Cronaca | News

La Lombardia chiede al Governo la chiusura ma non totale

11 Marzo 2020
La Lombardia chiede al Governo la chiusura ma non totale

La Regione vuole una serrata ampia ma parziale: chiudere bar, alberghi, centri commerciali, negozi e ristoranti; tenere aperti farmacie, alimentari e servizi essenziali. 

A stretto giro la Regione Lombardia ha replicato al premier Conte che stamattina si era dichiarato disponibile a valutare le proposte di ulteriori restrizioni che ieri erano state annunciate dal presidente Fontana.

Un grido d’allarme, quello del governatore della Lombardia, Attilio Fontana per chiedere misure più rigide, ipotizzando anche la chiusura totale di qualsiasi attività. Una proposta che però il Governo ha ritenuto troppo vaga e comunque non ufficiale.

Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte stamane aveva invitato la Regione a mettere per iscritto, nero su bianco, le sue proposte, assicurando che le avrebbe valutate insieme alla compagine di Governo.

Detto fatto: la lettera è già stata inoltrata a palazzo Chigi, per come apprende l’agenzia stampa Adnkronos che l’ha visionata e ne riporta il contenuto. L’oggetto è: “proposte per ulteriori misure di contenimento della diffusione del virus Covid19“; destinatari il premier Conte, il ministro della Salute Roberto Speranza e il capo della Protezione Civile.

Nel documento si premette che la Regione “ritiene necessario procedere ad un inasprimento delle iniziative di contenimento già in essere” e che l’iniziativa è “condivisa con i sindaci dei Comuni capoluoghi, Anci, UPL e gli attori del Patto per lo Sviluppo”.

Ecco quali sono le richieste lombarde: una stretta significativa delle misure per contenere il Coronavirus, ma non una vera e propria serrata totale.

Innanzitutto si vuole la “chiusura di  tutte le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione di quelle: relative ai servizi di pubblica utilità, ai servizi pubblici essenziali, alla vendita di beni di prima necessità e alle edicole; chiusura di tutti i centri commerciali, degli esercizi commerciali presenti al loro interno e dei reparti di vendita di beni non di prima necessità”.  Si prevede inoltre che siano chiusi anche “i mercati sia su strada che al coperto e le medie e grandi strutture di vendita”.

Da chiudere immediatamente, inoltre, secondo la Regione, “bar, pub, ristoranti di ogni genere; chiusura delle attività artigianali di servizio (es. parrucchieri, estetisti, ecc..) ad eccezione dei servizi emergenziali e di urgenza; chiusura di tutti gli alberghi e di ogni altra attività destinata alla ricezione (es. ostelli, agriturismi, ecc..) ad eccezione di quelle individuate come necessarie ai fini dell’espletamento delle attività di servizio pubblico; sospensione di tutti i servizi mensa sia nelle strutture pubbliche che private; chiusura di tutti i servizi terziari e professionali, ad eccezione di quelli legati alla pubblica utilità e al corretto funzionamento dei settori richiamati nei punti precedenti”

Resterebbero, invece, aperti pochi ma essenziali esercizi: “i punti vendita di generi alimentari e di prima necessità, le farmacie e le parafarmacie”, ma anche i servizi di pubblica utilità, le edicole e i trasporti pubblici su strada.

Per le fabbriche, la Regione Lombardia “comunica che per quanto riguarda le restanti attività produttive è già stato raggiunto un accordo con Confindustria Lombardia che provvederà a regolamentare l’eventuale sospensione o riduzione delle attività lavorative per le imprese”.

Il Governo, a quanto ha appreso l’agenzia, ha ricevuto la lettera mentre il Consiglio dei ministri convocato stamane era ancora in corso. È possibile, quindi, che se ne sia già discusso, ma ancora non sono state rese note le decisioni adottate in proposito.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube