31 persone sono morte a causa del Covid-19.

Così oggi i primi Stati dell’Unione iniziano ad alzare la soglia di guardia, secondo quanto riporta la Cnn e ci comunica l’Adnkronos. “Stiamo adottando tutte le misure possibili per contenere la diffusione del virus”, ha detto la governatrice del Michigan, Gretchen Whitmer, aggiungendo “È cruciale che tutti gli abitanti continuino ad adottare misure preventive per ridurre i rischi”.

Analogo l’appello arrivato dal governatore del Massachusetts, Charlie Baker: “Chiedo ai datori di lavoro e alle grandi organizzazioni di seguire il nostro esempio e limitare o annullare i viaggi non essenziali, i grandi eventi quando possibile e valutare il telelavoro. Chiedo agli anziani e a chi ha problemi di salute di evitare le folle e i grandi eventi”.

La “zona di contenimento” a New Rochelle, alle porte di New York, dove si registra un focolaio dell’epidemia, è stata annunciata dal governatore Andrew Cuomo e prevede l’intervento delle truppe della Guardia Nazionale. Scuole, luoghi di ritrovo e attività commerciali della zona rimarranno chiusi per due settimane, ma per ora non vi sono restrizioni di viaggio nella città.

Quanto sta accadendo in America è molto simile agli eventi italiani delle scorse settimane, quando l’infezione si stava propagando in Lombardia e in altre zone del Nord Italia.

Se ci chiediamo quanto pericolo ci sia per gli Usa a causa della propagazione del contagio, la risposta arriva da Walter Ricciardi consigliere Oms e consulente del ministro della Salute, che risponde così ad Adnkronos Salute: “Gli Stati uniti non hanno un sistema diffuso di sanità pubblica. Il tampone uno se lo deve pagare e quindi in pochissimi se lo fanno. Prevedo che aumenterà il numero di morti e contagiati”.

Le truppe della Guardia Nazionale saranno inviate nella contea di Westchester dove si registra il più alto tasso di casi da coronavirus, ben 108 su un totale di 173 appurati nello stato di New York e di mille in tutti gli Stati Uniti.
Il focolaio dell’epidemia sarebbe stato identificato in una sinagoga di New Rochelle, dove mille persone che hanno frequentato il tempio sono state messe in quarantena.

Da ieri dunque scuole, luoghi di ritrovo e attività commerciali della zona rimarranno chiusi per due settimane. Verrà approntata anche una struttura per i test del coronavirus in un ospedale locale, mentre la Guardia Nazionale sarà schierata per aiutare a pulire le scuole e gli spazi pubblici, oltre a fornire cibo. Non vi sarebbero in ogni caso restrizioni di viaggio nella città.



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